Ci sono titoli che, nonostante passino tanti anni, rimangono impressi nel cuore. Sicuramente Halo è tra questi, un gioco che ha segnato la storia degli sparatutto, accompagnando generazioni di videogiocatori grazie al suo iconico stile e gameplay, dalla prima Xbox fino ad arrivare a Xbox Series X|S. Non siamo davanti al primo rifacimento del primo Halo, ma quello che questa volta ha realizzato Halo Studios è qualcosa di ancora più grande. Partiamo dalla cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato: il debutto della serie su PlayStation 5. Questa nuova edizione è stata ricostruita interamente con Unreal Engine 5, uno dei motori attualmente più sorprendenti sul mercato.
Ho avuto il piacere di mettere le mani su Halo: Campaign Evolved con largo anticipo, completando la campagna e le missioni inedite create appositamente per questo remake!
Halo: Campaign Evolved
Di nuovo in missione
Per chi non avesse mai giocato alla serie di Halo, nel gioco interpretiamo Master Chief, un soldato modificato geneticamente appartenente al progetto SPARTAN-II. Si tratta di un’operazione nata per creare un superuomo che possa aiutare l’umanità a combattere la minaccia più tetra, i Covenant.
La narrazione prende inizio all’interno della nave Pillar of Autumn, al cui comando c’è Jacob Keyes. Viene individuato un mondo artificiale, a forma di anello, chiamato Halo. Il nostro obiettivo è quello di scappare dalla nave, essendo sotto attacco dei Covenant, e atterrare in questo mondo sconosciuto. Non lo faremo da soli, ma ci verrà affidata l’intelligenza artificiale della nave, chiamata Cortana.
Quella che effettivamente sarà la nostra missione è capire cosa si cela all’interno di questo mondo misterioso e, soprattutto, quali razze aliene lo abitino. Proprio da qui veniamo a conoscenza del fatto che non esistono solo i Covenant, ma anche altre razze sul pianeta pronte a minacciare la stabilità dell’umanità.
Il primo viaggio di Master Chief rimane ancora oggi qualitativamente epico, interessante e soprattutto coinvolgente. L’utilizzo delle nuove tecnologie ha reso la narrazione ancora più spettacolare, anche perché permette di godere di alcune sequenze cinematografiche che esaltano ancora di più la storia. Per terminare le missioni principali della campagna saranno richieste all’incirca otto ore, se esploreremo ogni angolo, offrendo livelli di varia lunghezza.

Un mondo pieno di pericoli
Una cosa che il team di sviluppo ha avuto in mente fin dagli albori del progetto era quella di non snaturare la formula del titolo originale. Abbiamo dei livelli che ci permettono di raggiungere direttamente l’obiettivo o, in alternativa, possiamo cercare dei percorsi secondari che spesso nascondono qualche armamento utile per proseguire o dei teschi. Questi non sono altro che collezionabili che funzionano da modificatori, ad esempio ce n’è uno che ci permette di attivare la modalità in terza persona nel gioco, mentre altri alterano i parametri di gioco.
Ho trovato la struttura dei livelli inalterata, fatta però eccezione per l’Archivio, che in questo rifacimento è stato strutturato molto meglio, con ondate di nemici sì, ma senza cadere nel ripetitivo. Durante alcune parti di gioco sono stati inseriti dei nuovi dialoghi, che permettono di familiarizzare di più con i personaggi di questo primo e storico capitolo. Ci sono molti più dettagli inerenti ai luoghi che esploreremo, dandoci maggiori informazioni narrative che, nell’originale, non erano contestualizzate così bene.
Tra i contenuti inediti di questa edizioni ci sono delle nuove armi, mai viste nel primo capitolo della serie. La storia può essere affrontata in modalità cooperativa locale fino a due giocatori, mentre online si può arrivare a una sessione di quattro giocatori. Il gioco supporta pienamente il crossplay e i progressi condivisi tra la versioni console e quella PC.

Un gunplay rinnovato
Dal punto di vista del gameplay, abbiamo un gunplay totalmente rinnovato. Le armi da fuoco sono molto più precise, con una distribuzione molto generosa all’interno della mappa di gioco. Imbracciare un’arma Covenant risulta molto più divertente rispetto al passato, grazie a un lavoro certosino da parte di Halo Studios nel rendere il gameplay dinamico. Anche l’utilizzo delle granate è migliorato, con esplosioni sempre più precise e decisamente più letali rispetto al passato. L’impiego dell’Unreal Engine 5 ha aiutato anche sul lato tecnico la guida dei veicoli, anche se alcune volte questi continuano a incastrarsi proprio come accadeva nei capitoli rilasciati negli anni precedenti.
Ciò che mi ha stupito più di tutto è come l’intelligenza artificiale nemica sia decisamente più agguerrita rispetto al passato. Se durante un conflitto a fuoco proveremo a cercare riparo, i nemici non se ne staranno con le mani in mano. Spesso verranno a cercarci, anche quando ci nasconderemo in un posto non facilmente raggiungibile per loro. Non sono mancate occasioni in cui finissi a terra in pochissimo tempo. A difficoltà normale ho trovato il livello di sfida soddisfacente. Le esplosioni ci buttano a terra alcune volte in maniera immediata e i colpi nemici azzerano il nostro scudo in brevissimo tempo.
Ho apprezzato molto come sono stati distribuiti i potenziamenti nei vari livelli, anche se alcune volte, nonostante li attivassi, risultava come se non li avessi utilizzati.

Una storia inedita
Una cosa che mi ha sorpreso di Halo: Campaign Evolved è la presenza di una campagna inedita. Si tratta di tre missioni composte da quattro sottocapitoli ciascuna, dalla durata di all’incirca due ore. In questa storia ci troviamo a impersonare sempre Master Chief, molto prima che la UNSC trovasse un modo per integrare un’Intelligenza Artificiale all’interno della tuta. In questa missione saremo insieme al Sergente Avery Johnson e il nostro obiettivo sarà quello di recuperare dei dati sensibili dalla nave nemica dei Covenant.
A livello narrativo si tratta di un contenuto davvero interessante, che introduce alcuni personaggi nuovi all’interno del racconto originale. Il tutto si svolge ben un anno prima degli eventi che conosciamo e faremo la conoscenza anche di alcuni nuovi soldati. La cosa che più mi è piaciuta di queste tre missioni è la varietà, perché non saremo solo all’interno della nave nemica a far fuori ondate di nemici, ma ci troveremo a un certo punto all’esterno a fronteggiare avversari ancora più ostici.
La nuova campagna è interessante, sia se giocata in giocatore singolo che in cooperativa, anche se a un certo punto le ondate di nemici si fanno sempre più ampie, quasi a voler allungare la longevità.

Tecnicamente evoluto
Senza ombra di dubbio, l’impiego di un motore come Unreal Engine 5 ha reso Halo: Campaign Evolved esteticamente spettacolare. Abbiamo le sequenze in spiaggia che mostrano un mare quasi realistico, accompagnato da animazioni impeccabili. Anche durante gli assalti, gli effetti particellari sono degni di nota, con un gioco di luci e ombre che rendono il tutto cinematograficamente spettacolare.
Purtroppo, però, spesso questa spettacolarità viene meno. Mi è capitato durante i filmati di vedere qualche piccolo scatto, come se la scena saltasse qualche frame. Durante gli scontri a fuoco non mi è capitato di avere grossi cali, fatta eccezione per due sequenze dove si sono susseguite esplosioni continue.
Per quanto riguarda il doppiaggio italiano, ho gradito molto la nuova voce di Master Chief, nonostante la nostalgia per quella originale a cui ormai da anni eravamo abituati. Il rifacimento della colonna sonora gioca un ruolo importante all’interno di questo progetto remake, dando la giusta spettacolarità a una colonna sonora entrata nella storia dei videogiochi.
Il tutto è accompagnato da un sound design di qualità, con i colpi delle armi molto più convincenti e con effetti sonori di alto livello.

Commento Finale
Dopo aver passato molte ore in compagnia di Halo: Campaign Evolved, posso dire che si tratta di un rifacimento davvero spettacolare. La cosa più interessante è anche la presenza di una campagna inedita, che offre qualcosa di completamente nuovo anche a chi il primo capitolo lo conosce a memoria. L’unico difetto di questa edizione è sicuramente la presenza di qualche piccolo problema di framerate, che fortunatamente risulta sporadico. Peccato anche per la mancanza della modalità competitiva, ma fortunatamente la cooperativa online è presente.
Mi sento di consigliare questo capitolo a tutti coloro che hanno amato il primo storico capitolo o a chi, per la prima volta, vuole avvicinarsi alla leggendaria storia di Master Chief!




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