The Rogue Prince of Persia è la mia nuova dipendenza

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Ho seguito fin dal suo annuncio The Rogue Prince of Persia, tanto che quando uscì nella sua versione in accesso anticipato ho avuto il piacere di mettere le mani sul titolo. Da quell’articolo è passato molto tempo e il gioco si è evoluto, modificando molte delle cose che avevo visto a quel tempo. In occasione della versione fisica disponibile in Standard e Immortal Edition, ho avuto il piacere di mettere le mani sulla versione per Nintendo Switch 2, per testare con mano la versione completa del gioco sull’ammiraglia di casa Nintendo.

Per chi fosse interessato alla versione Immortal Edition, questa include, oltre al gioco, uno Steelbook con l’artwork del gioco, tre Premium Art Cards e un poster double-face. Per l’occasione è stato rilasciato anche un trailer dedicato.

Un regno immenso

La storia si apre con il Principe che scopre che la sua città è stata attaccata dai temibili Unni e che il nostro esercito ha perso contro il capo degli invasori. Ci troviamo alla ricerca dei nostri più cari ad inizio della storia, con quella che si può definire una run introduttiva, perché inevitabilmente finiremo per morire prima di riuscire ad arrivare all’area finale. La narrazione ruota tutta attorno al respingimento degli Unni per riconquistare quella che è la nostra amata città. Eppure veniamo a conoscenza che il Principe, a ogni morte, può tornare indietro, proprio perché la sua collana lo riporta prima della sua dipartita.

Non si tratta della trama più originale della serie, ma a mio avviso riesce a intrattenere. La cosa che ho apprezzato è che nel corso delle partite potremo trovare altri personaggi della narrazione in giro per il bioma che stiamo affrontando, magari in zone della mappa che prima non avevamo mai avuto modo di vedere. Certo non c’è da aspettarsi la profondità della trama principale, perché qui la storia è solo un pretesto per il gameplay, utile a spiegare perché a ogni morte ripartiremo.

The Rogue Prince of Persia è la mia nuova dipendenza

Gameplay da dipendenza

Ammetto che ho ripreso il gioco in mano dopo averlo provato nella sua versione ad accesso anticipato su PC. Il fattore Nintendo Switch 2 è un elemento da non sottovalutare, perché ha reso molto più piacevole l’intera esperienza con The Rogue Prince of Persia. Questo è un periodo di grandi uscite e non sempre ho voglia, dopo una recensione piuttosto lunga, di cimentarmi in un gioco troppo complicato, e spesso sono alla ricerca di un titolo che mi permetta di fare una partita al volo. Proprio The Rogue Prince of Persia è venuto in mio soccorso in tal senso. Su Nintendo Switch 2 il gioco gira davvero bene in portatile e rende la partita facile da riprendere.

A tutto questo si aggiunge un gameplay davvero dinamico e rapido. Abbiamo la possibilità di utilizzare le mosse di parkour per arrampicarci, saltare da un’asta all’altra e muoverci verticalmente nella mappa. Il combattimento è davvero vario, con armi contundenti fino ad arrivare a quelle a distanza. La combinazione delle due non è mai semplice, ma una volta trovata la propria via riesce a donare un danno davvero impressionante.

Nelle prime ore di gioco sono morto davvero tanto, soprattutto perché in alcuni enigmi ambientali dovremo ripercorrere trappole ostiche da evitare. I nemici sono davvero agguerriti e pronti a toglierci fino all’ultimo pezzo di vita. Sfruttare le abilità verticali, come la corsa sui muri o lo slancio, è assolutamente importante per la riuscita della battaglia. Anche i boss danno filo da torcere, perché presentano meccaniche ben precise con cui fare i conti.

The Rogue Prince of Persia è la mia nuova dipendenza

Una dipendenza di qualità

Posso confermare che The Rogue Prince of Persia è davvero un bel titolo, che mi sto divertendo a esplorare man mano. Ogni partita mi permette di divertirmi senza troppi pensieri, grazie al suo gameplay immediato. Ammetto che questa versione Nintendo Switch 2 è stata una gran bella sorpresa, perché mi ha permesso di godere al meglio di un titolo che avevo già avuto modo di provare su PC. Visto che il titolo di Evil Empire mi ha portato così tanta gioia, un giorno probabilmente potrei tornare su Dead Cells e parlarvene qui…

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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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