Come ogni anno, l’appuntamento con Call of Duty è sempre puntuale, pronto a tornare con un nuovo capitolo. Dopo aver analizzato l’ottimo Call of Duty: Black Ops 6, il team di Raven Software, insieme a Treyarch, si lancia nuovamente sulla scena. Questa volta parliamo di Call of Duty: Black Ops 7, che riprende elementi visti nel secondo capitolo targato Treyarch, partendo da quanto accadde a Raul Menendez.
Quest’anno però Call of Duty si trova davanti a un grande ostacolo: è uscito un rivale molto agguerrito come Battlefield 6. Dopo aver analizzato la campagna, la modalità Zombie e il multiplayer, sono pronto a parlarvene nel dettaglio!
Call of Duty: Black Ops 7
Sviluppatore: Treyarch, Raven Software
Distributore: Activision Blizzard
Piattaforme: PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S
Data di uscita: 14/11/2025
L’odissea di Mason
Il gioco si piazza dopo quanto raccontato in Black Ops 2. All’inizio vediamo Raul Menendez sul grande schermo mentre sostiene di essere ancora vivo e di essere pronto con la sua contromossa. La Gilda muove le fila di questo filmato, un gruppo multinazionale che minaccia la stabilità del mondo e che punta a diventare sempre più forte, gettando tutto nel caos più totale. Noi, nei panni di David Mason, entriamo in azione insieme alla nostra squadra, cercando di capire da dove arriva il segnale e come possiamo contrastarlo. Ad accompagnarci nella missione ci sono Mike Harper, Eric Samuels e Leilani Tupuola (chiamata anche 50/50). Scopriamo che Emma Kagan, CEO della Gilda, muove le fila.
La narrazione di Call of Duty: Black Ops 7 punta soprattutto sui traumi del passato dei personaggi, soprattutto quelli di David Mason. Un misterioso gas rosso sconvolge le loro menti, costringendo i protagonisti a vivere forti allucinazioni e a rivivere momenti del passato o addirittura i traumi di altri personaggi iconici della serie. Dal punto di vista della caratterizzazione, anche se David Mason funziona come personaggio, il gioco non riesce a dare a tutti la giusta enfasi. A fine narrazione ci rendiamo conto che non sappiamo molto nemmeno del cattivo e che le motivazioni dietro ciò che accade risultano fin troppo blande.
La parte meglio riuscita della campagna principale arriva quando esploriamo il passato dei personaggi, perché oltre a conoscere meglio alcuni di loro (altri meno), riviviamo alcune delle scene che hanno reso Black Ops una delle serie più amate.
Possiamo affrontare la storia in cooperativa, anzi consiglio di giocarla proprio così. Se scegliamo di affrontarla da soli, il gioco non inserisce compagni guidati dai bot, e questo rende alcune interazioni davvero bizzarre. Da questo punto di vista gli sviluppatori commettono un grosso errore, perché la storia senza gli altri personaggi non funziona bene e non riesce a mantenere nemmeno il flebile filo che la sorregge, cosa che invece avviene giocandola in cooperativa.

Riuscito a metà
Una delle principali cose che ho apprezzato riguarda sicuramente i potenziamenti e le abilità dei personaggi. Durante la storia riceveremo delle casse dalle quali otterremo strumenti come il rampino oppure il super salto, che ci permettono di raggiungere alture altrimenti irraggiungibili. A livello strutturale questa opzione funziona davvero bene: spesso ci troviamo davanti ondate di nemici e dobbiamo scegliere quale potenziamento può aiutarci in battaglia. Se questo non bastasse, possiamo contare anche su un’abilità secondaria, che troveremo sempre dentro le casse, come un lanciagranate o altre abilità ancora più letali.
Il gioco propone una struttura lineare, ma non troppo. In alcune missioni esploriamo una mappa intera e possiamo scegliere l’approccio da adottare in base alla situazione. Alcune missioni possono essere affrontate anche in modalità stealth, se ci coordiniamo con i nostri compagni. La varietà non manca, peccato però che la longevità non accompagni questa ricchezza. Per completare la narrazione servono cinque ore, con un finale a dir poco frettoloso.
Una volta terminati i titoli di coda, il gioco ci getta nell’Endgame. Torniamo nella mappa di Avalon, con un mondo aperto da esplorare e scoprire. Abbiamo diverse missioni da affrontare e le zone presentano vari gradi di difficoltà. Nel frattempo il personaggio che utilizziamo sale di livello e progredisce. Si tratta di una modalità divertente, ma non riesce pienamente nel suo intento, perché dopo una manciata di ore la ripetitività finisce per farsi sentire.

Modalità Zombie e Multiplayer
Con Call of Duty: Black Ops 7 torna ciò che abbiamo visto nel secondo capitolo: TranZit. Ci troviamo in una prima zona dove affrontiamo ondate di nemici, fino a sbloccare nuove armi e soprattutto la macchina. Come accadeva nel secondo capitolo, non abbiamo una sola zona, ma molte di più, e ognuna contiene qualcosa che ci permette di ottenere nuove opzioni. In questo capitolo gli sviluppatori introducono anche una sorta di storia per questa modalità, una sequenza di scontri che ci porta fino al boss. Ho apprezzato molto anche il cast dei personaggi presenti, alcuni dei quali rappresentano dei volti noti per i fan.
Per quanto riguarda il multiplayer, Call of Duty: Black Ops 7 dà il meglio di sé. Il gunplay è funzionale, soprattutto perché, rispetto a quanto mostrato nelle fasi della beta, gli sviluppatori lo hanno migliorato notevolmente. A tutto questo si aggiunge anche una nuova modalità chiamata Schermaglia, dove quaranta giocatori si affrontano. Il numero di mappe risulta finalmente considerevole e rende l’esperienza multiplayer la migliore degli ultimi anni nella serie.

Tecnicamente qualche inciampo
Dal punto di vista estetico, Call of Duty: Black Ops 7 fa un ottimo lavoro e offre un set di animazioni decisamente convincenti. Anche i filmati in CGI risultano spettacolari e cinematici nel vero senso della parola, peccato però che non trovano una narrazione degna che li accompagni. Gli effetti visivi migliorano rispetto al passato e i 60 fps rappresentano il punto forte della produzione.
Ho apprezzato il doppiaggio in Italiano, ancora una volta convincente e soddisfacente. Anche la colonna sonora include dei pezzi memorabili.
Purtroppo il gioco soffre di alcuni bug tutt’altro che banali: spesso, se durante il caricamento di una missione della campagna un utente si scollega, il gioco va in loop e rimane bloccato nella schermata, costringendoci a riavviare.

Commento Finale
Posso dire con certezza che Call of Duty: Black Ops 7 è un buon prodotto, ma purtroppo non è stato supportato da una campagna all’altezza delle aspettative. Dopo un sesto capitolo decisamente più convincente, la narrazione di questo nuovo appare fin troppo sopra le righe e che a fine della sua durata non lascia nulla, se non domande. In compenso è presente un comparto multigiocatore solido, accompagnato da una modalità Zombie di ottima fattura.

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