Questo 2026 è stato caratterizzato da un alto numero di titoli investigativi già rilasciati o in dirittura di arrivo, e Dupery: A Game of Solo Deduction è proprio uno di questi videogiochi. Da appassionata di questo genere, cosa che avrete inteso già da un po’, non potevo lasciarmi scappare l’occasione di trovarmi nuovamente a svolgere delle indagini.
Un gameplay che non funziona
Parto subito col dire che apprezzo la presentazione generale del gioco, con una palette di grigi che ci fa immergere subito nell’atmosfera noir. In generale il primo impatto convince, ma per me il problema sussiste proprio nelle meccaniche di gioco.
In breve, quello che dobbiamo fare è trovare i criminali tra i sospetti che ci vengono proposti nella griglia. Non abbiamo molti riferimenti per distinguerli dagli innocenti, se non quello che dicono. In generale dobbiamo cercare di non arrestare innocenti per non far scendere la nostra reputazione e, di conseguenza, incappare in un game over. In mezzo abbiamo anche i traditori e i meddler, rispettivamente malvagi e buoni, che servono a confonderci le idee impersonando altri ruoli.

I ruoli presenti sono tantissimi, e molti di questi sono studiati per creare ancora più confusione nelle dichiarazioni su cui basiamo le nostre deduzioni. Parlando di queste, contate che ne abbiamo solo una per ogni sospettato a disposizione, e spesso ci troviamo ad affrontare casi che non includono ruoli con abilità che possano aiutarci ad avere una situazione più chiara… Senza contare che spesso potrebbero esserci dei criminali sotto mentite spoglie.
Ho giocato molti titoli investigativi nella mia vita, specialmente negli ultimi anni, e vi confesso che ho trovato Dupery: A Game of Solo Deduction davvero frustrante e a tratti ingiusto. Bastano pochissimi errori per far crollare la reputazione e farci ricominciare di nuovo da capo.
Con tutti i videogiochi dello stesso genere già disponibili e prossimi all’uscita, non mi sento allo stato attuale di consigliarlo.




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