Certe volte il cambiamento è la chiave del successo, ma non è privo di rischi. Questo lo sapeva bene Frogwares quando ha deciso di cambiare rotta con The Sinking City 2. Se il primo capitolo faceva del suo punto di forza gli elementi cardine della serie di Sherlock Holmes, con il secondo lo studio ha deciso di sviluppare per la prima volta un survival horror. Si tratta di un genere molto apprezzato, come visto di recente con l’uscita di Resident Evil Requiem, ma è stata anche una grande sfida per lo studio di sviluppo su più fronti.
Non solo non è facile cambiare genere, ma Frogwares non ha dovuto affrontare solo difficoltà legate prettamente allo sviluppo. The Sinking City 2 è il secondo videogioco che lo studio ucraino sviluppa durante la guerra, dopo Sherlock Holmes: The Awakened qualche anno fa. Entrambi i progetti sono stati resi possibili grazie a due raccolte fondi su Kickstarter.
Colpisce il messaggio iniziale dello studio, quando avviamo il titolo, così come sapere che l’allarme che sentiamo nel gioco risuonare per Arkham è lo stesso con cui gli sviluppatori convivono da anni. Sapere il contesto in cui Frogwares ha lavorato dona anche una visione diversa di alcuni elementi della storia. Oltre l’orrore cosmico vediamo quello di cosa vivono gli sviluppatori giorno per giorno, ma anche la loro resilienza e perseveranza.
Grazie a Frogwares, ho avuto la possibilità di giocare per voi a The Sinking City 2 nella sua incarnazione per PlayStation 5. Ho sempre apprezzato i videogiochi realizzati dallo studio ed ero curiosa di questa svolta survival horror, essendo un genere che mi piace particolarmente.
Come vi dicevo all’inizio, il cambiamento non è privo di rischi, ma vi anticipo che Frogwares ha vinto la scommessa!
Gli orrori della città sommersa
La città di Arkham, che sorge lungo il fiume Miskatonic, non è più quella di un tempo: una misteriosa alluvione ha quasi totalmente sommerso la città e gli abitanti sono stati evacuati quando la situazione si è fatta più grave. In questo scenario desolato impersoniamo Calvin, interessato solo a trovare un modo per salvare la sua compagna Faye. I due, appassionati di occulto nella vita e nel lavoro, hanno provato a eseguire un rituale per raggiungere le Terre dei sogni, ma qualcosa è andato storto. Calvin non ricorda nulla di cosa è successo, mentre Faye è in uno stato comatoso da allora.
Nel viaggio di Calvin attraverso la città distrutta, non siamo mai completamente soli: lo Strisciante, composto da tantissimi vermi comparsi dall’inizio dell’alluvione, è una presenza costante durante la nostra esplorazione. Da presenza dapprima innocua, scopriamo ben presto che queste creature possono rianimare i cadaveri…

Frogwares è riuscita a costruire una narrazione coinvolgente fin dalle prime battute, e mantiene un’ottima qualità fino all’epilogo. Siamo subito spinti ad aiutare Calvin nella sua missione per risvegliare Faye, e man mano che proseguiamo nelle vicende abbiamo modo di conoscere meglio sia loro due, sia il mondo che li circonda.
Aggiungo che la storia è stata pensata per essere giocata da tutti: infatti non è necessario aver giocato il primo The Sinking City.
Arkham è un’ambientazione affascinante nella sua desolazione. Di essa rimangono solo i resti della città che era, sommersi dall’alluvione incessante e inevitabile, con i segni di chi è passato prima di noi. Troviamo tanti documenti ed elementi dello scenario che ci raccontano silenziosamente una storia, interrotta ogni tanto dall’angosciante rumore di sirena che risuona per tutta Arkham. L’ambientazione è cupa e angosciante al punto giusto.

Sopravvivenza ad Arkham
Come vi dicevo all’inizio, con The Sinking City 2 lo studio di sviluppo ha deciso di cimentarsi per la prima volta in un survival horror. Il tipologia di esperienza offerto si avvicina a quella vista nella serie Resident Evil, più nello specifico nei remake del secondo e terzo capitolo o nelle sezioni di Requiem con Grace.
Voglio aprire e chiudere subito questo paragone con la serie di Capcom, fatto giusto per darvi già un’idea del tipo di esperienza che ci troviamo davanti. Nel caso vi piacciano le produzioni del colosso nipponico, posso già dirvi che The Sinking City 2 fa al caso vostro.
Il gioco è diviso in più sezioni, nelle quali dobbiamo esplorare delle aree circoscritte per poter proseguire con la storia. Finché siamo all’interno di una zona possiamo perlustrarla in lungo e in largo, cercando di aprire luoghi prima inaccessibili alla ricerca di risorse. Una volta completato l’obiettivo principale, si passa alla sezione successiva senza la possibilità di tornare indietro.
Le location includono singoli edifici da esplorare, come la biblioteca dell’Università Miskatonic o l’ospedale Akeley Memorial fuori Arkham, ma anche delle sezioni open map della città. In queste ultime ci spostiamo con la barca nella città ormai quasi del tutto affondata, per poi attraccare nei vari punti di interesse. La navigazione con la barca è fluida, e ci permette di soffermarci di più sulle condizioni di Arkham nei brevi tragitti che ci portano da un punto all’altro.
La mappa è uno strumento estremamente comodo, in quanto segna tutti gli elementi in cui ci imbattiamo, come degli oggetti da raccogliere o degli elementi interagibili, così come il completamento delle varie stanze. Queste vengono colorate di blu quando le completiamo del tutto, altrimenti rimangono rosse se incomplete o grigie se inesplorate.

Armato contro l’ignoto
In The Sinking City 2 abbiamo un arsenale di tutto rispetto per combattere contro lo Strisciante e gli altri orrori. Inizialmente siamo muniti di pistola e andando avanti sblocchiamo il fucile a pompa, la mitraglietta, il fucile di precisione e il lancia granate. Tutte queste armi hanno due modifiche a testa, da cercare nelle varie location. Alcune di queste sono dentro le casse E.R.C., altre sono all’interno di luoghi accessibili solo dopo aver completato delle indagini.
È importante gestire bene l’inventario. Inizialmente abbiamo pochi slot a disposizione, che aumentano di numero trovando le apposite borse nelle casse E.R.C. o in alcune location. Nelle safe room abbiamo una cassa dove riporre tutto ciò che non ci è utile al momento. Gli oggetti, come le chiavi per accedere a un determinato luogo, scompaiono automaticamente quando non sono più utili.
Ci sono varie tipologie di nemici, dai cadaveri rianimati dallo strisciante fino a mostruosità provenienti dalle profondità. Per eliminarli in modo efficiente dobbiamo puntare ai loro punti deboli: nel caso dei nemici base si tratta di escrescenze putrescenti, per gli orrori più antichi c’è sempre un punto rosso da colpire per infliggere più danni.
Non sempre conviene farci strada a ferro e fuoco attraverso i nostri avversari, ma delle volte è più saggio fuggire ed eventualmente tornare più preparati. Schivare diventa essenziale specialmente quando ci troviamo circondati da molte creature. Anche i colpi disarmati, specialmente il pestone, sono delle ottime risorse per risparmiare munizioni e per sbilanciare o finire un nemico.

Abbiamo delle piccole indagini facoltative, oltre a degli enigmi nella storia principale, che incarnano lo spirito dei lavori passati di Frogwares. Troviamo infatti degli indizi da collegare tra loro per ottenere la soluzione, come il codice di una cassaforte o gli elementi per risolvere un enigma. Si tratta di contenuti che premiano i giocatori più attenti con Essenza del sogno, valuta per sbloccare i vari Talenti, ma anche con risorse utili alla sopravvivenza.
I collegamenti da fare nello Spazio Investigativo non sono difficili, anzi: gli indizi correlati alla stessa indagine riportano simboli similari (se non identici), oltre a ovvi riferimenti nel testo.
Vi confesso, però, che mi sarebbe piaciuto vedere qualche enigma più complesso, anche in onore delle produzioni dedicate a Sherlock Holmes realizzate da Frogwares.

Ex Oblivione e Premi oscuri
Abbiamo a disposizione quattro diversi livelli di difficoltà, che influenzano i danni subiti e inflitti, ma anche quanto il gioco è generoso con la distribuzione delle risorse. A difficoltà intermedia il gioco offre un grado di sfida davvero appagante. Personalmente ho impiegato circa dieci ore e mezzo a raggiungere i titoli di coda nella mia prima run.
Quando finiamo il gioco ci viene data una valutazione, che tiene conto del tempo impiegato, dei salvataggi effettuati e delle cure utilizzate, così come dei nemici eliminati e della nostra precisione a colpirli.
Subito dopo ci viene chiesto di salvare per poter iniziare una nuova partita in modalità Ex Oblivione, ovvero il New Game+. Oltre a mantenere tutti i talenti precedentemente sbloccati, nel gioco compaiono dei documenti speciali, detti Ex Oblivion. Trovarli tutti è un requisito necessario per un trofeo, ma non otteniamo una variazione del finale o un’altra tipologia di ricompensa, se non delle linee di dialogo aggiuntive quando li raccogliamo.
Svariate azioni ci fanno sbloccare dei Punti oscuri, alcune legate ai trofei del gioco e altre a degli obiettivi interni. Possiamo consultare quali dobbiamo fare nella sezione Traguardi Oscuri, premendo il tasto Option. I punti si utilizzano per sbloccare i Premi oscuri, attivabili dopo aver finito il gioco almeno una volta. Questi variano da alcuni Talenti speciali, fino a munizioni infinite e armi già disponibili nella cassa delle risorse. Non mancano dei costumi alternativi.

L’orrore prende vita
La direzione artistica di The Sinking City 2 è ineccepibile. Tutto di Arkham è curato nei minimi dettagli, e l’orrore cosmico prende vita direttamente davanti ai nostri occhi. Ci sono tanti piccoli elementi che rendono l’ambientazione viva e che raccontano silenziosamente una storia, quella dell’alluvione e delle vite che ha sconvolto. Per i più attenti ci sono anche alcuni elementi che strappano un sorriso, come un poster divertente dedicato a Sherlock Holmes.
Ottimo anche il design dei nemici. Questo rispecchia a pieno i canoni del genere narrativo su cui si basa, portando però anche delle creature originali e interessanti da vedere.
Sul fronte tecnico nulla da ridire: durante tutta la mia esperienza su PlayStation 5 con due run, di cui una in modalità Ex Oblivione (tra le due partite ho passato circa diciotto ore col gioco), ho solo riscontrato un glitch, dove ero rimasta incastrata tra degli elementi dello scenario ho dovuto ricaricare l’autosalvataggio più recente. Unica altra istanza da segnalare è che nel filmato di apertura ho visto in due frangenti i bordi dei personaggi seghettati, cosa che non si è più ripresentata.
Ottimi sia il doppiaggio che la colonna sonora, entrambi di alto livello e con dei doppiatori azzeccati per Calvin e per Faye. Il primo è doppiato da Andrew Wheildon-Dennis, che di recente ha lavorato anche a 007 First Light, Metaphor: ReFantazio e The Hundred Line -Last Defense Academy-. La seconda invece ha la voce di Gemma Elizabeth Whelan, che ha interpretato Yara Greyjoy ne Il Trono di Spade e ha lavorato come doppiatrice su Dragon Age: Inquisition, Mass Effect: Andromeda ed Elden Ring.
Una menzione d’onore va al sound design, con tutti i vari rumori che ci accompagnano durante l’esplorazione, e agli effetti del DualSense. Si tratta di due elementi che contribuiscono a creare la giusta atmosfera e a farci immedesimare mentre ci addentriamo nelle rovine di Arkham.

Arkham affonda
The Sinking City 2 è un viaggio imperdibile. Lo è per i fan di Frogwares, i quali sono abituati a narrazioni di qualità. Lo è anche per gli appassionati dei survival horror, che cercano un titolo divertente e con una buona rigiocabilità. Anche i lettori dell’horror cosmico con questo titolo troveranno un’ottima resa dei canoni del genere, vista la grande conoscenza che lo studio ha dimostrato fin dal primo Sherlock Holmes: The Awakened nel 2006.
Il cambiamento a volte fa paura, ma lo studio di sviluppo è riuscita ad addentrarsi in un nuovo genere e a realizzarne il pieno potenziale. Approcciarsi a un nuovo genere non è facile in una situazione ordinaria. Per gli sviluppatori di Frogwares, però, questi ultimi cinque anni sono stati tutt’altro che normali. Mentre vivevano gli orrori della guerra, davano vita a quelli sovrannaturali di Arkham.
Frogwares ha dato una grande prova di resilienza e ci ha fatto avere un gioco rifinito e divertente, un vero e proprio must have per questo agosto!




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