Sembrava quasi impossibile la sua uscita: dopo essere stato rimandato e con lo sviluppo riniziato da capo, le speranze cominciavano ad affievolirsi man mano che passavano gli anni. Eppure Metroid Prime 4: Beyond è finalmente arrivato, nonostante la martoriata storia di sviluppo, l’iconica serie di Nintendo con Samus Aran ha finalmente fatto ritorno.
Avevamo avuto un antipasto della serie con Metroid Dread, che incarnava l’origine della saga con una struttura classica, ma allo stesso tempo con delle novità decisamente interessanti, che ho apprezzato davvero tanto, al netto di qualche bug al lancio che mi ha costretto a riniziarlo il gioco dall’inizio.
Finalmente siamo qui, pronti a parlare di Metroid Prime 4: Beyond, uno dei titoli più attesi sulla console di attuale generazione Nintendo e su quella precedente. Dopo aver accompagnato la cacciatrice ancora una volta nella sua avventura, vi racconto la mia esperienza!
Metroid Prime 4: Beyond
Sviluppatore: Retro Studios
Distributore: Nintendo
Piattaforme: Nintendo Switch e Nintendo Switch 2
Data di uscita: 04/12/2025
Il viaggio ha inizio
All’inizio del gioco ci troveremo con Samus Aran, che ha ricevuto una richiesta di aiuto da parte della Federazione Galattica. Questa proviene da uno dei centri di ricerca, che sembra essere sotto attacco. Ovviamente la nostra eroina non può tirarsi indietro e procede ad accettare la richiesta di soccorso. Al suo arrivo si trova all’interno di un grande conflitto, e a muovere le fila non c’è altro che Sylux, che è riuscito a portarla in trappola proprio con questa richiesta. Durante lo scontro con Sylux, uno strano artefatto viene colpito e trasporta la nostra eroina su un pianeta sconosciuto chiamato Viewros, la cui posizione è ancora ignota.
I problemi di Samus però non finiscono qui, dato che si trova in un luogo completamente sconosciuto, ma soprattutto caratterizzato da una tecnologia molto avanzata e mai vista prima rispetto agli altri pianeti. Al suo interno è presente l’ormai antichissima civiltà aliena chiamata Lamorn. Veniamo a conoscenza del fatto che questo popolo, in passato, viveva in tranquillità, prima che avvenisse un evento per il quale sono stati spazzati via anche dai libri e da ogni conoscenza comune.
Per quanto differenti, nella narrazione avremo a che fare con situazioni e location che ci ricorderanno molto alcuni dei titoli storici della serie. Per portare a termine la prima partita di Metroid Prime 4: Beyond saranno necessarie almeno quindici ore, esplorando senza andare troppo in profondità.

Il ritorno della Cacciatrice
Come potevamo aspettarci fin dall’inizio da un Metroid, perderemo tutti i poteri che avevamo a disposizione, trovandoci così privi dei potenziamenti storici. Durante l’esplorazione dovremo farci strada con i nostri proiettili e missili, che ci aiuteranno ad aprirci la via man mano che incontreremo un ostacolo. Nel corso dell’avventura otterremo nuovi potenziamenti, tra cui diversi Chip che ci permetteranno di sbloccare potenziamenti elementali. Ovviamente non possono mancare i classici potenziamenti di Samus Aran, tra questi c’è la Morfosfera, sempre utile per raggiungere determinate aree e dal cui utilizzo non si può prescindere per avanzare in alcune sezioni della storia.
Ho apprezzato il fatto che alcuni degli enigmi del gioco utilizzino i diversi potenziamenti, senza metterne uno da parte in favore del nuovo. Ho trovato questa scelta decisamente riuscita a livello di level design. Tra i poteri inediti c’è la Psiche, che otterremo nel corso della storia e che ci permetterà di interagire con l’ambiente di gioco o con una tecnologia aliena di fronte a noi. Ammetto che inizialmente non l’ho trovata molto intuitiva, ma andando avanti si è rivelata una meccanica molto semplice da usare.

Boss ed esplorazione
Fin dall’inizio possiamo vedere come le battaglie contro i boss non si tratti solo di grossi combattimenti. Ognuno di questi avrà una meccanica da seguire, oltre a delle tecniche da schivare e comprendere per non finire a terra. Ogni nemico avrà una propria tattica per essere sconfitto, dovremo comprendere al meglio il suo punto debole e sfruttare le aperture per abbatterlo. Ho apprezzato molto il lavoro svolto da Retro Studios in tal senso, dato che hanno investito risorse in modo innovativo.
Una delle principali novità di Metroid Prime 4: Beyond è che non saremo sempre soli: avremo a disposizione dei compagni che incontreremo durante la nostra avventura. Questi ci accompagneranno e spesso ci saranno utili per poter avanzare in determinate aree. Un cambiamento decisamente inaspettato, dato che in precedenza eravamo solo noi e i nemici pronti a farci a fette.
Arrivati a un certo punto della storia, avremo a disposizione il mondo aperto, facendo così emergere la vera natura di questo quarto capitolo. Nella Valle di Sol, questo luogo immenso e sabbioso, con poche aree esplorabili, mentre per il resto è un’enorme distesa di sabbia. Per poter esplorare questi luoghi avremo a disposizione la moto Vi-O-La, che ci permetterà di accelerare e saltare sulle dune. Ammetto di aver trovato molto divertente l’utilizzo della moto, ma avrei preferito più contenuti all’interno della distesa, che ne avrebbero sfruttato maggiormente le potenzialità.
I punti da esplorare sono davvero pochi se confrontati con quanto suolo è calpestabile. Questo rappresenta il principale elemento debole della produzione, alla quale sarebbe servita una maggiore coerenza, con contenuti che non avrebbero reso l’esperienza con Vi-O-La vuota.

Un Metroid Next-Gen
Uno dei primi elementi tecnici che mi ha lasciato sorpreso in Metroid Prime 4: Beyond su Nintendo Switch 2 è la dinamicità con la quale è possibile cambiare la tipologia di controlli. In pratica, in base a come utilizzeremo i Joy-Con, potremo sfruttare la modalità classica da pad oppure giocare come se fossimo su PC con la modalità mouse. Devo confessare che la seconda l’ho trovata leggermente scomoda nelle prime ore, ma dopo aver preso la mano è davvero utile. Ho trovato la feature davvero valida, soprattutto perché evita a qualunque giocatore di dover passare da diversi menù: semplicemente cambiando il modo in cui vengono usati i Joy-Con è possibile tornare alla modalità normale.
Quello che mi ha sorpreso del gioco è il modo in cui cerca di ammaliare con le sue ambientazioni, offrendo scorci visivi meravigliosi e ambientazioni ricche di elementi, se facciamo eccezione per il Deserto. Ho provato il titolo prima in modalità docked, sia in Performance che in Qualità, e in entrambi i casi il gioco ha mantenuto una stabilità granitica. Anche in modalità portatile il gioco è solido, non ha mai dato problemi di framerate e, soprattutto, è un’esperienza che si sposa bene con la portatilità. Anche gli effetti aptici dei Joy-Con offrono un buon feedback e aiutano nell’immersività del gioco. La colonna sonora è davvero piacevole, con alcune tracce davvero memorabili.

Commento Finale
Posso confermare che Metroid Prime 4: Beyond è un titolo di ottima qualità, soprattutto nel panorama Nintendo Switch 2 è qualcosa di cui si sentiva il bisogno. La storia è davvero interessante e il gunplay è molto funzionale, il tutto si sposa bene con i nuovi potenziamenti. Il neo principale dell’esperienza è l’esplorazione, fin troppo vuota e, alcune volte, troppo lineare.
Lascia un commento