Recensioni

Wild Hearts – Recensione

Condividi

Quando ho visto Omega Force unirsi a Electronic Arts per un progetto come Wild Hearts, il mio hype è salito alle stelle, soprattutto perché quello che veniva mostrato era una produzione che poteva tenere testa sulla carta al colosso di Capcom: Monster Hunter.

Ho avuto il piacere di giocare al titolo con qualche giorno di anticipo grazie al Xbox Game Pass Ultimate che comprende il servizio di EA Access. Non mi sono sentito di dare un giudizio affrettato dopo la prima settimana di gioco, soprattutto perché si tratta di un prodotto che contiene all’interno un quantitativo spaventoso di attività secondarie e primarie.

A distanza da quasi un mese dalla sua uscita, posso finalmente dire la mia sul gioco, dopo averlo analizzato per diverso tempo. Vi dico cosa ne penso in questa recensione!

Le maestose creature

Il nostro cacciatore si trova a vagare, alla ricerca delle tracce dei mostruosi Kemono. Temuti da molti, ormai quasi nessuno ricorda il perché queste creature stanno minacciando il mondo seminando distruzione ovunque.

Le creature ormai vagano per tutta la terra di Azuma, dove pian piano si estendono conquistando le terre che una volta erano degli umani. Una delle prime cose che ci verranno dette è che i Samurai hanno dovuto abbandonare la propria terra, lasciandola in balia dei mostri per via di una guerra, chiamati così a proteggere il proprio regno. 

Per chi ha giocato Monster Hunter World o Rise, sa benissimo che la trama negli hunting game è sempre stata di contorno. Per quanto riguarda Wild Hearts non è proprio così, anzi la narrazione è uno degli elementi più importanti della produzione, soprattutto perché conosceremo tantissimi personaggi chiave che saranno caratterizzati anch’essi da un background molto delicato e profondo.

Spesso anche il modo con cui ci relazioneremo con i vari personaggi cambierà il dialogo, a mio avviso si tratta di una scelta molto piacevole.

Attrezzi da guerra

Tutte le nostre abilità si baseranno sull’utilizzo dei potenti Karakuri, dei meccanismi che potremo evocare utilizzando l’apposito quantitativo di potere.

Sarà possibile recuperare del filo per l’evocazione dei Karakuri molto facilmente, dato che questo è possibile trovarlo dalle rocce o effettuando del semplice gathering in mezzo alla natura che ci circonda. Questa nuova abilità ci permette di combinare i Karakuri in diversi modi, dato che si suddividono in tre categorie: semplici, del drago e combinati.

Partendo da quelli semplici, questi si sbloccheranno con la storia principale. Ci permetteranno di evocarli in maniera semplice dall’apposito menù rapido, dandoci la possibilità di combinarli insieme alle nostre combo per evadere da un attacco nemico o creare una barriera per evitare di essere attaccati.

Questi Karakuri possono essere combinati, in base alla disposizione daremo vita a un nuovo attrezzo, come ad esempio un martello che darà un colpo decisamente letale al nostro nemico se ben piazzato.

Un vasto mondo

Le missioni all’interno di Wild Hearts sono veramente tante, si suddividono anche in base ai Kemono che andremo ad affrontare. Cacciare più volte la stessa tipologia di nemico ci permetterà di ottenere più materiale da quest’ultimo, che poi ci tornerà utile soprattutto per forgiare la sua armatura.

Spesso sarà richiesto di sconfiggere lo stesso mostro almeno tre o quattro volte. La campagna principale richiede trenta ore per essere portata a termine, se non ci si sofferma troppo nelle missioni secondarie.

Ho trovato l’esperienza con il gioco molto più appagante di quella di Monster Hunter in alcune parti di gioco, soprattutto perché i mostri hanno un pattern molto diverso rispetto al titolo di Capcom.

Una volta che li porteremo vicini alla morte, possiamo ammirare la versione “Furia” del nostro nemico, che si scaglierà con molta più violenza verso di noi, cambiando spesso il pattern di attacco. La cosa più appagante della caccia è che per completare una missione bisognerà stare attenti alle debolezze e all’approccio scelto. 

In coop è più divertente!

Ho avuto la fortuna di poter giocare il titolo in compagnia anche di Darkenral87, grazie al cross-play dato che lui giocava da PlayStation 5. Posso confermarvi che nella modalità cooperativa il titolo offre un alto livello di sfida, ma allo stesso tempo risulta molto più divertente e appagante. Un altro pregio della modalità online è la possibilità di giocare la storia interamente con un amico, proseguendo così entrambi e mantenendo i progressi.

Bellezze nipponiche

Ho apprezzato anche la grande varietà delle armi che ci offre il gioco, che potremo cambiare ogni qualvolta che torneremo nell’hub principale. Quest’ultimo gioca un ruolo fondamentale, perché ci permetterà di accettare i compiti secondari, di migliorare il nostro equipaggiamento o semplicemente cambiare l’aspetto del nostro personaggio.

I paesaggi che ci offre Azuma sono veramente mastodontici, ma soprattutto ho apprezzato che il gioco ci permette di cambiare diverse aree, tutte diverse tra loro.

Purtroppo a venire meno è l’engine grafico, non proprio al passo con i tempi, che offre delle texture poco curate e dettagliate. Ho provato il titolo sia su Xbox Series X che su Series S. Sulla prima i cali di framerate sono molto di rado, mentre sulla seconda si verificano più frequentemente, cosa che potrebbe fare desistere dal comprare i giocatori della versione lite della console di Microsoft.

Commento Finale

Per il momento Wild Hearts si è rivelato un gran bel gioco, una valida alternativa al colosso di Capcom. Mi sono divertito molto a distruggere e cacciare tutti i mostri presenti nel gioco, e non vedo l’ora di poter esplorare Azuma con i nuovi contenuti previsti nel corso dell’anno. Mi sento in dovere di consigliarlo a tutti i fan degli Hunting Game!

Wild Hearts
  • 8/10
    Voto - 8/10
8/10

Riassumendo

Wild Hearts si è rivelato essere un ottimo titolo, una degna alternativa alla celebre serie di Capcom. Il suo unico problema risiede nel framerate non sempre stabile, soprattutto nella versione per Xbox Series S.

Condividi
Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

Lascia un commento

Seguici sui social!

Roll 'n' PlayNotizie, recensioni e approfondimenti ogni giorno.
Articoli correlati

The Duskbloods è una sorpresa inaspettata

Quando è stato annunciato The Duskbloods non sapevo quali sentimenti provare. L’ambientazione...

GTA 6 Jason Lucia

Cinque videogiochi che aspetto nonostante l’arrivo di GTA 6

Grand Theft Auto VI ha scosso l’industria videoludica fin dal suo annuncio,...

BRIGANDINE ABYSS

BRIGANDINE ABYSS – Recensione

Quando si parla di JRPG strategici si entra in un campo molto...

DRAGON BALL: Sparking! ZERO – Super Limit-Breaking NEO – Recensione

Dopo aver apprezzato tutto ciò che aveva da offrire il gioco base,...