Dopo un lungo periodo di Early Acccess che ha visto il suo debutto su Xbox One e PC, Conan Exiles è finalmente pronto per uscire da questa fase ad approcciarsi alla sua fase definitiva, portando a sé anche i giocatori di PlayStation 4. Fin dai primi pareri sulla fase primordiale, si riscontrava un prodotto dalle meccaniche interessanti, ma che non osava più di tanto, lasciando la gloria a giochi delle stesso genere, visto che Conan Exiles non puntava oltre quelle soglie. La versione definitiva sembra promettere grandi cose, tra tutte più contenuti e un comparto tecnico migliorato, noi avendo avuto la possibilità di recensirlo, abbiamo analizzato ogni singolo dettaglio. Vi lasciamo alla lettura della nostra avventura in compagnia del Barbaro più famoso.
Un Barbaro solitario
Quello che compone la produzione non è una vera narrazione, l’unico filo di storia che possiamo prendere con le nostre mani è quello iniziale, una cut-scene che vede il famoso Barbaro liberare il nostro personaggio, avvertendolo che liberandolo dalla croce al quale era stato crocifisso lo avrebbe condannato probabilmente a una fine peggiore. Finalmente liberi, saremo soli, in una landa deserta dove il nostro scopo sarà quello di sopravvivere. Altri abbozzi sul mondo che ci circonda è possibile ricavarli da alcuni oggetti, ma sopratutto da delle pietre che una volta interagiti con esse ci mostreranno una sorta di visione del passato e con una voce narrante che ci spiegherà l’accaduto.
La voglio così!
Il primo aspetto con il quale dovremo confrontarci è quello della personalizzazione, visto che avremo modo di creare il nostro personaggio ad inizio dell’avventura. L’Editor è molto vasto e non privo di funzioni dettagliate, tant’è che è possibile pure aumentare o diminuire l’organo genitale del nostro personaggio o le parti intime per quanto riguarda il sesso femminile. Il gioco non si fa scrupoli, non ha censure, ma queste possono essere attivate qualora si è sensibili a determinate visioni. Nonostante le molte possibilità di personalizzazione, il tutto non è privo di difetti, partendo dalle capigliature che sono poche e alcune veramente inguardabili. Oltre al’aspetto fisico, ci verrà chiesta la nostra razza, ma sopratutto a quale religione apparteniamo, il quale determinerà l’invocazione durante gli assalti “divini”.
Sopravvivere a tutti i costi
Le prime ore di gioco sono quelle più traumatiche, perché abbiamo a disposizione quasi nessuna spiegazione e saremo totalmente inondati da zone da esplorare ma sopratutto da meccaniche da comprendere. Parliamoci chiaro, lo scopo finale è sempre quello, sopravvivere, appunto per questo l’obiettivo principale sarà stabilirsi in un rifugio creato grazie ai nostri grandi sforzi. Il sistema di gathering è molto semplice, ricorda molto la struttura di Minecraft, avremo a disposizione un piccone – che ovviamente bisognerà costruire – e un accetta con il quale estrapolare da pietre ed alberi le risorse necessarie. Allo stesso tempo dovremo stare attenti a due indicatori: acqua e cibo. Come avrete sicuramente capito, il titolo non lascia spazio ad aiuti, ogni singola cosa creata su Conan Exiles è fatta per essere contro di noi.
Un elemento importante è quello dell’esplorazione, perché trovare nuove zone, affacciarsi a nuove possibilità di creazioni grazie a materiali sconosciuti non fa altro che espandere l’esperienza di gioco. La mappa è veramente grande, alcune zone vanno affrontate con calma e bisogna tener sempre conto del proprio livello, quest’ultimo con la possibilità di essere innalzato compiendo compiti principali che vengono segnate in una semplice tabella. Nonostante la sua immensa grandezza, la mappa di Conan Exiles è leggermente dispersiva, la meccanica un po’ troppo macchinosa rende l’esperienza meno godibile, lasciando il giocatore molto frustato nell’esplorazione. Il nostro personaggio ha la possibilità di scalare qualsiasi cosa – letteralmente qualsiasi cosa, vista la poca cura – ma stando attento alla barra della stamina, se questa raggiunge il valore zero finiremo inesorabilmente schiantati a terra.
La Fatalità della morte
Se dobbiamo parlare dei combattimenti possiamo dire che è un comparto che ha dei pregi e molti difetti, perché propone degli spunti interessanti donando degli scontri tosti, ma purtroppo questo viene minato da delle animazioni totalmente lente e mal riposte. I boss che avremo modo di affrontare nelle lande dell’esilio sono molti, ma comunque non sono nulla che fa gridare al miracolo per l’originalità.
La morte è un elemento contrastante in questo gioco, perché morire significa perdere tutti gli oggetti che si è in possesso, ma attenzione, se andremo nel punto della nostra morte avremo modo di recuperare tutto quello che abbiamo perso. L’esperienza di gioco è consigliata affrontarla principalmente in giocatore singolo o al massimo con qualche amico nella modalità cooperativa. Questo perché i server online hanno avuto un brutto riscontro durante la nostra prova, tralasciando per un attimo la latenza, dopo pochi minuti che ci ritrovavamo su un server ufficiale, il gioco finiva sempre per crashare o frezzarsi, rendendo l’esperienza inaccessibile. Questo è un gran peccato, proprio perché Conan Exiles sembra essere principalmente pronto a dare il meglio di sé con il multigiocatore.
Grafica e Sonoro
Il motore grafico che è stato impiegato è l’Unreal Engine 4, che riesce a dare il meglio di sé principalmente in alcune ambientazioni, ma lasciando i poligoni dei personaggi molto grezzi e molte texture curate marginalmente. Oltre tutto, la versione da noi testata – quella con PlayStation 4 Pro – è afflitta da alcuni problemi di texture e compenetrazioni poligonali, dovuti a un settaggio della telecamera totalmente errato. Del comparto audio possiamo dire veramente molto poco, il doppiaggio è praticamente mai presente, mentre la colonna sonora è soddisfacente, ma non osa troppo.
Commento Finale
La nostra esperienza di Conan Exiles non è stata rosea, purtroppo siamo rimasti delusi da molti elementi. Forse i ragazzi di Funcom avevano bisogno di più tempo prima di fare questo debutto, perché i problemi tecnici sono tanti e non sarà facile colmabili nel breve tempo, specialmente per quanto riguarda il framerate totalmente ballerino. Il gioco è divertente se giocato in compagnia, ma resta comunque un esperienza che di memorabile non ha nulla, anzi, non osa aggiungere nulla di originale che possa essere ricordato un domani. Per noi il titolo raggiunge appena la sufficienza, ci speriamo che in futuro gli sviluppatori possano far ammenda degli errori commessi qui con una produzione futura.







Lascia un commento