Ho avuto il piacere di mettere le mani su INDIKA nella sua versione per PlayStation 5, uscita il 17 maggio. Il gioco era già stato rilasciato il 2 maggio su PC, riscuotendo un ottimo successo. Confesso che quando fu annunciato, non avevo ben compreso la natura e la qualità del gioco a causa del trailer molto criptico.
Posso già anticipare che è stato un gran piacere occuparmi della produzione di Odd Meter, che ha saputo stupirmi fino alla fine. Dopo averlo completato e persino platinato, sono pronto a raccontarvi l’esperienza che ho vissuto in compagnia di Indika in questo oscuro e tenebroso viaggio!

Il miglior amico del male
Ci troviamo alla fine del XIX secolo, in una Russia dove la religione è quasi l’unica ancora di salvezza per molte persone. Noi impersoniamo Indika, una ragazza costretta a diventare suora e a vivere in compagnia di altre che hanno deciso di percorrere lo stesso cammino.
Il problema, però, è che lei non vive in tranquillità in convento: la sua coscienza è in continua lotta contro la voce del Maligno, che incarna i pensieri più oscuri della ragazza. Per tutta la durata del gioco quella voce è lì, pronta a servirci l’amara verità nelle situazioni che ci si parano davanti.
Le stesse fedeli che abitano il convento in cui si trova la ragazza sono tutt’altro che “pure”. A lei toccano i compiti più nefasti e viene trattata come una reietta. La religione è un potere potente all’interno del mondo di INDIKA. In ogni parte che esploriamo c’è un elemento o una presenza che richiama alla Chiesa. L’imposizione sulla protagonista di non poter mostrare i suoi capelli e di non poter rimuovere il vestito nemmeno per dormire fa capire al giocatore quanto la Chiesa possa essere brutale e quanto potere abbia sui suoi fedeli.
A causa di un evento nella storia, la ragazza viene mandata fuori dal monastero per consegnare una lettera. Da questo punto in poi parte l’intera vicenda, portandoci a vivere esperienze fuori dall’ordinario per Indika. Durante il viaggio incontriamo personaggi importanti, tra cui Ilya, che ha un ruolo significativo nella storia. Quello che la produzione di Odd Meter vuole raccontare non è solo il viaggio di una fedele la cui fede viene messa a dura prova, ma è anche una grande critica alla Chiesa e ad alcuni dei suoi modus operandi.

Varietà non indifferente
Non lasciatevi ingannare: non si tratta solo di un titolo in cui dovremo camminare per lunghe distese. Il gioco ci richiederà di risolvere diversi rompicapi che si presenteranno sul nostro cammino, e per farlo dovremo utilizzare la nostra Indika che, grazie alla sua astuzia, riuscirà sempre a trovare una soluzione.
In varie parti del gioco ci verranno mostrati dei flashback del passato della ragazza, ma la caratteristica più peculiare è che saranno in 2D a 16bit. Molte sequenze nel passato ci chiederanno di sfruttare il platforming, mentre in altre dovremo riuscire a raccogliere tutte le monete come se fossimo in Pac-Man. Il mio preferito rimane quello delle rane, dove dovremo muoverci con tempismo sentendo la musica per non finire in acqua. Si tratta di sequenze che aiutano a variare il ritmo di gioco.

Una rivoluzione
Il viaggio della protagonista è molto più profondo di quanto possa sembrare, andando oltre la critica alla Chiesa. Noi, nel ruolo di Indika, la vedremo maturare, dovremo accettare il suo passato così come le scelte che le sono state imposte dagli altri. Arriveremo a un punto in cui comprenderemo meglio la protagonista e vedremo una sua maturazione, poiché sarà costretta a cambiare a causa degli eventi che si susseguono.
Il gioco non mira a spaventarci e non cerca di farlo in nessun modo. L’unico nemico presente in tutto il gioco è uno, e anche la sua presenza è piuttosto breve. L’esperienza di gioco si basa interamente sui dialoghi e sui puzzle ambientali, ma soprattutto sulla comprensione dei pensieri della giovane suora.

Videoludicamente differente
In alcune sezioni di gioco è possibile avvertire quasi una presenza oscura, a causa di alcune figure che si aggirano sullo sfondo, ma che non interagiranno mai con noi in alcun modo. Alcuni luoghi sono suggestivi e, grazie alla loro estetica, ci fanno intendere alcuni eventi oscuri del passato.
Devo dire che i due personaggi principali del gioco sono ben scritti, riescono a tenere in piedi un’intera opera in modo interessante. La storia non dura molto: in quattro ore si riesce a completare il racconto ottenendo anche tutti i trofei.
A schermo avremo dei punti che ci permetteranno di migliorare una sorta di albero delle abilità. In realtà, più volte ci viene detto che questi punti non servono a nulla e che è solo una perdita di tempo. Anche la stessa voce maligna che sentiamo ci dirà che è una perdita di tempo, o addirittura, alcune volte, la sentiremo emettere dei versi di disappunto quando ne otterremo qualcuno accendendo a un quadro religioso.
Si tratta di un concetto inserito dagli sviluppatori per ingannare i giocatori, nonostante fin dall’inizio ci venga detto che non servono a nulla. Allo stesso tempo, spinge in modo istintivo a migliorare la nostra protagonista attraverso quei punti, nonostante si sappia già che non serviranno a nulla. Come dicevo, il gioco ci prende in giro a causa di questi punti ed è un modo per superare la barriera tra il videogioco e il giocatore e rompere così la quarta parete.

Un lato tecnico angelico
Il viaggio di Indika è accompagnato da un comparto grafico piuttosto belle da vedere. Nonostante qualche texture poco curata nell’ambiente, alcuni scorci sono davvero suggestivi. Alcune scene sembrano quasi abbracciare la monocromia nei colori, grazie a dei giochi di luci e ombre che rendono unico il prodotto.
Complimenti anche ai doppiatori Inglesi che hanno svolto un lavoro eccellente nell’interpretare i due personaggi principali. Sono sempre molto espressivi ed esaltano in modo impeccabile le scene più importanti della storia. Anche la pixel art delle parti nel passato hanno uno stile unico e molto bello da vedere.

Benedizione finale
Per me, Indika è stata un’esperienza inaspettata e ho apprezzato molto la storia. Offre un viaggio unico e si distingue con uno stile differente dalla massa. Si tratta di un’esperienza videoludica che rimarrà impressa nei vostri cuori se saprete apprezzare questo tipo di storia.
Peccato per alcune incertezze tecniche, come alcuni bug verso la fine del gioco che richiedono di iniziare da capo l’intero livello. Per il resto, è un prodotto che mi sento di consigliare!
INDIKA
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Voto - 8/108/10
Riassumendo
Indika si è rivelato un viaggio sorprendente che mi ha catturato fin dall’inizio. La sua narrativa unica offre un’esperienza videoludica che si distingue dalla massa, abbracciando uno stile diverso e coinvolgente. Se siete appassionati di storie avvincenti, Indika non vi deluderà. Tuttavia, è difficile ignorare alcuni difetti tecnici.



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