Square Enix sta sperimentando sempre di più con i titoli in HD-2D, stile usato soprattutto dallo studio di sviluppo dietro a Octopath Traveler e a Triangle Strategy, noto come Team Asano. Il colosso nipponico ha utilizzato il medesimo stile sia per il remake di Live A Live, sia per i remake di Dragon Quest I & II e di Dragon Quest III. A ottobre uscirà anche Final Fantasy Resonance, il primo capitolo della serie realizzato in HD-2D.
Proprio da Team Asano arriva The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, un action RPG realizzato in HD-2D e che richiama alcune produzioni, tra cui la serie Mana e, per certi versi, The Legend of Zelda.
Ho avuto la possibilità di giocare a The Adventures of Elliot nella sua incarnazione per PlayStation 5. Vi racconto la mia esperienza, dopo aver apprezzato molto la Prologue Demo!
The Adventures of Elliot: The Millennium Tales
Viaggio tra le epoche
Nel regno di Huther gli avventurieri sono molto importanti. Fuori dalle mura protette dall’Egida, creata con la magia della famiglia reale, il territorio è pieno di pericoli e solo i più esperti possono superarli. Elliot è proprio un avventuriero, e un giorno viene convocato dal re proprio per via dei suoi talenti. Quella che parte come una semplice missione di esplorazione per i reali, però, si trasforma in una vera e propria epopea che porta il giovane a viaggiare tra diverse epoche…
Il viaggio di Elliot lo porta a vedere il regno in tre epoche distinte, attraversando un periodo di circa un millennio: l’avventuriero vede così la nascita del primo insediamento, il ruolo che ha avuto la magia nel tempo e anche l’epoca subito precedente al regno di Huther.
Durante l’esplorazione delle quattro epoche, Era del Germoglio, Era della Magia, Era della Ricostruzione ed Era dell’Egida, incontra tanti personaggi importanti per gli eventi narrati, con solo la fatina Faie ad aiutarlo direttamente negli scontri.
La narrazione di The Adventures of Elliot scorre in modo molto piacevole per tutta la sua durata, di circa una ventina di ore. Alcuni colpi di scena non vengono particolarmente celati, ma gli sviluppatori hanno puntato maggiormente su come mostrare i momenti chiave della storia, così come ad aggiungere tanti elementi interessanti nelle missioni secondarie.
Ci sono tre diversi finali da ottenere, con solo uno che però conta come epilogo effettivo delle vicende. Nel corso della mia partita ho raggiunto ogni singolo finale, fino ad arrivare al True Ending e alla conclusione di tutte le questioni in sospeso.

Gli strumenti dell’avventuriero
Elliot, man manco che proseguiamo nel gioco, sblocca sempre più armi e strumenti per poter proseguire. Partiamo muniti solo di spada e scudo, ma arriviamo a sbloccare anche arco e frecce, le bombe, la lancia, il martello, il falcetto e il boomerang. Possiamo equipaggiarne fino a due alla volta, utilizzandole poi con Quadrato o Triangolo, e in qualsiasi momento possiamo cambiarle grazie all’apposito menù a ruota con L2.
Tramite altri due menù a ruota accediamo alla lista di abilità di Faie, ovvero cinque magie molto utili sia contro i nemici che per esplorare, e alle pozioni. Il sistema di quest’ultime è piuttosto interessante: Elliot ha a disposizione delle fiaschette vuote e presso i mercanti le riempiamo con le pozioni che preferiamo. Personalmente ho sempre scelto di portarmi dietro solo le pozioni di cura, ma i mercanti ne offrono anche altre con vari effetti. Sblocchiamo buona parte delle fiaschette tramite delle missioni secondarie.
The Adventures of Elliot: The Millennium Tales punta molto sull’esplorazione della mappa nelle varie epoche e sui vari dungeon a nostra disposizione. Sulla carta verrebbe da pensare che potrebbe essere monotono esplorare gli stessi luoghi nelle quattro ere, ma gli sviluppatori hanno reso il tutto piuttosto piacevole. Innanzitutto, la storia non ci chiede di rifare gli stessi dungeon più volte, anche perché in alcune delle epoche questi sono inaccessibili o ridotti. Attivare i punti di salvataggio ci permette di teletrasportarci tra di essi, anche da un’epoca all’altra.

Sparsi nelle varie ere troviamo dei santuari, alcuni per sbloccare e potenziare le magie di Faie, altri per aumentare la barra della vita di Elliot (frammenti che troviamo anche in alcuni forzieri sparsi nel mondo). In entrambi i casi dobbiamo completare delle prove, alcune di combattimento e altre di platforming con dei semplici enigmi ambientali.
I nemici sono reattivi, i boss presentano dei pattern di attacco variegati tra loro e il level design dei dungeon è ottimo. Le uniche pecche del gameplay consistono nella difficoltà tendente verso il basso e alcuni boss che vengono riciclati in più occasioni.

Il potere delle Magiliti
In The Adventures of Elliot non abbiamo un sistema di livelli. Quando troviamo un’arma più forte di quella che abbiamo, questa viene equipaggiata in automatico. Per potenziare ulteriormente i nostri attacchi con le varie armi o strumenti, ci appoggiamo alla creazione delle Magiliti.
Le Magiliti sono delle speciali pietre che creiamo dall’apposito mercante, e per farlo dobbiamo raccogliere i frammenti che troviamo nei forzieri o che otteniamo dopo le battaglie contro i boss.

Più Magiliti creiamo, e più aumenta il nostro livello dal mercante, fino a un massimo di dieci. Il vantaggio di un livello alto è che aumenta la probabilità di ottenere Magiliti più potenti. Possiamo creare Magiliti per armi casuali spendendo cinque frammenti l’una, oppure, raggiunto un determinato livello, realizzarne di apposite per un’arma o uno strumento specifico, spendendo però un numero di frammenti maggiore.
Le Magiliti ci danno sia effetti passivi, come un aumento dell’attacco o della probabilità di critico, oppure effetti che vanno a cambiare anche gli attacchi stessi. Per esempio, possiamo rendere le bombe più grandi o far incendiare la zona coinvolta dall’esplosione.

Un mondo tutto da scoprire
La direzione artistica di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales è davvero ispirata. Team Asano ha perfezionato ulteriormente lo stile in HD-2D, donandoci scorci davvero belli da vedere. Questi sono accompagnati da ottimi design dei nemici, così come da ritratti dei personaggi principali finemente realizzati.
A tutto questo si aggiunge un’ottima colonna sonora, la quale si sposa alla perfezione con l’atmosfera del mondo di gioco.
Ho apprezzato particolarmente il doppiaggio in giapponese, con delle voci azzeccate per i vari ruoli, mentre quello in inglese non mi è piaciuto più di tanto. Già di mio tendo a preferire quello originale, ma in questo caso non si è trattata di una scelta difficile.
Sul fronte tecnico nulla da ridire: fin dal Day One il gioco è ottimizzato alla perfezione su PlayStation 5, e non ho bug o altri problemi da segnalare.

Epopea millenaria
The Adventures of Elliot: The Millennium Tales è un titolo che riesce ad appassionare e a divertire a m durante tutta la sua durata. Si tratta di una riproduzione che è riuscita a incantarmi e a divertirmi. L’unico neo davvero fastidioso è il riciclo dei boss proposti.
Si tratta di un action RPG che vi consiglio vivamente, specialmente se amate i titoli che fanno dell’esplorazione il loro punto di forza!

Lascia un commento