Ci sono titoli che, nonostante non abbiano un grande budget dalla loro, hanno una grande voglia di mostrare qualcosa di differente, cercano di offrire un qualcosa di nuovo nel mercato videoludico. A mio avviso quello di BLACKWOOD rientra proprio in uno di questi casi, perché si tratta di un prodotto interessante, nonostante sia molto acerbo dal punto di vista tecnico. Già dai primi filmati si poteva benissimo vedere quanto sia ispirato ai film di John Wick, tra azione frenetica e spettacolarità con le armi da fuoco alla mano.
Per chi non lo sapesse, il gioco è diviso in tre atti, il primo è stato rilasciato oggi, il secondo vedrà la luce verso marzo 2027 e l’altro a settembre 2027. Un rilascio a mio avviso fin troppo diluito e che rischia di ritorcersi contro la produzione. Gli sviluppatori mi hanno dato accesso al primo atto, fornendomi un codice review in anticipo.
Un primo Atto acerbo, ma non cattivo…
All’interno della storia noi impersoniamo i panni di Anton, un personaggio che interpreta una doppia vita. Proprio all’inizio del primo atto ci troveremo a vivere la sua vita notturna, quella di un letale assassino. Non ci viene spiegato inizialmente perché si trova all’interno delle fogne e da chi sta scappando, sappiamo solo che dobbiamo sopravvivere e sconfiggere tutti i sicari che si parano davanti a noi, facendoli fuori. Eppure, una volta che l’alba sopraggiunge, il nostro Anton Blackwood gestisce un piccolo negozio che vende DVD a Brooklyn. Possiamo vedere che si tratta proprio di un negozio vecchio stile, con diversi film cult negli scaffali e con dei clienti da soddisfare.
A gestire il negozio non è solo, ma ha una dipendente che lo aiuta, senza la quale non sarebbe possibile tenere il negozio aperto durante la sua assenza. Da quello che ci viene detto, il protagonista è solito allontanarsi dal negozio anche durante gli orari di apertura. Eppure, a livello narrativo, il gioco trasmette molto di quell’epoca ormai persa delle avventure single player. Per quanto alcune cose risultino spesso fin troppo prevedibili e alcune scene siano dei cliché, ammetto che ho trovato del buono dentro BLACKWOOD.

La dualità
Il gameplay risulta in parte divertente, ma non senza problemi. Le sparatorie risultano poco convincenti in alcuni momenti, nonostante ci siano parti in cui, in base al tipo di uccisione che effettuiamo, possiamo vedere un’uccisione brutale, come una sorta di cut-scene al rallentatore. Aggiunge quello strato di spettacolarità che può ricordare effettivamente gli action movie di quell’epoca. Anche i combattimenti corpo a corpo alcune volte hanno qualche incertezza. L’obiettivo degli sviluppatori era quello di offrire un’esperienza cinematografica, ma allo stesso tempo divertente da giocare, e in parte ci sono riusciti.
Una cosa che mi ha sorpreso, dato che ci troviamo nel 2012 e i DVD erano molto più diffusi rispetto a oggi, è che ci sono dei collezionabili nei quali otterremo questi film e li collezioneremo. Allo stesso tempo, i film sono una parte importante del gameplay, perché la mattina, quando gestiremo il negozio, dovremo essere dei cinefili ben preparati. Ogni volta che un cliente si avvicina al bancone per comprare un DVD, oltre a scansionare i prodotti e farlo pagare, potremo scegliere di suggerirgli un acquisto in base a ciò che ha comprato. Ci viene indicato a destra quale tipologia di film gli interessa e, dalla trama di quelli che abbiamo disponibili in negozio, potremo scegliere quale suggerire. Se ci riusciremo, il cliente acquisterà il film che gli abbiamo consigliato. È importante riuscire nell’impresa, in quanto ci permette di ottenere più soldi.

Dolori tecnici
Per quanto il primo capitolo sia interessante e getti delle buone basi per convincerci a tornare per gli altri due atti, il lato tecnico è pieno di carenze. Il primo fra tutti è sicuramente il comparto d’animazione, i movimenti del protagonista sono poco convincenti e i filmati risultano davvero legnosi. La cura per questi dettagli è davvero minima, ed è un peccato perché avrebbe reso molto più piacevole ciò che di buono BLACKWOOD ha da offrire.
La cosa che mi ha stupito in positivo è la quantità di elementi interagibili, anche all’interno dell’appartamento di Anton, nel quale potremo interagire con molto di ciò che è presente. Purtroppo pure il doppiaggio in inglese non è di altissima fattura, le interpretazioni sono poco convincenti. A tal proposito si sarebbe potuto fare di più e personalmente spero che con i prossimi capitoli si possano risolvere tutte le problematiche presenti. Uno dei problemi peggiori che ho riscontrato è quello del gamepad, spesso non riusciva a riconoscere il collegamento. Inoltre, in alcune schermate di gioco, non potevo muovermi nei menù, costringendomi all’utilizzo del mouse per andare avanti.

Una partenza turbolenta
Per quanto il primo atto di BLACKWOOD non sia originale e sia per certi versi prevedibile, ci sono delle buone basi per il futuro. Purtroppo il lato tecnico è quello più carente, presenta delle animazioni totalmente legnose, poco convincenti e una cura a dir poco marginale. Attualmente, nelle condizioni attuali, il primo capitolo è da considerarsi appena sufficiente, ed è un peccato perché le buone idee si vedono in alcuni frangenti narrativi.



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