Ci sono produzioni sviluppate da piccoli team che offrono un’esperienza interessante: tra queste sicuramente rientra Awaken – Astral Blade, che fa parte del PlayStation China Hero Project. Per chi non lo sapesse, si tratta di un programma in cui Sony offre supporto da parte di esperti della loro sede a Shanghai. Tra i vari partner coinvolti nella collaborazione ci sono anche Epic Games e Criware. Cosa comporta ciò? PlayStation finanzia lo sviluppo di tutti i progetti promettenti e permette agli sviluppatori di trovare il giusto publisher; inoltre, il marketing è curato direttamente da PlayStation.
Personalmente, sono felice di aver potuto mettere le mani su un progetto finanziato da questo programma, perché è sempre bello vedere degli sviluppatori realizzare il loro grande sogno di pubblicare un gioco!

Missione di salvataggio
La narrazione inizia quando Tania, una creazione bio-ingegnerizzata del Dr. Herveus, viene inviata a cercare una squadra investigativa che, durante una missione nella foresta pluviale dell’Isola Horace, è scomparsa. Ciò che troveremo al nostro arrivo è una minaccia oscura e sinistra, la cui identità è ignota. Le minacce presenti all’interno del gioco sono per lo più naturali, con una sorta di bioma pronto ad aggredirci ad ogni passo falso. Man mano che avanzeremo nelle rovine, troveremo i vari membri dispersi della squadra, alcuni dei quali sono in condizioni gravi.
Ci accorgeremo che il mistero è più fitto di quanto pensiamo e che alcune rovine ci parlano di creature malevole.
A livello narrativo, il gioco non è tra i più originali: il pretesto è molto semplice, ma riesce a funzionare. La cosa che ho apprezzato di più è come ogni ambientazione si sposi bene con il contesto narrativo, così come le battaglie con i boss. La storia della protagonista viene raccontata man mano che avanziamo, ma molte informazioni sul mondo di gioco possono essere apprese prevalentemente dai documenti sparsi.

Combattimento adrenalinico
Posso dire con certezza che il fulcro dell’esperienza di Awaken – Astral Blade è il sistema di combattimento. Avremo a disposizione molte combo, che potremo ampliare man mano che avanzeremo nei livelli e apprenderemo queste dall’albero delle abilità. Avremo la possibilità di effettuare parate per proteggerci dai nemici e sfruttare i nostri poteri per potenziare l’offensiva. Personalmente, ho trovato l’albero delle abilità molto valido, specialmente per la vastità delle tecniche presenti. Alcuni dei poteri della protagonista possono essere ottenuti solo avanzando nella trama principale o imboccando un percorso secondario. Come hanno già confermato gli sviluppatori, l’ispirazione a Castlevania è molto evidente fin dai primi minuti di gioco, anche se il titolo riesce ad avere una sua personalità.
Nonostante inizialmente i combattimenti possano sembrare molto semplici, avanzando i nemici diventeranno sempre più spietati e temerari. Posso confermare che i primi boss sono stati abbastanza facili da sconfiggere, ma, man mano che si progredisce, presentano una difficoltà nettamente superiore alle aspettative. C’è da dire che la difficoltà più alta è sbloccabile solo completando una volta la storia. Le scelte che faremo nel corso del gioco influenzeranno il corso della storia e determineranno il finale. Per questo motivo, il titolo offre una vasta rigiocabilità in termini di contenuti. Tuttavia, non ho apprezzato il riciclo di alcune ambientazioni e di espedienti narrativi, che a lungo andare risultano troppo ripetitivi. Non aspettatevi una struttura complicata: il gioco è piuttosto lineare e difficilmente vi perderete durante l’esplorazione.
Nel corso dell’avventura potremo sbloccare nuovi costumi per Tania: questi ci permetteranno di ottenere potenziamenti differenti, in modo da personalizzare al meglio la nostra build. Ovviamente, ciascuno di essi ha dei requisiti di sblocco, che non voglio anticiparvi per non rovinarvi l’esperienza.

Esteticamente non originale
Dal punto di vista estetico, il gioco è gradevole da vedere, soprattutto per il design dei personaggi, che è in pieno stile anime. La fusione degli elementi moderni con quelli delle rovine, in alcuni frangenti, stona, perché alcuni oggetti sembrano essere posizionati senza un senso logico, ma solo per riempire lo spazio. Ciò non toglie che non manchino momenti piacevoli, poiché Awaken – Astral Blade offre molte ambientazioni belle da vedere e da esplorare. Purtroppo, non si tratta di qualcosa di originale: il sentore che ho avuto durante la mia esperienza è che fosse qualcosa di già visto e poco ispirato.
Per quanto riguarda i concept art e i ritratti dei personaggi, sono rimasto piacevolmente colpito. Dal punto di vista della localizzazione, il gioco è doppiato in inglese, e ho trovato alcune voci poco adatte ai ruoli ricoperti. È lodevole la volontà del team di tradurre il gioco in quante più lingue possibile, e tra queste c’è anche l’italiano. Tuttavia, la traduzione italiana soffre di alcuni errori grammaticali e di caratteri speciali che non vengono visualizzati correttamente nel box del dialogo.

Commento Finale
L’esperienza con Awaken – Astral Blade è stata molto piacevole. Ho avuto modo di giocare al titolo nella sua versione PC, ottenendo ottime performance. La storia non è originale e non vuole esserlo. Al contrario, abbiamo un sistema di combattimento ben elaborato e molto divertente. Il gioco soffre di alcuni bug fastidiosi, come colpi invisibili da parte dei nemici.
Nonostante tutto, si tratta di un gioco divertente, ma che purtroppo non riesce a essere originale in tutto. Lo consiglio a chi cerca un sistema di combattimento tecnico e dinamico, divertendosi con le tante combo!



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