Quando si parla di misteri dalle tinte noir, la protagonista assoluta è e rimane sempre la storia. Il giusto mix tra suspense, ambientazione e colpi di scena sono essenziali per la buona riuscita di un libro o, come in questo caso, di un videogioco.
Il punto focale di The Last Case of John Morley è proprio la sua narrazione. La breve avventura creata dal team di sviluppo Indigo Studios – Interactive Stories pone tutta l’attenzione del giocatore proprio sul mistero da risolvere e sui protagonisti che andiamo a conoscere nell’avventura.
Ho avuto la possibilità di giocare a The Last Case of John Morley su PlayStation 5 e, ora che ho finito di investigare sul caso, sono finalmente pronta a dirvi la mia in merito. Indigo Studios sarà riuscita a confezionare un mistero capace di sorprenderci? Scopritelo in questa recensione!
The Last Case of John Morley
Sviluppatore: Indigo Studios – Interactive Stories
Distributore: JanduSoft
Piattaforme: PC, PlayStation 5
Data di uscita: 27/11/2025
Un caso dal passato
L’investigatore privato John Morley ha passato gli ultimi mesi in ospedale a seguito delle ferite riportate durante il suo più recente caso. Il giorno in cui viene finalmente dimesso, viene contattato per un nuovo lavoro. La committente è Lady Margaret Fordside, desiderosa di vedere finalmente giustizia fatta per il brutale omicidio della figlia, avvenuto ormai venti anni prima.
Il compenso offerto a Morley è decisamente allettante, e l’uomo decide di iniziare le indagini a partire dall’abbandonato Bloomsbury Manor, luogo dove si è consumato il delitto…
Narrativamente parlando siamo di fronte a un’esperienza solida, seppur breve, in quanto impiegheremo circa tre ore per raggiungere i titoli di coda. Lo studio di sviluppo è riuscito a creare una trama piacevole da seguire e che ci riserva dei colpi di scena ben pensati, specialmente una volta arrivati al finale. Tutti i dubbi e interrogativi che abbiamo vengono risolti con la risoluzione del caso, non prima di lasciarci spiazzati con le ultime rivelazioni.
Parte della buona riuscita della narrazione è dovuta anche alla gestione dell’atmosfera, con le sue tinte noir e momenti di tensione nei punti giusti.
Si tratta di un viaggio sì breve, ma a cui ho ripensato anche ore dopo aver spento la console. Da appassionata di romanzi investigativi, con un debole per i noir, ho apprezzato molto la cura messa da Indigo Studios nel comparto narrativo.

Un mistero da risolvere
Ludicamente parlando, in The Last Case of John Morley dobbiamo preoccuparci solo dell’esplorazione dei luoghi inerenti al caso. Non ci sono combattimenti o altri tipi di sfida, e il nostro compito è quello di analizzare gli indizi che troviamo. Alcuni di questi sono illuminati di verde, e ci permettono di vedere scorci dal passato, direttamente da venti anni prima. In queste sezioni dobbiamo cercare tutti i punti che si illuminano di verde in una data stanza, in modo da avere un quadro più completo su ciò che è successo.
Nel corso dell’avventura ci imbattiamo in qualche enigma ambientale, tutti di facile risoluzione.
Tutte queste sono sezioni obbligatorie per poter procedere con la storia. Infatti, la progressione della nostra investigazione è lineare: per andare avanti è necessario trovare gli indizi principali, che spesso nascondono il codice di un lucchetto o la chiave di una stanza chiusa.

Un segreto da svelare
La direzione artistica è ben realizzata e rende bene l’ambientazione a tinte noir degli Anni Quaranta. Le location principali legate al caso trasmettono un senso di solitudine e inquietudine, visto che si tratta di due edifici abbandonati allo scorrere incessante del tempo.
Il più del tempo esploriamo in completo silenzio, con solo il rumore dell’ambiente circostante e la voce di John Morley che commenta gli indizi che troviamo. In determinati momenti della narrazione partono delle tracce che contribuiscono nella resa dell’atmosfera.

Se da un lato abbiamo una resa grafica gradevole e dei caricamenti molto rapidi su PlayStation 5, dall’altro troviamo delle incertezze tecniche. Innanzitutto è possibile notare svariati pop up degli oggetti durante l’esplorazione, poi abbiamo delle istanze in cui il gioco salta alcune linee di dialogo con i relativi sottotitoli.
Le animazioni risultano poco convincenti specialmente quando i personaggi parlano, e per la ricostruzione delle scene dal passato il gioco ricorre direttamente a dei modelli poligonali statici dei personaggi.
Ho apprezzato l’interpretazione di Michael Hajiantonis, che dona la voce da detective hardboiled a John Morley. Nei sottotitoli ho notato alcuni errori di battitura, come Bloomsbury Manor che in più occasioni diventata Blomsbury Manor.

Un’investigazione conclusa
Sul fronte narrativo, The Last Case of John Morley offre una trama intrigante e un mistero veramente soddisfacente da risolvere. Ci sono tante incertezze tecniche che avrebbero avuto bisogno di una cura maggiore, così come per le animazioni.
Secondo me Indigo Studios, risolti gli scogli tecnici e trovata una formula ludica più accattivante e in grado di mettere alla prova le capacità deduttive del giocatore, potrebbe avere molto da offrire nella scena dei titoli investigativi a tinte noir.
Personalmente consiglio questo titolo agli appassionati del genere. Offre sì un’esperienza poca longeva, ma compensa con un prezzo decisamente contenuto!

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