Già da qualche anno Square Enix ha più che collaudato il suo stile in HD-2D, prima con la serie Octopath Traveler e poi con i remake dei primi Dragon Quest. Quest’anno abbiamo visto prima il rilascio di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, realizzato da Team Asano, e ora l’uscita di Final Fantasy Resonance, il primo capitolo in HD-2D della storica serie.
Questo nuovo capitolo del franchise non è totalmente inedito: si tratta infatti di un rifacimento di Final Fantasy: Brave Exvius, titolo per mobile da qualche tempo non più giocabile. Resonance non è e non vuole essere una versione 1:1 di quello che è stato il gioco per Android e iOS, ma ne riscrive la storia in modo da garantire un’esperienza piacevole anche per chi non ha giocato a Brave Exvius. Non solo, il tutto è stato rivisto sia dal punto di vista del gameplay, sia dalla realizzazione tecnica.
Ho avuto la possibilità, grazie al publisher, di giocare a Final Fantasy Resonance nella sua incarnazione per PlayStation 5. Vi racconto la mia esperienza!
Tra Cristalli e Visioni
Rain e Lasswell, comandante e suo vice dei cavalieri di Grandshelt, vengono inviati dal loro re a indagare sulla situazione presso il Cristallo della Terra. Ad accoglierli trovano un misterioso gruppo, i Sworn Six capitanati da Umbra, intenzionati a distruggere sia il Cristallo della Terra, sia gli altri presenti sul pianeta.
Con l’equilibrio del mondo minacciato dai Sworn Six, e accompagnati dalla misteriosa Fina, una ragazza senza memoria, Rain e Lasswell partono alla ricerca di un modo per fermare Umbra. Ad aiutarli nel loro viaggio, oltre agli alleati incontrati durante il loro viaggio, ci sono anche le Visioni di eroi da altri mondi…

La narrazione di Final Fantasy Resonance prende a piene mani da quella che era la prima parte di Brave Exvius, modificandone però svariati eventi per creare una storia coesa e a sé stante rispetto a quella che era l’esperienza su mobile. Il risultato è una trama molto piacevole da seguire e con dei colpi di scena ben assestati. Ci sono tuttavia alcuni momenti inutilmente troppo prolissi, quasi per allungare il tutto in modo quasi innaturale.
I personaggi principali e secondari sono tutti ben scritti e con molte sfaccettature, e risulta impossibile non affezionarsi ai protagonisti.
Il gioco è un’ode alla serie di Final Fantasy in tutta la sua interezza. Non solo lo stile in HD-2D è un ritorno al passato con uno sguardo verso il futuro, ma ci sono molti elementi che richiamano ad altri capitoli. Il richiamo più ovvio consiste nelle Visioni, ma ci sono altre citazioni come i nomi delle aeronavi e di altri elementi. Anche la presenza dei Cristalli come elemento cardine della narrazione è un omaggio alle origini della serie.

Turni in pixel
Con Final Fantasy Resonance siamo di fronte a un classico RPG a turni. In alto a sinistra vediamo l’ordine dei turni sia del round corretto che di quello successivo, in modo da poter ponderare ogni mossa nel migliore dei modi.
Estremamente importante è lo Stagger, ovvero lo stato in cui mandiamo i nemici azzerando l’apposita barra, e lo facciamo colpendo le debolezze. Il personaggio che manda in Stagger un nemico ha diritto a un turno extra alla fine del round corrente, mentre se tutti i nemici sono in Stagger allora tutti i personaggi hanno diritto al turno in più.
Altro elemento fondamentale del gameplay è l’equipaggiamento delle Visioni, che includono sia personaggi inediti di Resonance, sia i protagonisti dei capitoli principali della serie. Ogni personaggio può equipaggiare una Visione alla volta, la quale sale di livello guadagnando i MRP. A ogni nuovo livello la Visione sblocca nuove abilità passive e degli aumenti di statistica per il personaggio che l’ha equipaggiata, compresi gli AP, di cui vi parlerò a breve. Le abilità attive, quelle che usiamo in battaglia, invece non salgono di livello tramite i MRP, ma utilizzando le magiciti.
Quando tutti i nemici sono in Stagger, alla fine dei turni extra dei personaggi possiamo utilizzare la Resonance, ovvero delle potenti abilità (solitamente offensive), di una delle Visioni equipaggiate.

Lama a doppio taglio
Prima vi ho nominato gli AP: questi servono per far equipaggiare a un personaggio le abilità passive delle Visioni che non stiamo utilizzando. Queste skill variano per tipologia, ma molte concernono il recupero dei MP e l’aumento della percentuale di Stagger dei nostri attacchi. Si tratta, quindi, di abilità fondamentali per andare avanti soprattutto nelle fasi più avanzate del gioco e nel post game.
Il sistema delle Visioni, e soprattutto delle abilità equipaggiabili con gli AP, permette molto facilmente di rompere il gioco e abbassare di molto la difficoltà. Ci sono determinate skill che rendono i nostri personaggi delle vere e proprie macchine da guerra con MP sempre pieni e pronti a utilizzare le tecniche più devastanti.
Coloro che giocano a molti RPG non avranno problemi a trarre il massimo da questo sistema, con il rischio di rendere l’esperienza di gioco troppo semplice.

Fantasia Finale in HD-2D
Square Enix ancora una volta ha superato sé stessa con lo stile in HD-2D. Vista anche la presentazione estetica di Brave Exvius, si tratta della scelta più azzeccata per la direzione artistica di Final Fantasy Resonance. La pixel art, sia dei personaggi, sia delle Visioni e dei nemici, è finemente realizzata e unita a una buona realizzazione delle ambientazioni.
Sul fronte tecnico, inoltre, su PlayStation 5 non ho riscontrato problemi di alcun tipo. Fin dal Day One il gioco si è mantenuto sempre stabile e senza bug o glitch.
Ottimo il comparto audio del gioco, con un’ottima colonna sonora, piena di tracce che richiamano la serie a opera di Noriyasu Agematsu, che ai tempi si occupò di Brave Exvius. Il gioco presenta un doppiaggio ben realizzato sia in giapponese che in inglese.
La localizzazione dei testi è stata realizzata solo in lingua inglese, con un vocabolario però facilmente accessibile.

La Risonanza delle Visioni
Final Fantasy Resonance è un ottimo titolo, con una storia in grado di sorprendere e un gameplay che farà la gioia degli amanti dei RPG a turni. In alcuni punti la narrazione si fa prolissa e il tasso di sfida non è particolarmente alto, ma si tratta comunque di una bella lettera d’amore alla serie storica di Square Enix.




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