Editoriali

Painkiller è un titolo inaspettato e divertente

Condividi

Ammetto che, quando annunciarono Painkiller, non sapevo ancora se sarebbe stato un titolo nelle mie corde, perché dal trailer c’era sempre qualcosa che non mi convinceva. Eppure, dopo diverse ore di gioco, tra partite stellari e altre decisamente fallimentari, posso dire che mi sbagliavo. In questo articolo vi spiego come questo reboot di Painkiller sia riuscito a convincermi, ma soprattutto a divertirmi, nonostante non rientri tra le produzioni più originali degli ultimi tempi!

Painkiller è un titolo inaspettato e divertente

A casa dei demoni

Ci troviamo nel Purgatorio, dove quattro condannati sono bloccati a vita in questo reame. Eppure a ciascuno di loro viene data un’opportunità per redimersi: devono sconfiggere Azazel, uno dei demoni più potenti mai esistiti, pronto a invadere la Terra per spazzarla via una volta per tutte.
Di fondo la trama si basa solo su questo, e i quattro personaggi racconteranno ben poco della loro storia personale, ma a un certo punto del gioco non ci importerà nemmeno più. Il titolo non punta a una storia d’impatto: Painkiller vuole far parlare il suo gameplay.

Durante la storia ci troviamo ad affrontare delle missioni, divise in biomi. Già nelle prime ore impareremo a conoscerli bene, dato che il titolo è pensato per essere rigiocato più volte, così da ottenere sempre più risorse per potenziarci. Ammetto che le partite in modalità cooperativa sono state molto divertenti, anche durante gli scontri con orde di nemici infinite. Esiste anche una modalità che offre livelli generati, anche se purtroppo in una manciata di ore esaurisce la sua varietà.

Painkiller è un titolo inaspettato e divertente

Divertente, ma con criticità

Quello che mi ha colpito di Painkiller è proprio la semplicità con cui l’azione prende forma, perché basta poco per ritrovarsi dentro una lobby online accompagnato da altri giocatori pronti a darci manforte. Ogni personaggio ha le sue abilità ed è bello vedere questo riflettersi sull’andamento della partita, traendo vantaggio dalle classi presenti. A tutto questo si aggiungono dei bonus che possiamo usare, quelli dei tarocchi, che però si bruciano alla fine di ogni partita se moriamo. Possiamo ripristinarli spendendo monete, oppure ottenerne di nuovi.

Per quanto affrontare le orde dei nemici possa essere appagante per un primo periodo, purtroppo non ho apprezzato la ripetitività dei nemici. Anche l’intelligenza artificiale non sempre gioca a favore della produzione: spesso i nemici più potenti sono facili da aggirare con tattiche davvero blande.
Purtroppo il gioco non è esente da difetti, perché alcune volte mi sono ritrovato bloccato durante le missioni e spesso, per sbloccarmi, dovevo finire a terra.

Painkiller è un titolo inaspettato e divertente

In conclusione…

Sì, posso dire che Painkiller è un titolo molto divertente, anche perché è facile entrare in combattimento senza troppe configurazioni. L’immediatezza è sicuramente un fattore che gioca a favore della produzione. L’unico neo, però, risiede in una ripetitività di fondo.
Eppure, nonostante le miriadi di uscite, è riuscito a strapparmi qualche ora di divertimento nel fare a fette orde di demoni!

Condividi
Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

Lascia un commento

Articoli correlati

The Duskbloods è una sorpresa inaspettata

Quando è stato annunciato The Duskbloods non sapevo quali sentimenti provare. L’ambientazione...

GTA 6 Jason Lucia

Cinque videogiochi che aspetto nonostante l’arrivo di GTA 6

Grand Theft Auto VI ha scosso l’industria videoludica fin dal suo annuncio,...

BRIGANDINE ABYSS

BRIGANDINE ABYSS – Recensione

Quando si parla di JRPG strategici si entra in un campo molto...

DRAGON BALL: Sparking! ZERO – Super Limit-Breaking NEO – Recensione

Dopo aver apprezzato tutto ciò che aveva da offrire il gioco base,...