Editoriali

Mother Machine e la cooperativa monotona

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Ammetto che quando ho visto Mother Machine, la prima cosa che mi è saltata all’occhio è che fosse un titolo cooperativo. Nell’ultimo periodo non sono stati molti i giochi a puntare su questa meccanica, soprattutto tra quelli indipendenti. Ho avuto il piacere di giocare a Mother Machine direttamente su Steam Deck, testando il titolo il più possibile nella speranza che potesse convincermi a pieno. Purtroppo, l’esperienza non è stata tra le più memorabili.

Un inizio non convincente

Il nostro eroe è un piccolo alieno inviato da un grosso macchinario chiamato Mother. Possiamo personalizzare il nostro piccolo amico tramite un editor piuttosto semplice, nulla di troppo elaborato. Il gameplay è quello di un action platform con alcuni elementi che sfruttano la presenza degli altri compagni di squadra, vista la natura cooperativa del titolo. È possibile affrontare il gioco anche da soli, ma in questo caso perde quasi completamente di senso, risultando più noioso del normale.

Le missioni disponibili sono molto brevi e si svolgono in ambientazioni aliene che, purtroppo, tendono ad assomigliarsi troppo tra loro. Il gioco risulta fin troppo ripetitivo: nonostante i livelli siano generati proceduralmente, la varietà è davvero limitata. Ogni missione dura circa una ventina di minuti, rendendo l’azione piuttosto rapida e immediata. Esteticamente il titolo non è brutto da vedere, ma non porta nulla di realmente innovativo al genere.

Mother Machine e la cooperativa monotona

Si poteva puntare a molto di più

I livelli presentano tutte situazioni molto simili: avremo pedane su cui saltare, liane su cui oscillare e luoghi da raggiungere. A disposizione abbiamo anche una barra di stamina che si esaurisce in base alle azioni che compiamo. Un elemento che ho trovato piacevole è la possibilità di modificare le abilità dei nostri piccoli alieni, spendendo i cristalli trovati nel corso dei livelli nell’apposito negozio, migliorando così le nostre capacità.

Ho apprezzato anche il fatto che si possa prendere in prestito il bottino di un altro giocatore, rafforzando l’elemento cooperativo. La valuta raccolta ci permetterà inoltre di sbloccare nuovi elementi di personalizzazione per il nostro alieno, rendendolo unico durante l’esplorazione. Ammetto però che le varianti di personalizzazione sono troppo poche e spesso, quando a schermo ci sono più personaggi, diventa difficile distinguerli.

Purtroppo questa poteva essere una grande opportunità per introdurre un nuovo titolo cooperativo nel panorama dei giochi indipendenti. Sfortunatamente, il gioco non riesce nel suo intento, soprattutto a causa della sua poca varietà e delle situazioni troppo simili tra loro. Il titolo avrebbe beneficiato di maggiore originalità, di livelli più variegati e di uno stile artistico più ispirato. Nonostante su Steam Deck il gioco risulti tutto sommato piacevole da giocare, con qualche piccolo problema tecnico, si tratta di un’occasione sprecata, che avrebbe potuto portare un titolo cooperativo in grado di puntare più in alto.

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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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