Paralives
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Paralives non mi ha convinta con il suo ultimo video

Ho parlato più volte da quando ho aperto Roll ‘n’ Play di quanto io stia aspettando Paralives. Da grandissima fan di The Sims 2, e dopo la delusione di The Sims 4, tutte le mie speranze erano riposte proprio sul progetto di Alex Massé e del suo team.
Dopo ormai quasi cinque anni di sviluppo, con un Patreon che incassa circa 31 mila euro al mese, finalmente gli sviluppatori ci hanno mostrato un video dedicato alla componente di simulazione.

Ecco, questo singolo video gameplay, tenendo a mente che comunque Paralives è ancora in sviluppo, ha fatto scendere di parecchio il mio interesse per il gioco.

Mi rendo perfettamente conto che comunque siamo ancora nel pieno dello sviluppo, e che alcuni elementi potrebbero subire cambiamenti da qui all’Early Access previsto per il 2025. Tuttavia l’impatto che ho avuto con con il sistema di lavori e carriere e con i rapporti relazionali tra i Para è stato molto negativo.

Per onore di cronaca, il riscontro generale dell’utenza alla visione del video è riassumibile in esclamazioni di giubilo. Insomma, sono tutti felici di ciò che è stato mostrato. Tutti tranne me.

È la prima volta che mi ritrovo a essere il bastian contrario quando si tratta di Paralives. Ho sempre apprezzato tutto ciò che è mostrato finora, dalla creazione dei Para fino al sistema di building degli edifici. Per quasi due anni ho anche supportato in prima persona il Patreon dedicato al gioco, finché non ho preso la decisione di smettere vista la mancanza di informazioni ai tempi sull’uscita.

Avrei anche molto da dire sul fatto che dovremo aspettare fino a un 2025 non meglio definito per avere l’Early Access. Visti anche i fondi raccolti finora, non siamo nemmeno di fronte a un titolo a budget basso.

I miei dubbi su Paralives

Nel video mostrano che ci sono più tipi di lavori, alcuni entry level e altri che richiedono invece determinate abilità. Si tratta di un’idea secondo me molto interessante, e quindi all’inizio ero colpita positivamente. Tuttavia è quando la Para protagonista del video finisce il suo primo turno che ho storto il naso.

A quanto pare ogni volta che un Para va a lavoro, sblocca un punto da spendere nella carriera scelta. Si può usare per aumentare il rank del lavoro, e quindi per guadagnare più denaro, sbloccare quelle che sembrano delle abilità (nel video la voce Customer Service, che comporta sempre un aumento di stipendio), e dei perk passivi non inerenti al lavoro effettivo.

Paralives lavoro

Non parrebbe quindi esserci un rendimento lavorativo effettivo, a prescindere l’esito parrebbe sempre positivo. Certo, alcuni lavori richiedono di avere determinate competenze per accedervi, però sembrerebbe non esserci alcuna sfida per migliorarsi nella carriera.

Lo stesso discorso si applica anche a quanto visto nelle relazioni con i Para. Nel video vediamo i Para parlare, e dopo circa un’ora di interazione possiamo scegliere come sviluppare il rapporto con il/i Para con cui si interagisce.
Alcune interazioni, o meglio Together Cards (che abbiamo dopo aver riempito l’indicatore socializzando), hanno più possibilità di riuscita in base a come stiamo sviluppando il rapporto. Tuttavia pare un sistema che non può avere esiti negativi a meno che non li forziamo noi con lo storytelling.

Quando uno spera di sbagliarsi…

Come vi ho detto prima, in generale questo nuovo video gameplay in generale è piaciuto molto all’utenza. Non posso negare tutti i commenti positivi che ho visto sia su Youtube, sia sui canali ufficiali dedicati al gioco. Tuttavia non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione negativa che ho avvertito guardando il video per la prima volta, e pure mentre lo riguardavo scrivendo questo articolo.

Spero profondamente di sbagliarmi, perché in Paralives per anni ho riposto la mia fiducia. Le mie speranze per il futuro dei simulatori di vita erano tutte sul progetto di Alex Massé e del suo team. Ho tanti dubbi non tanto sul sicuro successo commerciale che avrà il gioco, visti tutti i commenti positivi ed estasiati, ma su quanto mi piacerà una volta che lo giocherò, si spera, nel 2025.

Videogiocatrice da sempre, amante dei RPG e con una passione smodata per The Binding of Isaac. Nel tempo libero, oltre ai videogiochi, legge o ricama.