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RATATAN – Recensione

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Per troppo tempo Patapon è stato assente, quindi quando fu annunciato RATATAN e la sua campagna Kickstarter, confesso che fui davvero felice. Qualcuno si ricordava ancora di quel gioco, che, per chi come me ha avuto il piacere di giocarci, era un titolo capace di tenere attaccati allo schermo per molto tempo, creando dipendenza. Avevamo avuto modo di provare la versione in accesso anticipato su PC, ma adesso che è disponibile nella sua forma completa per console, abbiamo deciso di riprovare RATATAN nella sua versione definitiva.

Per chi non lo sapesse, il progetto è stato fondato da alcuni dei creatori originali di Patapon e il team si chiama Ratata Arts. La formula è molto simile, ma la sostanza in parte è diversa. Dopo averlo giocato approfonditamente, ve ne parlo nel dettaglio!

Una Dea lontana

Ci troviamo a Rataport, un’isola popolata dai Ratatan, delle creature particolari le cui fattezze estetiche sono molto peculiari. Queste creature vivono felicemente tra loro, ma tutti condividono un sogno importante, quello di raggiungere l’Empireo e incontrare la Dea che si pensa viva lì. Animati da questo obiettivo, decidono di intraprendere questa avventura, cercando di sfidare le più bizzarre difficoltà in un viaggio accompagnato da alcuni aiutanti. Vista anche la premessa molto semplice, il gioco cerca di mantenere sempre un tono molto leggero, allegro e, molte volte, comico.

Il protagonista della storia è uno dei Ratatan, che attraverso la musica può comandare i Cobun, gli aiutanti che si muovono a ritmo. Ovviamente, dovremo fronteggiare dei nemici oscuri che cercano di interrompere prematuramente il nostro viaggio, cercando di spezzare il nostro ritmo musicale. Negli intermezzi dei livelli della storia ci sono dei dialoghi che portano avanti la narrazione, però si tratta di una componente non così forte, che funziona quasi da sfondo per aumentarne in parte la longevità. Nonostante ciò, la storia si lascia seguire, ci strappa qualche risata e, alla fine del viaggio, rimaniamo comunque soddisfatti dai toni leggeri di Ratatan.

RATATAN - Recensione

A tempo di musica!

L’elemento fondamentale di tutta l’esperienza di RATATAN è il gameplay, proprio come accadeva in Patapon, ed è ciò che rende il titolo speciale. Una volta avviata la partita, ci troveremo in uno scenario dove dovremo impartire gli ordini ai nostri Cobun e premere i tasti con il giusto tempismo per ottenere delle combo efficaci. In base alla nostra sequenza, potremo essere devastanti o offrire una difesa inespugnabile contro nemici temibili. Scegliere la giusta mossa da effettuare nel momento giusto è fondamentale. Mi è capitato più volte di sbagliare l’approccio e ho finito per dover ripetere il livello, perché l’errore mi è costato caro.

Uno degli aspetti che rende il gioco, alcune volte, poco accessibile a tutti è che trovare la giusta combinazione di abilità non è facile all’inizio. C’è la possibilità di facilitare i livelli, ma si perde gran parte della libertà d’azione durante le fasi in cui comanderemo il nostro esercito. Il gioco ci premia se siamo molto bravi a mantenere la combo. Acquisendo più sinergia, avremo la possibilità di eseguire una mossa devastante. Anche se non è semplice da usare, visto che dovremo entrare nello stato Fever con la giusta coordinazione, soprattutto nei primi livelli non è facile riuscirci se non si conoscono bene le sequenze da seguire al momento giusto.

RATATAN - Recensione

Pronti alla battaglia!

Non avremo una sola tipologia di Ratatan da scegliere, ma ne avremo otto, ognuno caratterizzato da abilità uniche e caratteristiche differenti. Proprio qui entra in gioco l’assemblamento della propria squadra di Cobun, dove dovremo scegliere con quali armi equipaggiarli e capire quali combinazioni ci permettono di ottenere una sinergia migliore in fase di battaglia. Le prime ore servono a sperimentare, perché capita spesso di non scegliere la giusta accoppiata e di trovarsi sul campo di battaglia senza una buona sinergia.

A questo bisogna aggiungere anche la possibilità di ottenere dei potenziamenti durante i vari scenari, che ci permettono di rendere la squadra molto più letale. C’è da dire che il gioco ci offre anche un buon livello di sfida, per questo è richiesta una preparazione certosina prima di affrontare le battaglie. Ci sono dei boss veramente mastodontici, che rendono i combattimenti sempre più caotici e nei quali possiamo effettivamente mettere in atto tutto ciò che abbiamo imparato nel corso delle ore di gioco.

RATATAN - Recensione

Tecnicamente funzionale, ma con qualche difetto

A livello artistico, il titolo è davvero ispirato, con un mondo colorato e ricco di dettagli, accompagnato da scenari sempre differenti. La musica è la vera protagonista di RATATAN, sempre divertente e che difficilmente riusciremo a dimenticare nel corso delle giornate. Ho apprezzato davvero molto la varietà degli scenari, alternati da effetti visivi piacevoli.

A livello tecnico, la versione Xbox Series X che ho giocato è rimasta stabile quasi per tutta la sua durata. Durante alcune battaglie contro i boss, quando lo schermo cominciava a riempirsi di effetti ed elementi, il gioco oscillava nel framerate. Questo, alcune volte, può comportare un input lag durante le nostre combo e rendere davvero fastidiosa l’esperienza.

RATATAN - Recensione

Commento Finale

RATATAN è un titolo che è riuscito a coinvolgermi e a offrirmi un’esperienza molto simile a quella di Patapon, ma evoluta. Posso confermare che la versione completa del gioco offre molti contenuti, che faranno felici tutti gli amanti del genere e chi sentiva la mancanza del titolo che tanto conquistò PSP!

RATATAN
Riassumendo
Ratata Arts è riuscita con RATATAN a confezionare un titolo che raccoglie l'eredità di Patapon. Divertente e colorato, anche se non privo di difetti.
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0
Pro
Gameplay divertente e coinvolgente
Molta varietà di Ratatan e Cobun
Artisticamente colorato e bello da vedere
Contro
Framerate non sempre stabile, specialmente contro i boss
Alcune volte fin troppo punitivo
8
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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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