Ammetto di essere sempre stato legato alla serie di Call of Duty, nel bene o nel male è sempre stato un appuntamento annuale a cui non ho quasi mai mancato. Dopo averlo provato nella sua versione Beta ad accesso anticipato ad agosto, finalmente posso parlarvi della versione completa di Call of Duty: Modern Warfare 4. Confesso che era un titolo che aspettavo con trepidazione, dato che il filone narrativo di Modern Warfare, a parte qualche piccolo scivolone, è sempre rimasto tra i miei preferiti, più di quanto fatto da Black Ops.
Dopo aver finalmente portato a termine l’ultima missione del Capitano Price e compagni, posso finalmente parlarvi nel dettaglio della versione completa del gioco!
Il prezzo della vendetta
La storia riprende proprio da dove l’abbiamo lasciata, con un breve riassunto di ciò che era successo nella parte finale di Modern Warfare 3. In tutto questo c’è John Price, che è ricercato e braccato dall’unità Shadow, un tempo composta dai suoi compagni. La storia del Capitano Price però è legata a stretto filo a quella di Park Hyun-Jun. Un soldato sudcoreano che sta lavorando sul campo per difendersi dalla Corea del Nord. Nell’universo di Call of Duty: Modern Warfare 4 è proprio la Corea del Nord ad attaccare quella del Sud. In tutto questo, però, il leader della Corea del Nord è deceduto e al suo posto c’è l’erede. Le fila però non sono mosse solo da lui, ma ci sono altri membri a muoversi nell’ombra pronti ad attaccare al momento giusto.
Quello che il Capitano Price cerca è la vendetta e per farlo dovrà scendere a compromessi con i nemici, sporcandosi le mani. Ogni singolo personaggio è davvero importante in questa campagna. C’è una squadra a cui ci si affeziona e a cui ci si abitua durante le missioni. Il tutto grazie anche ad alcuni antagonisti funzionali, tra cui quello interpretato da Mads Mikkelsen, di cui non vogliamo svelarvi nulla per evitare di entrare nel campo degli spoiler. La conclusione della serie Modern Warfare è davvero spettacolare, un finale cinematografico che riesce a esaltare l’epopea vissuta dagli storici personaggi della Task Force 141. La cosa che mi ha sorpreso più di tutte è come i nuovi protagonisti introdotti in questo capitolo siano funzionali. Con una storia che si interseca tra loro e trova un punto d’incontro. La parte in Corea è tra quelle più riuscite, ci sono momenti che toccano livelli mai raggiunti da Call of Duty negli ultimi anni.

Tra una missione e l’altra
Ho apprezzato molto la varietà delle missioni presenti nella campagna. Ci sono compiti molto semplici, che riprendono i canoni della serie. Però ci sono missioni che ci permettono di esplorare la mappa di gioco, scegliendo noi in che ordine affrontarle. In linea di massima, la storia è lineare, ma è anche giusto così, visto che la rende funzionale. Non ci si annoia mai, perché ogni volta cerca di cambiare le carte in tavola, proponendoci meccaniche nuove o compiti diversi da quelli che ci si potrebbe aspettare. Proprio questo approccio variegato rende Call of Duty: Modern Warfare 4 uno dei migliori degli ultimi anni.
Ci sono delle missioni in cui potremo scegliere noi se procedere in completa modalità stealth oppure optare per uno scontro diretto a fuoco. Non mancano percorsi secondari, come ad esempio in una missione in cui è possibile aprire una cassa per ottenere un determinato collezionabile, ma solo se avremo trovato la nota con la combinazione. Questo è solo uno degli esempi, perché in una missione open map è possibile trovare diverse note sparse per il gioco che ci parlano di ciò che sta succedendo in quel posto. Le battaglie contro i boss di turno sono funzionali, spesso siamo costretti a usare il corpo a corpo. Una cosa che non era mai stata fatta nei capitoli precedenti, ma che ha reso gli scontri davvero memorabili. Avrei gradito forse qualche battaglia in più in questo stile e una difficoltà maggiore.

Un DMZ che funziona
Una volta terminata la storia, potremo gettarci nella modalità DMZ, che prende inizio dopo la fine della campagna. Ci troviamo a Hajin, dove ha preso piede un nuovo conflitto. Di fatto, si tratta di una modalità extraction shooter, dove dovremo dare il meglio di noi durante gli scontri. Il nostro obiettivo è quello di ampliare il nostro equipaggiamento il più possibile, per farci trovare pronti nel momento del bisogno. Potremo estrarre risorse utili e tornare anche alla base operativa, dove ci sono delle postazioni che ci permettono di potenziarci.
Abbiamo a disposizione una stampante che ci permette di fabbricare dell’equipaggiamento che ci sarà utile durante le missioni. In base al personaggio che sceglieremo, avremo a disposizione un albero delle abilità dedicato, oltre a un avanzamento personale. Quello che ho apprezzato molto è che il tutto è equilibrato da un’economia abbastanza generosa, che non punisce troppo gli errori commessi sul campo di battaglia. Si tratta di una modalità divertente, che porta via diverse ore di gioco, anche se alla lunga si sente la ripetitività di fondo.

Multiplayer che si rinnova
La modalità multigiocatore è tornata in pompa magna, con un sistema di gunplay davvero rinnovato e immediato. Ogni scontro a fuoco è davvero fluido, decisamente più immediato rispetto al passato. Allo stesso tempo, il team di sviluppo ha rivisto completamente il movimento del personaggio, rendendolo più consono ai feedback ricevuti dai giocatori dopo Black Ops, che aveva fatto storcere il naso. Confesso che ho trovato di gran lunga più godibile il movimento negli scontri, perché rende l’azione più diretta e dinamica, senza troppi rallentamenti di sorta. Come nella campagna principale, anche qui è stata mantenuta la nuova verticalità. In alcune mappe è possibile aggrapparsi a dei tubi e lanciarsi da un’impalcatura all’altra, aggiungendo nuove porzioni di mappa altrimenti non sfruttate.
Le mappe le ho trovate molto valide, anche di buon numero, essendo venti. Tra le novità, quella che più mi è piaciuta è Kill Block. Potremo effettuare scontri 10 vs 10, dove, una volta morti, non si tornerà in battaglia. Si tratta di vere e proprie sessioni di adrenalina e strategia, dove vince chi è più furbo a muoversi e chi vede prima il nemico. È una modalità che aggiunge quel pizzico di tatticità che mancava alla serie da diverso tempo, se non contiamo modalità come Cerca e Distruggi. Ovviamente non mancano le modalità come il Deathmatch, dove si può dare libero sfogo alla guerriglia più totale. L’unica nota negativa è che alcune armi mi sono parse poco bilanciate, fin troppo letali.

Tecnicamente moderno
Dal punto di vista tecnico, il gioco compie dei passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda le scene cinematografiche. Peccato però che nella campagna le transizioni tra cutscene e scene di gioco siano fin troppo evidenti e questo spezzi un po’ la spettacolarità della scena precedente. In compenso, però, il motore grafico funziona davvero bene, offre dei volti molto convincenti e delle animazioni ben fluide.
Assolutamente promosso ancora una volta il doppiaggio in italiano, che svolge un gran lavoro in questo epilogo della serie Modern Warfare. Ho apprezzato anche le tracce presenti, per quanto alcune non passeranno alla storia come memorabili. Il sound design è valido, i rumori degli spari delle bocche da fuoco sono davvero eccellenti.

Commento Finale
Posso confermare che Call of Duty: Modern Warfare 4 è un ritorno in pompa magna della serie. La campagna principale dona il giusto epilogo alla serie Modern Warfare, con una storia convincente, nonostante la longevità non elevata. Anche il multiplayer risulta valido, peccato però che alcune armi le abbia trovate poco equilibrate durante gli scontri.
Se avete seguito il Capitano Price fino a qui, non potete farvi sfuggire Call of Duty: Modern Warfare 4!




Lascia un commento