Quando Sad Cat Studios ha annunciato REPLACED, confesso che la mia curiosità è stata catturata quasi immediatamente dal primo trailer. Quello che mi ha da subito colpito è proprio lo stile unico, quella pixel art inserita con cognizione di causa in un’ambientazione che punta al futuristico, ma allo stesso tempo a scenari non troppo distanti da noi. Quest’anno ho avuto il piacere di vedere altri titoli indie di qualità, ma se devo essere sincero, REPLACED è tra quelli che attendevo con più trepidazione.
Ho avuto il piacere di mettere le mani su una build in anticipo e, per correttezza, voglio specificare che non rappresenta totalmente l’esperienza finale del gioco. Ci sono alcuni bug che verranno corretti al lancio, mentre altri che ho incontrato sono stati sistemati in corso d’opera durante la stesura di questa recensione.
REPLACED
Lontano dalla verità
Ci troviamo in un’America distopica degli Anni ’80, purtroppo colpita da una gravissima catastrofe nucleare che sconvolge la vita di molti. In questo contesto opera la Phoenix Corporation, che crea R.E.A.C.H., un’intelligenza artificiale dotata di grande conoscenza. A inizio gioco vestiamo i panni di Warren, che si ritrova il corpo completamente privato della sua volontà a causa di R.E.A.C.H., che si intrappola al suo interno. Fin dalle prime ore si avverte come le cose non siano affatto chiare, soprattutto perché all’interno dell’azienda la corruzione regna sovrana.
Il mondo di gioco costringe l’umanità a sopravvivere come può, e vediamo mercenari pronti a tutto e persone che rinunciano alla propria umanità per un pezzo di pane o per il semplice desiderio di far soffrire gli altri. Insieme al protagonista affrontiamo un viaggio alla scoperta dei temibili segreti della Phoenix Corporation, mentre cerchiamo di sopravvivere alle insidie. Ammetto che ho apprezzato molto i personaggi presenti nella storia, tra cui Tempest, introdotto in pieno stile Anni ’80 con una scena adrenalinica. La narrazione di REPLACED non dura molto, ma riesce a donare ore di puro piacere con puro stile thriller in un contesto cyberpunk.

Un mondo in ginocchio
La narrazione del gioco è di alta qualità, soprattutto perché riesce a essere sempre coerente. All’interno del mondo di gioco possiamo trovare documenti per approfondire il contesto. Abbiamo a disposizione un dispositivo, simile a un cellulare, per consultare i collezionabili. Nella mappa sono presenti punti luminosi che spesso nascondono documenti o interazioni. Ammetto che la cosa che ho meno gradito sono i brani, perché non possiamo ascoltarli durante l’esplorazione, ma dobbiamo rimanere nell’apposito menù. A condire il tutto ci pensano obiettivi secondari: spesso incontreremo personaggi che ci faranno delle richieste e starà a noi decidere se soddisfarle.
Nelle prime ore di gioco, raggiunta la stazione, incontreremo Susan. Questa ragazza, una volta aiutata la prima volta, ci permette di giocare ad alcuni cabinati, mettendoci alla prova nel superare il suo record. Ho trovato davvero interessante questa aggiunta, sia per le missioni secondarie sia per i minigiochi che scandiscono bene il ritmo di REPLACED. Non aspettatevi missioni complicate, perché il gioco vuole essere quanto più semplice possibile in tal senso, aggiungendo qualche ora in più alla longevità in modo intelligente. Durante la mia esperienza alcune missioni secondarie hanno avuto qualche piccolo bug, che ho risolto semplicemente riavviando dal checkpoint.

A sporcarsi le mani
A pad alla mano abbiamo a disposizione un platform 2.5D che ci permette di esplorare la mappa di gioco. Ci muoveremo prevalentemente in orizzontale, ma in alcuni frangenti ben specifici potremo esplorare anche in profondità all’interno degli scenari. Ci sono molti elementi con cui possiamo interagire, tra casse da spostare e oggetti da azionare. Non sempre è facile individuare dove proseguire o a quale appiglio aggrapparsi. Il nostro protagonista ha a disposizione il salto e, in una fase avanzata del gioco, sblocchiamo la possibilità di arrampicarci sugli appigli. Le fasi platform risultano molto importanti da gestire all’interno del gioco.
Ovviamente non manca la possibilità di combattere, anche se REPLACED non ne fa il suo cavallo di battaglia. All’inizio abbiamo a disposizione una pistola che si trasforma in manganello, utile per colpire i nemici ed eliminarli. Proseguendo nella storia sblocchiamo la possibilità di sparare, che possiamo usare solo dopo aver riempito la relativa barra. Ogni colpo inferto aumenta la barra e, una volta carica, possiamo sparare un singolo colpo letale. Tra gli strumenti di combattimento troviamo anche il piccone, che otteniamo in un secondo momento ed è fondamentale per rimuovere scudi e armature ai nemici. Gli avversari sono molto agguerriti e basta davvero poco per finire a terra. L’utilizzo del contrattacco è fondamentale per difenderci, inoltre abbiamo a disposizione una cura durante lo scontro.

Tra ombre e luci
A livello tecnico il gioco offre un impatto visivo davvero di qualità, con scenari suggestivi. La pixel art impiegata mostra la passione di Sad Cat Studios per la sua opera, donando un risultato visivo molto valido. Posso dire lo stesso per quanto riguarda i personaggi, ognuno con il proprio stile e con quel dettaglio in più che lo caratterizza. Anche la colonna sonora è davvero piacevole e accompagna bene la produzione.
Versione Steam Deck
REPLACED è ufficialmente verificato su Steam Deck. Durante la mia esperienza sulla console di Valve non ho riscontrato grandi problemi tecnici, fatta eccezione per una volta. Avviato il gioco, il titolo aveva dei cali vistosi di framerate, ma non dovuti al dispositivo. Una volta chiuso e riaperto il gioco, il problema è stato risolto. Per quanto riguarda i comandi, REPLACED è davvero godibile su Steam Deck!
Peccato però per alcuni bug che non permettono al gioco di eccellere in tutto. Durante i combattimenti mi capitava spesso che alcuni colpi non andassero a segno. Tra i problemi più fastidiosi c’è quello degli appigli perché a volte il personaggio, una volta aggrappato a questi, cade da solo. Mi rendo conto che si tratta di problemi ben noti allo sviluppatore e che verranno risolti per il rilascio, ma per correttezza preferisco segnalarveli.

Commento Finale
Nonostante qualche problema tecnico di fondo, REPLACED è un’esperienza che mi sento di consigliare a chi ama i titoli che richiamano quell’epoca Anni ’80. Lo stile cyberpunk, con un’America distopica, offre una narrazione davvero piacevole da seguire, nonostante qualche piccolo colpo di scena prevedibile. Peccato per alcuni bug che in delle fasi compromettono la godibilità del gioco.
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