Il titolo Martyr di Warhammer 40,000: Inquisitor è già approdato diversi mesi prima sulla piattaforma Steam e a distanza di poco è finalmente giunto anche su PlayStation 4 e l’ultima arrivata di casa Microsoft. Il titolo è curato da NeocoreGames che c’ha regalato ai tempi il titolo dedicato al cacciatore di vampiri Van Helsing, che purtroppo non splendeva di una gran luce, a causa del suo comparto tecnico molto scarno, oltre che l’ultimo capitolo era afflitto da seri problemi di stabilità generale.
Siamo sinceri, siamo partiti con un po’ di diffidenza verso il titolo, perché la Software House che se n’è occupata non ha mai dimostrato la volontà di cambiare, di voler migliorare la qualità dei propri prodotti. Quando abbiamo installato sulla nostra console eravamo pronti al peggio, ma nonostante tutto, i ragazzi di NeocoreGames sono riusciti a riscattarsi in parte, guadagnandosi un poco di fiducia da parte nostra, facendoci sperare per il futuro della casa produttrice. Quella da noi provata è ovviamente la versione per Console, nella fattispecie andremo ad analizzare quella per PlayStation 4, che abbiamo fruito sulla versione PRO.
Mi ricordi un certo titolo…
Tecnicamente Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr è in tutto e per tutto un Vanhelsing in salsa Space Marine, mischiando ovviamente i classici elementi che hanno contraddistinto da sempre il titolo di punta di Blizzard – che a breve arriverà pure su Switch – ovvero: Diablo. Quindi, se avete giocato uno dei titoli sopracitati, avrete ben chiaro cosa vi aspetta una volta avviato il titolo, ma noi andremo ad analizzare il tutto con calma in questa recensione.
Non abbiamo un luogo ben preciso da esplorare, questo perché il generatore procedurale ci permetterà di scegliere un pianeta che andrà a creare una mappa unica e donandoci così un esperienza “diversa” dagli altri giocatori in base a quello che ci verrà proposto lungo il nostro cammino. Bisogna però dire che le mappe generate non hanno una gran “vastità” di zone, sono spesso molto concentrate e piccole, ma questo fa si che non siano dispersive, rendendo alta così la voglia di esplorazione e ricerca. Nonostante sia presente una narrazione di fondo, questa non è importante, perché giunti al sistema Caligari, avremo a disposizione le mappe procedurali che abbiamo poc’anzi citato, rendendo la campagna per giocatore singolo solo un grande “tutorial” per introdurci in questo mondo di gioco.

La scelta per un esperienza unica
Scegliere la classe è importante, questo determinerà la nostra esperienza in modo molto significativo, donandoci una tipologia di gioco unica. Abbiamo a disposizione l’Assassina del Culto della Morte che si basa principalmente sull’effettuare i danni a lungo tempo, poi lo Psionico che è praticamente l’attaccante più forte ma che è debole alla resistenza dei danni e infine il Crociato dell’Ecclesiarchia, il tank del gruppo che si basa principalmente di colpire il nemico, resistere ai danni e quando possibile, prendersi quest’ultimi per l’intero gruppo.

L’albero delle abilità è composto da skill che è possibile sbloccare investendo i punti fin dall’inizio e in quelle che costringono al giocatore ad effettuare determinate azioni per renderle disponibili. Possiamo assicurarvi che la gestione di quest’ultime è piuttosto strutturata bene, questo perché è anche possibile effettuare un reset delle abilità qualora l’albero intrapreso non riesce a dare i frutti desiderati. Certo, bisogna dire che per effettuare un Reset il gioco richiede un caro prezzo, ma quantomeno non si è costretti a dover riaffrontare orde di nemici con un personaggio creato da zero.

Ammonimento da ripetitività
Allo stato attuale il gioco soffre di una certa ripetitività, ma che potrebbe essere colmata da un costante supporto da parte di NeocoreGames. Il problema principale è capire se gli sviluppatori manterranno la promessa di espandere le stagioni con nuovi nemici, mappe e contenuti che possano interessare e spingere il giocatore a usufruire della produzione per lungo tempo come il titolo di Blizzard, che purtroppo non possiamo fare a meno che citare spesso perché è il massimo contendente in questo campo di “battaglia”.

Bene ma non benissimo
Il comparto grafico per quanto sia molto accattivante, a lungo andare si riesce a intravedere una certa ripetitività di palette di colori, sempre molto grigi scuri, con i nemici che non si riescono quasi a distinguare dagli NPC. Per quanto riguarda il comparto luce, siamo rimasti soddisfatti da come quest’ultime sono state gestite, il tutto è adornato da degli effetti particellari che donano una spettacolarità incredibile. Si poteva fare qualcosa in più per il comparto audio, che non rientra tra le cose di spicco della produzione. Altra critica che va sicuramente mossa è agli innumerevoli bug che abbiamo riscontrato durante le nostre ore di gioco, fra tutti l’applicazione che crasha nei momenti più concitati. Nonostante il gioco è stato fruito su una PlayStation 4 Pro, abbiamo riscontrato spesso dei cali di framerate ingiustificabili, in zone dove l’azione era piuttosto calma e gli effetti a torno a noi non erano così pesanti da far crollare la struttura, per questo ci auguriamo che gli sviluppatori prendano provvedimenti con una patch correttiva.

Commento Finale
I ragazzi di NeocoreGames si sono guadagnati un pizzico della nostra fiducia, questo perché Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr è un titolo piacevole da giocare, nonostante abbiamo diverse pecche che ne minano l’esperienza e che non lo rendono tra i videogiochi che assolutamente vanno giocati. Il nostro augurio è quello che gli sviluppatori riescono a supportare a dovere il titolo con queste stagioni che sono state promesse, ma principalmente che riescano a limare tutti quei problemi che al momento il gioco soffre, rendendo l’esperienza più godibile per un pubblico più esigente. Noi vogliamo dare un voto discreto alla produzione, vogliamo fidarci delle parole dei ragazzi che hanno investito sul gioco, quindi, sicuramente torneremo a parlare nuovamente in futuro del gioco, per fare il punto della situazione.
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Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr
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Voto - 7/107/10
Riassumendo
I ragazzi di NeocoreGames si sono guadagnati un pizzico della nostra fiducia, questo perché Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr è un titolo piacevole da giocare, nonostante abbiamo diverse pecche che ne minano l’esperienza e che non lo rendono tra i videogiochi che assolutamente vanno giocati. Il nostro augurio è quello che gli sviluppatori riescono a supportare a dovere il titolo con queste stagioni che sono state promesse, ma principalmente che riescano a limare tutti quei problemi che al momento il gioco soffre, rendendo l’esperienza più godibile per un pubblico più esigente. Noi vogliamo dare un voto discreto alla produzione, vogliamo fidarci delle parole dei ragazzi che hanno investito sul gioco, quindi, sicuramente torneremo a parlare nuovamente in futuro del gioco, per fare il punto della situazione.


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