Su queste pagine vi ho parlato più volte della mia passione per i videogiochi investigativi. Solo quest’anno vi ho raccontato la mia esperienza con la demo di Obsidian Moon e la mia recensione di The Posthumous Investigation, due titoli che mi hanno davvero sorpresa in positivo in questo 2026 videoludico.
Oggi torno ancora una volta a parlarvi di indagini, questa volta con Case Solved: The London Files, in uscita oggi su PC e console.
Grazie a Minimol Games, ho avuto l’occasione di giocare al titolo con qualche giorno d’anticipo su PC, e finalmente posso raccontarvi la mia esperienza!
Case Solved: The London Files
Casi da risolvere
La premessa di Case Solved: The London Files è piuttosto semplice: siamo chiamati a risolvere tre diversi casi, e ognuno di essi è diviso in cinque fasi diverse. Non aspettatevi interrogatori o cacce agli indizi, tutto quello che dobbiamo fare è cliccare su determinati elementi a schermo (solitamente i sospettati e i nostri colleghi, più qualche oggetto più o meno a vista) e poi passare alle nostre deduzioni.

Tutto il gameplay si basa sul rompicapo detto Indovinello di Einstein, detto anche Indovinello della zebra, dove abbiamo una serie di affermazioni e noi dobbiamo inserire i dati dei sospettati in modo da non contraddirle. C’è sempre e solo una soluzione che incastra alla perfezione tutti gli indizi, e a sinistra dello schermo vediamo se rispettiamo tutte le affermazioni o se siamo incappati in qualche contraddizione da risolvere.
Si tratta di una tipologia di rompicapo piuttosto divertente da risolvere, ma che in Case Solved: The London Files non viene sfruttata a dovere. Bastano davvero pochi minuti per finire le varie fasi dei tre casi a disposizione, il tutto senza alcuna difficoltà. Il gioco mette a disposizione dei suggerimenti, ma sono arrivata alla fine di questa breve avventura senza usarne nemmeno uno.

In poco meno di due ore si arriva alla conclusione dei tre casi, ma non siamo ancora al termine della nostra esperienza. Dal menù principale accediamo ai Fascicoli segreti. Nascosti all’interno del gioco, nella pagina del negozio e nel sito degli sviluppatori sono presenti una serie di codici da inserire per accedere a una serie di rompicapi. Nel momento in cui vi scrivo ho già trovato metà dei codici, scandagliando i menù, le schermate dei casi e la stessa pagina di Steam (che ne nasconde più di uno).
Si tratta di un’idea simpatica, che ci porta a investigare anche nella realtà in modo da sbloccare nuovi rompicapi slegati dai tre casi principali. Le meccaniche sono le medesime, e ancora una volta ci troviamo di fronte a una difficoltà inesistente.

Esteticamente funzionale
L’interfaccia di gioco è semplice e funzionale, accompagnata da una direzione artistica piacevole. Il design dei personaggi è ben realizzato e in netto contrasto con la resa delle (poche) ambientazioni presenti. Tra le varie fasi dei tre casi principali abbiamo dei brevi filmati che fanno il punto del caso e dei sospettati, con una serie di battute per mantenere l’atmosfera leggera e rilassata.
Sul fronte tecnico non ho riscontrato problemi con la versione PC del titolo. Per quanto riguarda l’audio, la colonna sonora non è particolarmente memorabile, mentre i personaggi parlano in gibberish.
Ho giocato a Case Solved: The London FIles con l’interfaccia in italiano, traduzione ancora in fase beta, la quale presenta ancora delle parti poco chiare e alcune traduzioni approssimative. Tutto sommato si lascia giocare, anche se è preferibile al momento lasciare i testi in inglese.

Caso risolto
Case Solved: The London FIles parte da un’idea interessante, ma i rompicapi presenti non sono soddisfacenti, risultando troppo facili e immediati. Per prepararmi a questa recensione mi sono messa a cercare svariati Indovinelli di Einstein da risolvere, e posso confermare che bastano pochi click per trovare gratuitamente svariati indovinelli di varia difficoltà.
Mi sarei aspettata un comparto narrativo più consistente tra i casi, in modo da darci qualcosa che vada oltre il gameplay, visti i rompicapi troppo semplici. Si tratta di un’esperienza che consiglierei ai giocatori più piccoli e non agli appassionati del genere.

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