Il team di sviluppo Gust è principalmente conosciuto per la serie Atelier, che negli ultimi anni ha saputo conquistarsi un ampio pubblico, soprattutto con i capitoli più recenti. Ammetto che personalmente sono sempre stato un gran fan delle loro opere, ma molti non sanno che non sono solo i creatori di Atelier, ma hanno dato vita anche a IP uniche. Tra queste troviamo Nights of Azure, una serie che ha avuto due titoli davvero interessanti e diversi dai canoni di Gust. Oggi invece vi parlo dell’altra IP che non molti conoscono, ovvero BLUE REFLECTION, composta da più capitoli e da opere parallele..
Gli sviluppatori, insieme a KOEI TECMO, hanno deciso di riportare in auge la serie, pubblicando la raccolta BLUE REFLECTION Quartet, che permette di recuperare facilmente tutte le opere della saga, con alcuni contenuti inediti davvero interessanti. Ho avuto il piacere di occuparmene in anticipo e finalmente posso raccontarvi com’è andata!
BLUE REFLECTION Quartet
Dall’inizio alla fine
La narrazione di BLUE REFLECTION racconta tematiche molto delicate. Il primo capitolo ci mette nei panni della giovane Hinako Shirai, una ballerina che purtroppo si è infortunata al ginocchio l’anno prima, rendendole impossibile tornare a ballare. Il gioco parte proprio con la ragazza che sta per iniziare il suo primo giorno di scuola all’istituto Hoshinomiya Girls. Eppure quello che sembra essere un primo giorno qualunque si rivela essere molto di più. La protagonista incontra una studentessa che conosceva quando era più piccola, ma a un tratto questa emana un’aura trasportando Hinako in un altro universo. Quello a cui assistiamo è il potere dei Reflector. Infatti ci verrà spiegato da Yuzu e Lime, due ragazze della nostra stessa aula, che si tratta di poteri speciali che solo alcune persone possono possedere.
La cosa più sconvolgente di questo mondo è che la protagonista lì non ha il problema al ginocchio. Il nostro obiettivo è quello di contrastare le emozioni negative, ottenendo i frammenti emotivi sconfiggendo le creature malefiche. Da qui parte quello che è il fulcro del gioco, gettando le basi anche per i capitoli successivi. Ad esempio, in BLUE REFLECTION: Second Light, la tematica è molto simile, ma cambia la dinamica, essendo incentrata sulla ricerca dei ricordi perduti utilizzando i personaggi di quell’avventura.
A mio avviso la narrazione della serie è davvero valida. Certo, sono presenti molte scene di puro fan service, ma allo stesso tempo riescono a sposarsi bene con la tipologia di prodotto. Il marchio di fabbrica di Gust è evidente fin dalle prime ore, anche se dobbiamo fare i conti con un prologo non sempre veloce.

A turni, ma con stile
Abbiamo a disposizione un sistema classico a turni. A schermo è presente una barra che ci mostra tra quanto sarà il nostro turno, come le nostre mosse possano influire all’interno di questa timeline e a quale nemico toccherà prima. I combattimenti sono molto equilibrati e ci costringono a valutare attentamente come attaccare i nemici e con quali mosse farlo. Potremo anche sfruttare l’Ether Charge, che ci permette di aumentare l’indicatore per difenderci. Ogni volta che le nostre Reflector saliranno di livello, avremo a disposizione un menù nel quale distribuire i parametri e, in base a quelli che aumenteremo, avremo accesso a nuove abilità.
Per quanto riguarda il secondo capitolo, alla base il sistema di combattimento è molto simile. Si tratta di una versione molto evoluta del primo. Avremo a disposizione dei punti azione da spendere per effettuare determinati attacchi tutti in una volta. In base al nostro Gear saremo posizionati in una determinata posizione all’interno della timeline di battaglia, determinando anche chi inizierà per prima. Raggiunto lo stadio di Gear 3, avremo a disposizione una trasformazione in Reflector, permettendoci di utilizzare mosse decisamente più letali.
All’interno della raccolta è presente anche BLUE REFLECTION: SUN, un capitolo che originariamente era esclusivo per dispositivi mobile. In questa raccolta è stato ricreato utilizzando proprio l’engine di BLUE REFLECTION: Second Light, il secondo capitolo della serie.

Contenuti della raccolta
Come dicevo anche nella prefazione, si tratta di una grande raccolta dedicata a BLUE REFLECTION. All’interno di Quartet sarà possibile recuperare tutto ciò che riguarda la serie in un solo capitolo. Una volta avviata la raccolta, ci permetterà di scegliere da quale gioco iniziare, anche se il titolo ci mostrerà l’ordine cronologico consigliato. All’interno della raccolta sono presenti il primo e il secondo capitolo, usciti originariamente su console e PC. La cosa che più mi ha lasciato sbalordito è il rifacimento di BLUE REFLECTION: SUN, un titolo che era esclusivo per dispositivi mobile. In questa raccolta è stato trasformato in un gioco single player per console, sfruttando l’engine di Second Light e offrendo una narrazione davvero interessante.
A tutto questo va aggiunta la presenza di BLUE REFLECTION: RAY, una versione giocabile dell’anime omonimo. Ci permette di vivere la storia di Hiori e Ruka in una serie di brevi racconti che approfondiscono alcuni dei dettagli che spesso emergono nei vari capitoli della serie.
Come ultimo contenuto è presente un grande archivio nel quale è possibile leggere tutto ciò che riguarda la storia di BLUE REFLECTION, avendo quello che è a tutti gli effetti un database della lore del gioco. Al suo interno è possibile trovare anche le illustrazioni dei vari titoli e gli approfondimenti sui personaggi principali della serie.

L’impatto tecnico
Questa raccolta porta finalmente la serie sulle console di nuova generazione. A livello grafico è stato svolto un buon lavoro, con texture che sfruttano a dovere la risoluzione maggiorata. A mio avviso si poteva fare qualcosa di più per quanto riguarda il primo capitolo, che presenta alcune animazioni fin troppo legnose e decisamente inferiori rispetto al buon lavoro svolto con Second Light. Visto anche il buon lavoro fatto per il rifacimento dei due capitoli inediti, si poteva fare molto di più nel rimasterizzare il primo capitolo della serie, che è quello più datato.
In compenso ho trovato davvero ben curata la trasposizione di BLUE REFLECTION: RAY e SUN, due occasioni per recuperare dei titoli inediti.
Promosso ancora una volta il doppiaggio in giapponese, che offre un audio di grande qualità. Per quanto riguarda la versione PlayStation 5, non ho avuto alcun calo di framerate. Gli unici ostacoli che ho trovato sono alcuni bug nel primo capitolo, come i nemici all’interno del Common che rimanevano incastrati nei bordi dei livelli. Un altro problema che ho riscontrato sono i caricamenti nel primo gioco, decisamente più lunghi rispetto agli altri capitoli.

Commento Finale
BLUE REFLECTION Quartet è una raccolta che consiglio a tutti coloro che amano i JRPG con una trama interessante. La raccolta proposta da GUST offre un quantitativo di ore davvero elevato, con un buon primo capitolo fino ad arrivare a Second Light, che presenta una trama davvero profonda. Peccato per alcune lacune tecniche di questa versione rimasterizzata, che per l’occasione poteva osare di più sulla pulizia grafica. Per il resto, si tratta di un ottimo porting!




Lascia un commento