La serie di Mafia è sempre stata molto amata da una grande fetta di videogiocatori. Ammetto che, all’annuncio di Mafia: Terra Madre, sono stato molto felice. Questo perché l’ambientazione scelta era la Sicilia, la mia terra madre, la terra in cui vivo.
L’estate è sempre un periodo particolare, non sempre costellato da grosse uscite. Far uscire Mafia: Terra Madre proprio adesso è perfetto: ha pieno spazio per respirare e per far sì che si possa godere dell’opera.
Con un’alta aspettativa, ho imbracciato il pad, pronto a esplorare la Sicilia del 1900, e vi racconto la mia esperienza dopo aver portato a termine questo viaggio nella Terra Dorata!
Mafia: Terra Madre
Sviluppatore: Hangar 13
Distributore: 2K Games
Piattaforme: PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC
Data di uscita: 08/08/2025
U carusu di Collezolfo
Impersoniamo Enzo Favara, un giovane ragazzo siciliano che è stato venduto all’età di cinque anni alla miniera di Collezolfo. I ragazzi che lavorano sotto quelle pericolose e poco sicure miniere vengono chiamati Carusi, termine che si usa anche per dire ragazzo in Siciliano. Vediamo come il giovane Enzo sia tenuto in condizioni a dir poco penose, costretto ai lavori forzati, a turni di lavoro improponibili e fuori da ogni logica. Allo stesso tempo, sogna la libertà, di pagare i debiti del padre e scappare verso quella che in dialetto chiamano La Merica (l’America).
La storia di Enzo è molto personale: vediamo la sua crescita, la sua fuga da Collezolfo e come, per volere del destino, si ritrovi a entrare nella famiglia mafiosa di Don Bernardo Torrisi. Al centro di tutto c’è anche una storia d’amore impossibile, con la figlia del Don. Vedremo anche il legame del protagonista con i vari membri della suddetta famiglia. La trama è abbastanza chiara sul giuramento mafioso: una volta entrati nella Famiglia, lasciarla diventa pura utopia o un atto di pazzia. Il gioco non smette mai di ricordarcelo, mostrandoci anche le varie difficoltà dell’epoca per sopravvivere.
Ammetto che, alla fine del viaggio, che mi ha richiesto circa dodici ore di gioco, ho trovato molto soddisfacente la storia di Enzo Favara e il suo coinvolgimento nei conflitti di Don Torrisi. Le scene finali meritavano più tempo, poiché alcune cose sono state lasciate a una libera interpretazione. Nonostante ciò è un viaggio, un’esperienza unica che collega la serie, dato che si tratta di un capitolo ambientato molti anni prima rispetto al primo Mafia.

A muntagna supra tutti
Quello che caratterizza in tutto e per tutto Mafia: Terra Madre è l’ambientazione. Esplorando, possiamo ammirare i paesaggi aridi, la natura che pian piano si spegne a causa del sole eccessivo dell’isola e le strade di montagna che portano a casolari sperduti chissà dove. L’ambientazione è ispirata a diverse zone della Sicilia, come ad esempio Agrigento per la Valle dei Templi, dove possiamo ammirare una riproduzione del Tempio della Concordia, che, per chi non lo sapesse, si trova in cima a tutto nella vasta valle.
Esplorando, possiamo anche notare come gli autori abbiano preso ispirazione dalle saline di Marsala, nella zona di Trapani, riproducendole in modo abbastanza fedele. Lo stile architettonico di San Celeste può ricordare molti borghi siciliani, con lo stile inconfondibile che ancora oggi caratterizza alcune città dell’isola.

A Trinacria
La cosa che ho apprezzato è che, grazie anche alla collaborazione di Stormind Games, il team catanese che si è occupato di aiutare Hangar 13 per quanto riguarda la cultura siciliana, al centro di tutto non c’è Palermo, come ci si aspetterebbe. Per quanto il capoluogo siciliano sia importante ai fini della trama, ci sono anche riferimenti ad Acireale, e alcune strutture richiamano edifici della zona del catanese.
La cura per i dettagli è stata maniacale: i coltelli sono fedeli riproduzioni di armi che si usavano all’epoca, così come le armi da fuoco. Il mondo di gioco, per quanto non sia un titolo open world, offre molto sulla cultura siciliana: anche solo esplorando durante le missioni, possiamo sentire alcuni passanti parlare del più e del meno, riportando spesso anche detti classici siciliani.

A manu ndo cuteddu
Avremo a disposizione diverse armi nel corso della storia di Mafia: Terra Madre, e spesso ci verrà data la possibilità di scegliere il nostro armamentario prima di partire per la missione, durante le fasi nella Villa Torrisi. Anche qui si è cercato di mantenere quanto più possibile il realismo, con la possibilità di portare con noi, oltre al coltello, solo due armi da fuoco: una pistola e un fucile. Le sezioni di shooting risultano molto convincenti, anche se alcune volte il rinculo delle armi mi è sembrato esagerato, rendendo talvolta tedioso il sistema di mira.
Per quanto riguarda le azioni in modalità stealth, il gioco funziona piuttosto bene: avremo a disposizione il coltello per eliminare i nemici in modo silenzioso oppure potremo farlo a mani nude, impiegandoci più tempo dato che dovremo strozzare il nemico.
Il punto forte dei combattimenti sono quelli contro i boss, nei quali dovremo affrontare veri e propri duelli con il coltello. Avremo a disposizione un attacco leggero e un affondo, oltre alla schivata e al contrattacco per difenderci. In queste sezioni dovremo stare attenti, perché i nemici tenderanno a non darci respiro.
Purtroppo una volta capita la meccanica di base, i combattimenti risultano facilmente completabili. Inoltre alcune animazioni durante i combattimenti risultano poco precise, cosa che talvolta diventa evidente anche nell’esplorazione.

E tu cu si, Enzo?
Il doppiaggio in siciliano rende l’opera ancora più preziosa, perché dona all’ambientazione una maggiore immersività. Ho apprezzato come, nel cast dei doppiatori, si sia scelto di includere sia interpreti per il dialetto palermitano, sia per quello catanese. Il lavoro svolto è davvero eccelso, fatta eccezione per alcuni NPC il cui livello recitativo non è proprio il massimo. L’esperienza di gioco con Mafia: Terra Madre merita di essere vissuta con il doppiaggio siciliano.
Anche la colonna sonora presenta una forte identità legata all’isola, con diversi strumenti e canzoni in dialetto che riescono a offrire un’esperienza unica e indimenticabile. Per quanto riguarda la fluidità, ho provato il gioco sia su Xbox Series X|S che su PlayStation 5, apprezzando il lavoro di ottimizzazione svolto. Ho avuto solo un calo di framerate in tutto il gioco, che si è risolto una volta passati alla scena successiva, come se ci fosse stato un errore durante il caricamento.

I considerazioni finali
Sono rimasto molto soddisfatto da Mafia: Terra Madre, grazie a una narrazione che ti entra nel cuore e che provoca forti emozioni. Le uniche note dolenti sono la mancanza di attività secondarie o di minigiochi durante l’esplorazione libera, vista la presenza delle gare nella storia, e delle animazioni non sempre pulite. In compenso, è presente un doppiaggio siciliano convincente che dona ancora più bellezza all’esplorazione dell’isola.
Che siate fan della serie oppure vi approcciate per la prima volta, Mafia: Terra Madre è sia un buon capitolo, fondamentale per la narrazione principale, sia un ottimo punto d’inizio!

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