Ci sono dei titoli che a prima vista ti catturano per il loro stile, perché è decisamente differente rispetto a ciò a cui siamo abituati di solito. Questo è quello che mi è accaduto con Constance, del quale ho seguito con grande piacere lo sviluppo, perché si trattava di un titolo molto interessante e pittoresco. Ho avuto il piacere di giocare al titolo su PC, ma soprattutto sulla console portatile di Valve: Steam Deck.
Ho passato davvero molte ore in compagnia del gioco e devo essere sincero, si è trattata di una grande sorpresa, anche se con qualche piccola riserva. Finalmente posso parlarvi nel dettaglio di questa nuova avventura, giunta quasi alla fine dell’anno!
Constance
Sviluppatore: Blue Backpack Games
Distributore: ByteRockers’ Games, PARCO GAMES
Piattaforme: PC
Data di uscita: 24/11/2025
Un mondo pieno di pittura
La trama ruota tutta attorno a Constance, un’artista di talento che è intrappolata nel suo mondo interiore. Si tratta di una dimensione differente da quella del mondo reale, colorata ma ricca di tristezza e difficoltà. È una narrazione molto simbolica, dove vedremo gli scenari mutare e prendere forma in base alle difficoltà che l’artista ha affrontato nel corso della sua vita. Si tratta di uno spazio interno modificato e costruito per affrontare proprio i suoi demoni. La storia si aprirà pian piano, man mano che raggiungeremo determinati luoghi chiave del gioco. La produzione non vuole farci scoprire tutto rapidamente, ma ci chiede prima di affrontare le difficoltà che ci separano da esse.
Anche l’ambientazione prende forma in base alle varie emozioni di Constance, trovandoci ad affrontare traumi del passato o incertezze sul futuro della protagonista. Sono presenti anche alcuni spezzoni di flashback giocabili, che ci permettono di capire tutto ciò che ha passato la ragazza. Il messaggio di fondo che lascia è davvero importante, qualcosa che ti rende triste ma che colpisce nel profondo. La durata si attesta sulle sette ore, a tal proposito mi sarei aspettato una longevità migliore.

Un pennello potente
Devo ammettere che il gameplay di Constance mi è piaciuto davvero molto. Avremo a disposizione diverse abilità che potremo usare utilizzando il nostro inchiostro. Anche la schivata sarà legata alla barra di inchiostro, che non è altro che una sorta di punti magici che, se finiti, sfrutteranno la nostra energia per poter effettuare un’altra azione. La cosa più bella è che questa meccanica viene riflessa anche esteticamente: vedremo Constance scolorita, con la mancanza d’inchiostro. La barra si ricarica da sola, basterà non usare il potere per pochi secondi. Anche durante la battaglia dovremo utilizzare il nostro potere. I nemici sono davvero spietati molte volte, ci porteranno a terminare il nostro inchiostro in maniera piuttosto semplice, rendendo spesso le azioni complicate.
Un altro aspetto che ho apprezzato davvero molto sono le sezioni di platforming. I livelli ci richiedono di usare le abilità principali: tra schivate, salti e altre tecniche ci aiuteranno a raggiungere determinati luoghi altrimenti inaccessibili. Una cosa da dire è che il gioco non dimentica mai le abilità che abbiamo appreso, non ne mette in panchina una in favore di un’altra, ma cerca di farcele usare tutte senza trascurarne altre. Anche nei biomi differenti del gioco vedremo come alcune di queste siano più efficaci delle altre, ma che comunque avranno un loro scopo. Spesso i livelli sono molto punitivi, pieni di trappole e che purtroppo, con la mancanza di una vera e propria cura, rendono spesso l’azione tediosa, dato che sarà facile morire.

Non troppa varietà
Nel gioco non abbiamo delle vere e proprie missioni secondarie, ma ci saranno delle sfide che ci richiederanno di mettere a frutto ciò che abbiamo imparato nel corso della storia per portarle a termine. Potremo potenziare il nostro personaggio man mano che avanzeremo nei quattro biomi, oltre al fatto che potremo ottenere delle ispirazioni, ovvero abilità passive che ci permetteranno di ottenere dei bonus. Si tratta di un modo furbo per poter sfruttare più build, utilizzandole come equipaggiamento. Una funzione davvero utile che avevo già visto in Prince of Persia: The Lost Crown è quella di scattare una foto, che ci permetterà di vedere nella mappa di gioco un determinato luogo chiave che volevamo salvare per dopo.
Uno degli elementi a sfavore del gioco è la varietà: spesso le meccaniche con i boss risultano ripetitive e molto facili da aggirare. Ci sono sezioni che, una volta imparate, richiederanno pochi secondi per essere portate a termine, non stimolando così la difficoltà. Per quanto il design dei mostri sia davvero molto ispirato, non posso dire di essere rimasto altrettanto soddisfatto dal bilanciamento, non sempre adeguato. Anche quando moriremo, il gioco ci chiederà se vogliamo proseguire oppure tornare al checkpoint. Nel caso della prima scelta, i nemici saranno ancora più temibili e ci abbatteranno con pochi colpi, oltre a risultare molto più resistenti.

Tecnicamente… portatile!
Dal punto di vista tecnico Constance è un piccolo gioiello. Non ho avuto problemi di sorta a giocarlo su PC, anche la configurazione con il pad è stata immediata. La maggior parte delle ore di gioco le ho fatte su Steam Deck, una console che si sposa decisamente bene con la natura metroidvania di Constance. Anche il consumo della batteria è davvero basso, e questo permette di effettuare sessioni davvero lunghe in compagnia del gioco.
Mi sento anche in dovere di elogiare il comparto sonoro del gioco, che presenta alcune tracce davvero memorabili e che spesso riascolto molto volentieri durante le mie sessioni di scrittura anche qui sul sito. Un altro aspetto da lodare assolutamente è la traduzione in Italiano, che, nonostante si tratti del primo gioco di Blue Backpack, ha visto il team decidere di investire sulla lingua nostrana, cosa che molti non fanno.

Commento Finale
Ho apprezzato molto Constance, si tratta di un metroidvania molto ispirato, dallo stile unico e colorato. Peccato per una longevità non proprio elevata e per una difficoltà alcune volte poco bilanciata. Per il resto, si tratta di un piccolo gioiello che mi sento in dovere di consigliare, considerando che è la prima opera del team di Blue Backpack!
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