Il progetto di AdHoc Studio nasce da solide basi, contando tra i suoi autori gli scrittori di Tales from the Borderlands e The Wolf Among Us. Si tratta del primo lavoro dello studio, che ha deciso di debuttare con una commedia episodica incentrata sui supereroi. Il titolo è stato pubblicato a episodi, ma con una cadenza ravvicinata tra un’uscita e l’altra.
A rendere Dispatch ancora più interessante è la presenza di un cast di doppiatori di altissimo livello, tra cui Aaron Paul, Laura Bailey, Travis Willingham e il leggendario Matthew Mercer.
Ho avuto modo di affrontare con grande piacere gli otto episodi che compongono la prima stagione di Dispatch, alternando tra PC e Steam Deck, e sono pronto a raccontarvi com’è andata la mia esperienza una volta completata l’avventura!
Dispatch
Sviluppatore: AdHoc Studio
Distributore: AdHoc Studio
Piattaforme: PlayStation 5 e PC
Data di uscita: 22/10/2025
La leggenda di Mecha Man
Il protagonista della storia è Mecha Man, il cui vero nome è Robert Robertson, un supereroe che non possiede particolari poteri, ma controlla un grande robot con una forza fenomenale dovuta a una fonte d’energia unica nel suo genere. Nel prologo lo vediamo alle prese con alcuni cattivi, dato che nel mondo di Dispatch gli eroi e i cattivi rappresentano una cosa totalmente normale. Purtroppo durante lo scontro Mecha Man finisce sconfitto, e questo comporta la perdita della sua fonte d’energia.
Non essendo un supereroe dotato di un potere e facendo affidamento sul suo robot, Robert torna a essere un normalissimo cittadino. Tutto cambia quando incontra Blonde Blazer, una delle eroine più famose a Los Angeles, che offre al protagonista un ruolo da operatore coordinatore nel programma Superhero Dispatch Network. Per quanto possa sembrare un compito facile quello di gestire gli eroi, nel caso specifico di Robert gli viene assegnata la Squadra Z.
Quello che dovremo guidare è un gruppo di ex-villain che non mostrano il minimo senso di rispetto verso il prossimo né, tantomeno, verso le regole comuni da rispettare. Si tratta di un team che in molti considerano senza speranza e da “addomesticare”, ma Robert diventa la loro unica possibilità per far sì che le cose funzionino. Nel corso degli episodi vediamo questa dinamica evolversi, e la Squadra Z ricopre il ruolo di protagonista delle vicende insieme a Robert.

Un episodio tira l’altro
Ciò che rende Dispatch fenomenale è proprio la storia con i suoi dialoghi, nei quali facciamo scelte importanti che plasmano il nostro futuro. L’ottima caratterizzazione della Squadra Z permette ai personaggi di risultare memorabili, e man mano che si va avanti è facile affezionarsi a molti di loro. Bisogna dire che il livello di recitazione gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza: Robert, interpretato da Aaron Paul, riceve la giusta profondità grazie alla sua performance, che valorizza questo eroe atipico e tormentato.
Ho apprezzato l’impatto delle scelte sugli eventi futuri, dato che molti personaggi si ricordano ciò che decidiamo e ce lo ripropongono presentandoci il conto successivamente. Come dicevo, il nostro compito consiste nel gestire la squadra: infatti il gioco si suddivide in fasi in cui diamo solo risposte nei dialoghi e in altre in cui dobbiamo agire direttamente.

La responsabilità di Robert
Avremo a disposizione uno schermo: nella parte superiore vedremo la mappa d’azione dei nostri eroi, mentre nella parte inferiore compariranno loro. Man mano che il tempo passerà compariranno delle icone e dovremo scegliere quali personaggi mandare in missione. Il nostro compito consiste nel valutare le loro statistiche, così da capire chi ha più probabilità di portare a termine il compito. I parametri principali sono vigore, movimento, carisma, intelletto e prestazione in combattimento. Potremo espanderli man mano che i personaggi saliranno di livello.
In base all’eroe che sceglieremo, vedremo uno schema che mostra la probabilità di successo: un cerchio si muoverà e rimbalzerà, e se finirà nell’area di successo porteremo a termine la missione. In caso contrario, la missione verrà segnata come fallita e gli eroi perderanno punti vita. Il gioco però non risulta così semplice come sembra, perché alcuni personaggi hanno poca affinità con altri per motivi narrativi e magari si rifiutano di affrontare una missione insieme. Si tratta di variabili che aggiungono un livello di sfida maggiore.
In quanto Operatori non ci limiteremo a mandare gli eroi a combattere, perché dovremo anche hackerare i sistemi quando necessario. Grazie alle doti di Robert comparirà un minigioco in cui ci muoveremo tra le caselle e dovremo capire come risolvere l’anomalia per distruggere le protezioni. Ho trovato queste sezioni molto divertenti e rendono il protagonista ancora più coinvolto nella storia del suo team.

Una buona performance!
Tecnicamente il gioco offre scene animate fenomenali, con animazioni ben curate. A tutti gli effetti sembra una serie TV con supereroi e cattivi, ma con la possibilità di interagire. Per quanto la parte gestionale degli eroi rimanga funzionale anche ai fini della trama, il punto forte continuano a essere le scene narrative. I personaggi hanno reso memorabile questa prima stagione di Dispatch, offrendo anche un finale dignitoso.
Una nota negativa riguarda la durata degli episodi, che richiedono dai trenta ai quarantacinque minuti per completarli. Il titolo si suddivide in otto episodi, rigiocabili per cambiare le scelte fondamentali della storia, dato che influenzano anche il finale. Non è un gioco lungo, e questo può scoraggiare alcuni, ma dall’altro lato abbiamo una storia condensata che non lascia spazio a buchi di trama e non cade nella ripetitività.
Ho giocato a Dispatch su PC e non ho riscontrato problemi tecnici per quanto riguarda il framerate. Posso dire lo stesso su Steam Deck, dove il gioco gira in maniera impeccabile.
Purtroppo il titolo soffre ancora di alcuni bug tediosi: per esempio, se un personaggio finisce fuori combattimento, la scena non va avanti e rimaniamo bloccati nella schermata dell’operazione. L’unico modo per procedere consiste nel rifare tutta la sezione da capo.

Commento Finale
La storia di Dispatch è davvero interessante, anche se si sviluppa in una longevità fin troppo breve. L’idea dei supereroi e dei cattivi funziona alla grande, grazie a una sceneggiatura scritta davvero bene. In conclusione, il titolo di AdHoc Studio è valido, a patto di accettare una durata non troppo elevata.

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