Da tempo aspettavamo un capitolo inedito di Castlevania, dopo che KONAMI ha riesumato la serie con le diverse Collection uscite negli ultimi anni. L’ultima è uscita nel 2024, ovvero Castlevania Dominus Collection, che includeva Dawn of Sorrow, Portrait of Ruin e Order of Ecclesia. Quando nessuno se lo aspettava, KONAMI ha annunciato Castlevania: Belmont’s Curse, sviluppato nientemeno che da Evil Empire. Non è la prima volta che agli sviluppatori di Dead Cells viene affidata una serie storica: di recente si sono occupati di The Rogue Prince of Persia, un titolo che ha riscosso un grande successo.
Personalmente, ho sempre apprezzato i loro lavori e sapere che proprio loro si sarebbero occupati di Castlevania mi ha reso felice. Ho avuto il piacere di mettere le mani su Castlevania: Belmont’s Curse, affrontando le insidie che aveva da propormi su Xbox Series X!
Una maledizione di famiglia
Ci troviamo nel 1499 e Parigi è avvolta dalle fiamme, mentre delle creature immonde stanno devastando tutto. Proprio per questo, un prete decide di rivolgersi a Trevor Belmont, colui che era riuscito a sconfiggere una volta per tutte Dracula. Eppure, in questo viaggio non è solo, ma è accompagnato dalla protagonista di Castlevania: Belmont’s Curse, ovvero sua figlia Rose. Dal punto di vista narrativo, la storia si svolge dopo Castlevania III: Dracula’s Curse per NES. Quello che però sembra essere un semplice compito si rivela essere tutt’altro. Proprio per questo, Rose deve imbracciare ogni arma a sua disposizione, tra la frusta sacra e i tarocchi della madre, cercando di farsi spazio tra le ombre del male.
Per quanto narrativamente sia in parte collegato allo storico titolo per NES, non è necessario aver giocato a quest’ultimo. La narrazione è strutturata in modo da poter rappresentare un punto d’accesso anche per chi non si è mai interfacciato con la serie di Castlevania. Ci troveremo anche a fronteggiare nemici nuovi, portando con sé pittoreschi personaggi storici, tra cui Giovanna d’Arco. I boss sono tutti ben caratterizzati e, una volta sconfitti, saranno parte dei nostri tarocchi, offrendoci così anche i loro poteri per poter finalmente scalare una volta per tutte l’arduo castello.

DNA da Metroidvania
Dal punto di vista strutturale, il gioco è rimasto invariato e ha il suo DNA da metroidvania sempre presente. Le strade di Parigi sono tutt’altro che semplici da esplorare: hanno percorsi secondari di ogni tipo, pronti a farci prendere una diramazione rispetto al nostro obiettivo. Da questo punto di vista, confesso che la struttura dei livelli di Castlevania: Belmont’s Curse è davvero ben delineata. Ci sono molti percorsi che ci premiano donandoci dei tomi nascosti che ci garantiscono dei potenziamenti permanenti alle nostre statistiche.
Rispetto al passato, Rose ha un livello che aumenterà man mano che uccideremo i nemici, ottenendo dei punti esperienza e migliorando così le nostre caratteristiche a ogni livellamento. Il gioco aggiunge anche delle sfide che ci indicano di colpire un determinato nemico un determinato numero di volte, come ad esempio utilizzando la nostra magia. Ogni volta che completeremo le missioni legate alle magie, potenzieremo l’incantesimo, sbloccandone nuove meccaniche da utilizzare. Si tratta di un incentivo a effettuare determinate azioni e a sfruttare un determinato incantesimo in battaglia piuttosto che un altro. Alcune di queste sfide sono un po’ ostiche da completare, ma la ricompensa ne vale la pena.

Nemici temibili per i Belmont
La difficoltà di Castlevania: Belmont’s Curse è tutt’altro che bassa. Ci troviamo davanti nemici che sono davvero forti, pronti a farci fuori con una rapidità disarmante, e spesso non ci lasciano margine per evadere dai loro attacchi. Combattere i nemici non è sempre semplice, bisogna capirne i pattern e conoscerne il comportamento durante le combo, perché non abbiamo molto tempo per difenderci. Nelle prime ore mi è capitato più volte di finire a terra per mano di un semplice nemico, che mi ha trovato in una posizione scomoda, colpendomi senza sosta e senza darmi l’opportunità di difendermi.
Abbiamo a disposizione, durante gli scontri, i salti per evitare gli attacchi diretti, oppure potremo sfruttare la nostra schivata per evitare una mossa letale. Anche contro i boss c’è da seguire una strategia, perché spesso hanno un pattern ben delineato che, se non riusciamo a prevedere, ci fa finire a terra in men che non si dica. Ad esempio, contro il primo boss dovremo capire bene come evitare la ruota e i suoi salti perché, se veniamo colpiti, la nostra vita scende quasi drasticamente a zero. C’è da dire che, se sappiamo sfruttare i potenziamenti che otterremo e gli Arcana, spesso si riesce a trovare un incantesimo più efficace contro il boss di turno.
Per chi non ama la difficoltà, il gioco ha a disposizione un livello di sfida che permette di godersi la storia in maniera semplice. I nemici sono molto più accessibili e le battaglie contro i boss meno ostiche.
Ho apprezzato la varietà dei nemici presenti in questo capitolo, che rendono l’esperienza più variegata. Anche all’interno del castello sono presenti numerose trappole, con un level design che è sempre pronto a metterci alla prova.

Artisticamente ispirato
La direzione artistica ha una palette di colori davvero accesa, che ricorda molto lo stile delle altre opere di Evil Empire. Il lavoro svolto con la Parigi di Castlevania: Belmont’s Curse è davvero ammirevole, con animazioni eccelse. Anche fuori dai filmati, abbiamo a disposizione dei fondali ben curati, con personaggi dalle animazioni precise. A tutto questo va aggiunto lo stile artistico dei Tarocchi con i loro Arcana, un design spettacolare che si sposa perfettamente con lo stile della serie Castlevania.
Il doppiaggio in giapponese è davvero ottimo, ma anche quello inglese, nonostante in quest’ultimo qualche voce non sia sempre consona al personaggio interpretato.
Dal punto di vista tecnico, la versione per Xbox Series X non mi ha dato alcun problema di framerate, anche se ho riscontrato dei bug durante l’esplorazione. Spesso, mentre saltavo su una piattaforma a bordo, il gioco mi conteggiava come se non fossi atterrato su quest’ultima. Durante alcuni scontri mi ha segnalato dei colpi che ho ricevuto, ma in realtà il mio personaggio era ben lontano dall’attacco del nemico.

Commento Finale
Dopo che un nuovo capitolo della serie si è fatto attendere, posso dire che Castlevania: Belmont’s Curse è un gioco degno di questa attesa!
La nuova protagonista Rose è interessante, ed è accompagnata da una narrativa piacevole da seguire, ma che forse avrebbe richiesto qualche colpo di scena meno prevedibile. A livello di gameplay, ci troviamo davanti a una struttura frenetica, funzionale e che offre un livello di sfida soddisfacente!




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