Negli ultimi giorni ho messo le mani su HellSlave II: Judgment of the Archon su PC, un titolo dark fantasy appartenente al genere dungeon crawler. Già nelle scorse settimane avevo avuto il piacere di provare una build di prova, che inizialmente mi aveva convinto nonostante diversi problemi tecnici.
Ho avuto finalmente la possibilità di mettere le mani sulla versione completa, testando quanto aveva da offrire questo secondo capitolo e cercando di far crescere il mio personaggio, pronto ad affrontare le insidie del mondo di HellSlave II: Judgment of the Archon.
HellSlave II: Judgment of the Archon
Il giudizio
La narrazione di HellSlave II: Judgment of the Archon si apre con una sequenza di scene senza dialoghi e senza doppiaggio, che ci mostra un mondo in rovina. I demoni stanno spazzando via tutto quello che trovano davanti a loro, ci sono guerre continue, teste che volano e caos ovunque. Durante questo conflitto la causa di tutto ciò sono i sei signori dei demoni. Eppure, in tutto questo, esistono i Cieli che. ormai stanchi di questo continuo spargimento di sangue, scatenano l’Arconte del Giudizio, una forza potente che può sterminare tutto ciò che gli si para davanti. Ed è proprio qui che faremo il nostro ingresso: un’ultima possibilità di salvezza. Dovremo distruggere tutti i demoni con il rischio, se non riusciremo nell’impresa, di perire insieme a loro nella devastazione totale.
Non aspettatevi una trama particolarmente elaborata. Personalmente non ho gradito l’introduzione senza doppiaggio, quasi onirica, che lascia libera interpretazione delle scene che vediamo. Certo, durante le fasi di gioco scopriremo effettivamente cosa sta succedendo, ma ho trovato il pretesto narrativo piuttosto banale e blando. In compenso, la storia principale è davvero piacevole da seguire, nonostante non eccella quasi mai. La brutalità è un elemento fondamentale di HellSlave II: Judgment of the Archon e saremo noi a decidere come far avanzare la storia. Si tratta di un racconto maturo e molto sanguinolento, ma a cui non avrebbe guastato un pizzico di maggiore cura per rendere alcuni espedienti narrativi più interessanti.

Una guerra a turni
A inizio della nostra storia dovremo decidere quale ruolo intraprendere, se cimentarci nel combattimento corpo a corpo oppure diventare uno stregone. Abbiamo a disposizione sei differenti classi tra cui scegliere, ognuna delle quali ha un albero delle abilità unico e dei parametri che ne alterano le statistiche. Scegliere quale personaggio interpretare è fondamentale, perché cambia il modo di approcciarsi ai combattimenti. Ammetto che ho apprezzato molto la varietà delle classi, rendendo la rigiocabilità un elemento centrale all’interno del gioco.
Abbiamo a disposizione un editor del personaggio, molto semplice e con alcune scelte per personalizzare il nostro alter ego. Non è elaborato, ma riesce in parte nel suo intento di offrire qualcosa di personalizzato.
Per quanto riguarda i combattimenti, troveremo i nemici all’interno della mappa di gioco e, una volta entrati nelle loro aree, partirà lo scontro effettivo. Già prima di ingaggiare il combattimento sappiamo quanti nemici dovremo affrontare e quali saranno. La struttura è completamente a turni. Abbiamo, nella parte alta dello schermo, una timeline da rispettare, dove vedremo quando sarà il nostro turno e quando quello del nostro nemico. In base alla mossa che sceglieremo potremo agire subito oppure prepararla, indicandoci quanto tempo impiegherà per essere scagliata.
Scegliere la giusta strategia è fondamentale se non si vuole finire a terra in pochissimi attimi. Ho apprezzato anche la presenza dei poteri infernali, che mischiano le carte in gioco offrendoci abilità davvero devastanti.
Ogni volta che aumenteremo di livello potremo potenziare il nostro personaggio nei vari parametri. Abbiamo una parte dedicata alla scheda del personaggio, dove sono presenti le varie statistiche, come forza e vitalità. Abbiamo anche un albero delle abilità, nel quale potremo scegliere quali tecniche apprendere o quali elementi passivi imparare per utilizzarli all’interno dello scontro.
L’equipaggiamento è fondamentale, perché ci permette di personalizzare ancora di più la nostra build. Spesso si ottiene sconfiggendo i mostri e potremo equipaggiare gli oggetti direttamente dalla schermata dedicata. Abbiamo a disposizione una mappa di gioco da esplorare, ma non ho gradito molto il fatto che il personaggio che personalizziamo sia visibile solo durante i dialoghi, dove compaiono i ritratti, mentre lo sprite in gioco rimane generico.

Artisticamente ispirato
La parte estetica di HellSlave II: Judgment of the Archon è davvero bella da vedere, soprattutto durante le sequenze della storia. Il lavoro artistico è ispirato e presenta un dark fantasy con personaggi peculiari. Proprio dal punto di vista dei personaggi avrei differenziato maggiormente le varie figure, perché a lungo andare sembrano tutti uguali. Peccato, perché il gameplay del gioco è davvero divertente e una maggiore varietà visiva avrebbe reso ancora più piacevole la produzione.
A livello di giocabilità, il titolo funziona molto bene. I comandi sono abbastanza semplici e i combattimenti a turni scorrono davvero bene. La difficoltà è ben bilanciata, inoltre avremo a disposizione un selettore per rendere l’esperienza di gioco su misura in base alle nostre abilità. Peccato però per l’interfaccia di gioco, che alcune volte ho trovato caotica e poco curata. Ho avuto difficoltà a equipaggiare spesso gli oggetti, perché quando provavo a selezionare il comando per equipaggiarli l’azione andava a vuoto. Si tratta di piccoli problemi che, nel complesso, rendono l’esperienza più frustrante.

Commento Finale
L’esperienza con HellSlave II: Judgment of the Archon di Ars Goetia è stata piacevole, anche se purtroppo non è riuscito a eccellere. La poca varietà di personaggi e alcuni problemi tecnici non proprio trascurabili rendono l’esperienza di gioco non sempre ottimale. Se amate i Dungeon Crawler, il gioco ha molto da offrire, tra tante ore di gioco e combattimenti davvero feroci.




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