Ci sono appuntamenti che non mancano mai e quello con NBA è uno di questi. Ogni anno gli sviluppatori sono sempre riusciti a trovare un modo di offrire un’esperienza fresca e innovativa, con miglioramenti su ogni fronte. Ammetto che era da un po’ che non scrivevo di un titolo della serie e occuparmi di NBA 2K27 è stato interessante, perché ho visto diverse migliorie introdotte durante gli anni e alcune esclusive di questo nuovo capitolo.
Tornare sul campo da parquet è stato emozionante e vi racconto com’è andata con NBA 2K27 tra un canestro e l’altro su Xbox Series X!
Sul campo!
La principale modalità di gioco di NBA 2K27 è sicuramente quella dedicata alla carriera. Al primo avvio ci viene chiesto di scannerizzare il nostro volto, utilizzando l’apposita app dedicata al gioco. Proprio da qui si parte all’apertura di una build, che non è semplice calibrare, soprattutto se siete giocatori non proprio esperti dei titoli NBA. C’è da dire che il gioco cerca di venirci in aiuto, proponendoci delle caratteristiche precostruite basate sulle star più importanti della NBA. Sarà possibile personalizzare la build, ma confesso che non è proprio semplice trovare il giusto equilibrio. Nel gioco sono presenti i Distintivi da equipaggiare, che potranno essere equipaggiati in base alle caratteristiche del nostro giocatore.
Nella prima fase di gioco è importante capire che ruolo ricoprire, perché in base a quale sceglieremo avremo accesso a determinate opzioni sul campo. C’è da dire che nel corso del gioco sbloccheremo nuovi Distintivi e potranno essere equipaggiati e rimossi a nostro piacimento tra un match e l’altro. Certo, c’è da fare molta strada per sbloccare molti potenziamenti, attraverso un sistema che personalmente mi è sembrato fin troppo complicato. Nelle prime ore di gioco è normale trovarsi completamente spaesati, perché tra Distintivi e tratti del personaggio, è facile trovarsi in un vortice di informazioni e si fa fatica a decidere quale sia la scelta corretta.

Una sfida dietro l’altra
La cosa interessante di questo NBA 2K27 è sicuramente la storia Fire & Concrete del MyCAREER. Una volta creato il nostro giocatore liceale, è destinato a giocare per Duke. Purtroppo, nelle prime scene vediamo che succede qualcosa di terribile: un incidente automobilistico mette a rischio la nostra carriera. La narrazione ci sposta ben due anni dopo a New York, ci troviamo al Rucker Park e dovremo ricostruire la nostra reputazione da zero, ripartendo dalle basi. Si tratta, a mio avviso, di una modalità storia davvero interessante, molto più classica e cinematografica. All’interno di questa modalità è possibile anche prendere un po’ di confidenza con i comandi di gioco, scalando la nostra gloria verso l’NBA.
Dovremo portare a termine undici capitoli, tra partite e allenamenti, dove verremo a conoscenza di nuovi personaggi che faranno da protagonisti alla campagna di Fire & Concrete. Tra questi c’è Cam, che è il cugino del protagonista, doppiato dal rapper Vince Staples. La durata è davvero ottima, anche se in alcune fasi mi è sembrato che sia stata diluita per farla durare di più. C’è da dire che la difficoltà è molto appagante, dato che una volta scalati i ranghi ci troveremo davanti ad avversari molto agguerriti. Una modalità che farà sicuramente felici coloro che erano alla ricerca di una modalità giocatore singolo che non sia solo una mera scena presente, ma che racconti una storia interessante da seguire, per quanto non originalissima.

La sfida in Città
Nella città potremo metterci alla prova contro altri giocatori nei campi online. Abbiamo a disposizione il nostro Quartier Generale della nostra squadra, con il nostro campo dove poterci allenare. Il sistema online è davvero interessante, c’è una classifica da scalare e dovremo ottenere dei punti esperienza per poter salire di livello. Ammetto che nelle prime ore ho faticato ad aumentare di livello, non mi sono sentito molto premiato dalle vittorie. Per me, uno dei problemi più grandi della modalità online è che è presidiata da gente fin troppo esperta, il matchmaking non riesce sempre a fare un buon abbinamento. Spesso finiamo per scontrarci con gente che il campo lo conosce a memoria, che ci sconfiggerà in maniera poderosa.
Eppure il team di sviluppo è riuscito a colmare in parte questa cosa, con la modalità Casual Corner. Si tratta di una modalità che ci aiuta a familiarizzare con il campo da basket, mettendoci contro della CPU che aumenta di livello gradualmente. Per abituarci al gioco online, man mano che avanzeremo verremo abbinati ad altri giocatori che stanno seguendo lo stesso percorso, ma nella stessa squadra. L’ho apprezzato molto perché finalmente è stata tesa una mano verso chi non è molto esperto di NBA. Le partite online sono risultate divertenti, anche se ho riscontrato qualche problema di connessione nelle prime partite.

Tecnicamente realistico
Sulla parte dell’aspetto tecnico, con NBA 2K27 è stato svolto un lavoro magistrale. I giocatori sembrano davvero realistici, con delle animazioni sbalorditive. Anche all’interno del campo, con un gioco di luci e ambientazione, sembra di essere all’interno di uno di quei match nella vita reale. Visual Concepts è riuscita a fare dei passi da gigante per il comparto grafico, cercando di offrire un’esperienza a tutti gli effetti di nuova generazione.
Ho avuto il piacere di giocare a NBA 2K27 su Xbox Series X, dove il gioco è rimasto stabile quasi per tutte le partite. Ho riscontrato qualche rallentamento all’interno dei match nella città. Altra cosa tecnica che non ho gradito è l’implementazione dell’APP, che non funziona a dovere, soprattutto quando si tratta di scansionare il volto. Mi è capitato di dover ripetere il processo per quattro volte e i caricamenti erano tutt’altro che veloci.

Commento Finale
Giunti alla conclusione del nostro match, posso confermare che NBA 2K27 ha fatto passi da gigante in avanti. Lo sviluppo di Visual Concepts è di alta fattura, le modifiche effettuate al gameplay hanno reso la giocabilità molto più godibile. Peccato per qualche problema tecnico con il framerate e alcuni caricamenti lunghi, che spesso rendono l’esperienza frustrante.




Lascia un commento