One More Level, famosa per gli ottimi Ghostrunner, ha deciso di cambiare rotta e gettarsi nella mischia dei soulslike. Però non l’ha fatto come ci si aspetterebbe normalmente, perché ha deciso di puntare sulla visuale in prima persona, sperimentando così qualcosa di completamente differente. Proprio da questa idea è nato Valor Mortis, un titolo rivoluzionario e con idee interessanti, ma soprattutto originali rispetto a quanto già visto da altri.
Ho avuto la possibilità di giocarci e recensirlo grazie alla disponibilità di One More Level e, dopo averlo portato a termine, sono finalmente pronto a parlarvene nel dettaglio in questa recensione!
La rivoluzione e il caos
In questa visione di One More Level, Napoleone non ha perso a Waterloo, ma è riuscito nella sua impresa. Noi impersoniamo William Dowsett, membro della Legione Straniera, che cade in battaglia e viene riportato in vita in modo misterioso. In tutto questo, c’è la Peste Cremisi che sta distruggendo tutto ciò che incontra, mutando anche chi ha perso la vita sul campo di battaglia. Anche noi siamo stati mutati e sentiamo nella nostra testa la voce di Napoleone, quasi a farci da guida. Per quanto sia felice di essere di nuovo tra i vivi, ciò che William trova davanti a sé non è altro che morte e fiamme.
La narrazione di Valor Mortis vuole essere brutale, diretta e senza troppi giri di parole. Ci sono molte scene che ci spiegano per bene cosa è successo e perché siamo destinati a trovare una soluzione in qualche modo. Non ci troviamo davanti a un’opera nello stile di FromSoftware, con una chiave di lettura criptica, ma il team di sviluppo ha voluto puntare su una narrazione più diretta verso il videogiocatore. Ci sono delle trame secondarie che arricchiscono il racconto dell’epopea di William, facendoci vedere anche il punto di vista di altri personaggi presenti in questa vicenda. Anche il finale non lascia molto spazio all’immaginazione, è diretto e abbastanza soddisfacente. Per raggiungere i titoli di coda ho impiegato all’incirca una ventina di ore.

Dal contundente alla magia
Come dicevo, Valor Mortis abbraccia la visuale in prima persona, offrendo un modo differente di giocare un soulslike. Abbiamo a disposizione gli attacchi base con la nostra sciabola, che può essere alternata ad altre armi durante il corso dell’avventura, una volta raccolte. Ad accompagnare l’arma bianca ci pensano la pistola e altre armi da fuoco dell’epoca, che saranno potenziabili nel corso dell’avventura.
Il sistema di combattimento è molto reattivo e rapido, abbiamo a disposizione attacchi leggeri che potremo concatenare tra una parata e l’altra, così come dei contrattacchi che ci permettono di aprirci un varco tra le difese nemiche. Potremo recuperare della vita persa colpendo e contrattaccando i nemici con la giusta tempistica, dandoci margine di recuperare la vitalità rispetto ad altri giochi dello stesso genere.
Per quanto riguarda la nostra difesa, avremo a disposizione pure la schivata, che ci permette di evitare i colpi dei nostri avversari. Se colpiremo i nemici da dietro in maniera stealth, potremo sfruttare il backstab, proprio come accade nei titoli di FromSoftware. Se questo non fosse abbastanza, potremo utilizzare nel corso della nostra avventura dei poteri magici che sbloccheremo man mano che andremo avanti nella storia. Tra questi c’è la Stasi, che ci permette di rallentare i nemici, oppure la Trasmutazione Pirica, che ci permette di dare fuoco ai nemici. Queste magie non servono solo per colpire i nemici, ma spesso ci aiutano a oltrepassare dei passaggi bloccati. Lo stesso vale per la pistola, che potremo usare per completare dei puzzle ambientali.

Un equilibrio quasi stabile
La progressione del nostro personaggio avviene attraverso la spesa dei punti ottenuti con l’uccisione dei nemici. Abbiamo a disposizione un albero delle abilità da espandere ogni qualvolta aumenteremo di livello. Questo ci permette di personalizzare in maniera molto approfondita la nostra build per le battaglie. Ogni qualvolta finiremo a terra, perderemo tutti i punti ottenuti fino a quel momento, che potremo recuperare solo se raccogliamo i resti della nostra dipartita nello stesso punto in cui siamo stati fatti fuori. In Valor Mortis, i punti di ristoro sono rappresentati da una Campanella che, una volta suonata, ci permette di ripristinare la nostra salute e le cure, mentre i nemici torneranno nuovamente a comparire nelle zone in cui sono stati sconfitti.
Ad aggiungere più varietà ci pensano le missioni secondarie, che spesso consistono in NPC che ci richiedono di effettuare un determinato compito. Spesso sono dei pretesti per esplorare di più la mappa o per percorrere un percorso secondario. Ci imbattiamo anche in boss ostici, per quanto secondari, che ci mettono a dura prova per poter completare la missione. Parlando proprio dei boss, il gioco ha una buona varietà, ma questa, a metà gioco, comincia a diminuire, perché le meccaniche si ripetono. A livello di difficoltà, l’ho trovato davvero ben equilibrato. Non sempre è facile prevedere i pattern nemici e avremo spesso bisogno di molti più tentativi.

Una rivoluzione, con qualche inciampo
Dal punto di vista tecnico, su PlayStation 5 ho riscontrato qualche calo di framerate, soprattutto nelle prime zone o durante l’utilizzo delle magie. Un altro problema che ho riscontrato riguarda il sistema di puntamento dei nemici, non sempre preciso e spesso non reattivo quando si tenta di focalizzarsi su un nemico diverso da quello selezionato. Mi è capitato più volte di morire perché il personaggio si incastrava durante le fasi di platforming, quindi rimanevo alla mercé dei nemici con le armi da fuoco, che ne approfittavano per scaricarmi il caricatore addosso. Si tratta di problemi che non rovinano l’esperienza di gioco, ma che in alcune fasi si rivelano davvero fastidiosi.
Dal lato stilistico, il gioco presenta un design davvero particolare, con un aspetto grafico non privo di difetti, ma con una propria identità distintiva. Il comparto audio presenta una colonna sonora appagante, soprattutto nelle tracce dedicate agli scontri contro i boss principali della storia.
Nel doppiaggio sono presenti Jennifer English e Vincent Cassel, entrambi hanno svolto un lavoro davvero eccellente, donando ulteriore spessore alla buona narrazione di Valor Mortis.

Commento Finale
Valor Mortis è un titolo originale, che mostra come i soulslike possano essere differenti da come ce li aspettiamo. Il lavoro svolto da One More Level è davvero eccellente, soprattutto per il comparto narrativo. Peccato per alcune lacune tecniche che a volte minano l’esperienza di gioco. Mi sento però di consigliare il titolo a tutti i fan del genere o a chi è alla ricerca di un gameplay appagante, accompagnato da un buon racconto!




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