In occasione della demo pubblica di Echoes of Aincrad, ho deciso di cimentarmi all’interno del mondo di SAO per vedere cosa aveva da offrire. Ammetto che ho sempre apprezzato Sword Art Online e i suoi protagonisti, soprattutto per l’ultima stagione che ha saputo stupirmi in positivo. La cosa che mi intrigava di questo nuovo capitolo è il fatto che ci troviamo all’inizio della storia, ma non vissuta dal punto di vista di Kirito e compagni: dovremo infatti crearci un personaggio tutto nostro.
Ho deciso di giocare alla demo di Echoes of Aincrad, titolo che arriverà il 9 luglio: ve ne parlo in questo articolo!

L’inizio del death game
Nella versione di prova non ho avuto la possibilità di creare il mio personaggio, ma mi sono ritrovato con un modello già pronto all’utilizzo. Ci troviamo all’inizio della demo all’interno di un dungeon, dove troviamo delle creature pronte ad attaccarci. Questa parte del gioco ci porta a conoscere altri membri dell’MMORPG, scoprendo anche che all’interno del dungeon ci sono dei Player Killer. Una volta completato il dungeon torneremo alla Città degli Inizi, quella che nella prima serie animata abbiamo imparato ad apprezzare perché è dove tutto ha avuto inizio. Non sarà subito il momento del death game, perché il gioco ci permette di ambientarci per qualche momento.
Dopo alcune vicende saremo chiamati nella piazza principale della Città degli Inizi, dove tutto si tinge di rosso e compare il Game Master: Akihiko Kayaba. Si tratta del creatore di Sword Art Online, che annuncia che non sarà possibile uscire dal gioco e soprattutto, che chi muore nel gioco perirà anche nella vita reale. Il tutto a causa del NerveGear, che una volta che la barra degli HP sarà scesa a zero, invierà una scarica al cervello spegnendolo definitivamente.
Da qui parte quella che è la scalata, ma non dei cento piani come nell’anime, ma solo dei primi due. Onestamente apprezzo molto la premessa del primo SAO, ma la cosa che più mi è piaciuta è che questa volta la viviamo da un punto di vista differente rispetto a quello di Kirito e compagni. Non avendo avuto la possibilità di poter esplorare a fondo la trama, essendo una versione di prova, sono curioso di vedere come verranno sfruttati questi due piani. Una scelta a mio avviso peculiare, che può funzionare solo se sfruttata bene.

Una questione di tecnica
Abbiamo a disposizione un mondo aperto davvero vasto, con mappe molto ampie che richiedono di essere esplorate per bene. In alcuni frangenti, però, la mappa si restringe, costringendoci a seguire un percorso più lineare. All’interno dei dungeon, una volta affrontati i diversi nemici, ci saranno delle zone sicure dove riposarci. Una volta attivate, i nemici compariranno nuovamente nella mappa. Ammetto che i dungeon sono davvero interessanti, anche se avrei aggiunto una maggiore varietà di nemici, dato che spesso, verso la fine, tendono a ripetersi in maniera più evidente.
Il sistema di combattimento l’ho trovato appagante. Nella struttura ricorda molto quanto visto nei titoli soulslike di Bandai Namco. Avremo a disposizione attacchi leggeri e attacchi più pesanti, che ci permetteranno di destabilizzare i nemici. Un elemento assai importante è la deviazione degli attacchi, così da poter effettuare dei contrattacchi davvero devastanti. Abbiamo a disposizione anche delle abilità da usare per concatenare gli attacchi. Per quanto riguarda le battaglie contro i boss, le ho trovate molto facili da superare, ma non per questo poco divertenti. C’è da dire che si tratta della parte iniziale del gioco, pertanto il giudizio ricade su una fase ancora introduttiva dell’esperienza.

Primo giudizio
Posso dire che, per il momento, Echoes of Aincrad mi ha convinto. Si tratta di un titolo interessante che offre un punto di vista sull’incidente di SAO da una prospettiva completamente diversa. Il gameplay è divertente e i dungeon sono molto ispirati, anche se sono curioso di vedere come verrà sviluppata la trama, visto che nella demo vediamo solo una piccola parte di Aincrad. Non vedo l’ora di scoprire di più con il gioco completo!



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