Fin dal suo annuncio, The Alters di 11 bit studios ha destato la mia curiosità, grazie alla sua presentazione molto peculiare e alle meccaniche mostrate. Ho avuto il piacere di mettere le mani sulla versione PlayStation 5 e devo confessare che è stata una grande sorpresa (in positivo) per me, anche sul fronte della gestione di un titolo del genere su Console.
Dopo aver esplorato in lungo e in largo delle lande ignote, voglio raccontarvi la mia esperienza con il gioco.

Cloni ovunque!
La narrazione di The Alters non è tra le più originali, ma confesso che l’incipit narrativo non mi è dispiaciuto per nulla. Noi impersoniamo Jan Dolski, un minatore della missione spaziale Project Dolly. Il compito doveva essere molto semplice, andare lì, finire il lavoro e tornare a casa. Eppure le cose non vanno come previsto: la nostra nave finisce sul pianeta dove eravamo destinati, il problema è che l’atterraggio ha luogo in un posto totalmente sconosciuto a noi e soprattutto siamo soli, visto che tutti gli altri non hanno fatto una buona fine.
Senza alcuna via di uscita, il nostro compito è sopravvivere e trovare un modo per metterci in contatto con la Terra. Appunto per questo riusciamo a trovare una base, dove al nostro eroe arriva finalmente l’idea di creare dei cloni. Ed è qui che The Alters diventa folle: possiamo avere nostri cloni che si occuperanno delle mansioni più noiose o più rischiose. La storia ci spinge a fare scelte differenti, con la possibilità di saltare da un ramo all’altro nel caso le conseguenze siano fatali. Ammetto che da questo punto di vista il gioco mi ha intrattenuto davvero molto, l’ho trovato divertente e interessante come meccanica.

Non solo lo spazio
Come dicevo, le scelte in The Alters sono davvero importanti, così come quando daremo vita a un nostro clone. Ognuno di questi svilupperà un carattere e un’attitudine diversa dagli altri. Spesso ci troveremo a prendere decisioni drastiche a causa dei conflitti che si creano all’interno della nostra base. Non è sempre facile tenere tutto sotto controllo, anzi il gioco fa di tutto per metterci in difficoltà, mostrandoci le molteplici criticità dell’avere troppi cloni.
Però il gioco non si ferma solo a questo, dato che dovremo anche prestare attenzione alla nostra base, che possiamo potenziare e ampliare per ottenere più risorse da sviluppare. Come si può immaginare, non possiamo costruire nulla se non abbiamo le giuste risorse. Ecco perché ci ritroviamo a fronteggiare le avversità esterne, cercando di raccogliere quante più risorse possibili. Ammetto che ho avuto non poche difficoltà durante l’esplorazione: spesso sono finito rapidamente a terra senza energia. In tutto questo dovremo stare attenti anche al tempo, nostro grande nemico, tenendo d’occhio il ciclo giorno e notte per programmare le attività dei nostri cloni.

Una bizzarra avventura
Quindi sì, se siete alla ricerca di qualcosa di nuovo e che vi tenga incollati allo schermo per diverse ore, dovreste dare una possibilità a The Alters. È una produzione che riesce a portare qualcosa di diverso sul mercato e lo fa in modo peculiare. Nonostante a pad alla mano l’abbia gradito molto, ci sono alcune cose che non mi hanno fatto entusiasmare, come il bilanciamento della difficoltà alcune volte tarato fin troppo verso l’alto.



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