Non è facile sfuggire alle ombre del proprio passato, specialmente quando si lavora, prima di mettersi in proprio, a blockbuster come The Witcher 3: Wild Hunt e Cyberpunk 2077. Questo lo sa bene Rebel Wolves, studio polacco nato proprio da ex-dipendenti di CD Project Red, unita dall’amore per i giochi di ruolo e dalla voglia di creare qualcosa di proprio. La loro creazione, The Blood of Dawnwalker, è finalmente tra noi su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.
Ho avuto la possibilità, grazie a Bandai Namco, di mettere le mani sulla versione Xbox Series X del titolo. Vi anticipo già che siamo davanti, per me, al miglior titolo di esordio per uno studio di sviluppo!
La missione del Vesperale
La Valle Sangora, una piccola regione tra i Carpazi, è piagata dalla peste quando, una notte, arrivano dei potenti vrakhiri a eliminare il knyaz della valle e a prendere il controllo. Con loro arriva la soluzione alla piaga, ovvero il loro stesso sangue: basta una singola goccia per guarire da qualsiasi malanno. Il prezzo da pagare, però, è una ricorrente tassa di sangue umano e un regime severo contro chiunque non voglia sottostare al dominio del nuovo knyaz, il vrakhir Brencis, e la sua corte di boiardi.
Coen vive a Laslea, un piccolo villaggio nell’estremo nord della Valle Sangora, e assieme alla sua famiglia, e per due anni ha partecipato alle messe dove devono dare il loro sangue in cambio di quello vrakhir per rimanere in salute.
Il malcontento degli abitanti sale, dando vita a un piano per attaccare i vrakhiri, a cui partecipano anche Coen e il padre Pieter. Nulla però passa inosservato a Brencis, che attacca i ribelli e decide di trasformare Coen. Qualcosa però va storto e il ragazzo, invece di diventare un vrakhir, si trasforma soltanto di notte, mantenendo di giorno la sua forma umana.
Dopo la sua trasformazione, Coen scopre che Brencis ha rapito tutti gli abitanti del villaggio, compresa la sua famiglia, e ha solo trenta giorni di tempo prima che questi vengano sacrificati il giorno dell’incoronazione.

The Blood of Dawnwalker offre una narrazione coinvolgente e matura. Le nostre scelte plasmano l’andamento degli eventi, e possiamo ottenere anche diversi finali per concludere le vicende di Coen. Tutti i finali disponibili convergono in un epilogo che chiude la storia di Valle Sangora, ma lascia le porte aperte a un futuro seguito. Sequel già confermato nei progetti di Rebel Wolves e che ha già tutta la mia attenzione.
I personaggi con cui ci interfacciamo sono profondi e complessi, a partire dallo stesso Coen che, prima della sua trasformazione, aveva già molto sulle spalle. Scopriamo di più sui vari personaggi completando le numerose attività secondarie. In base alle scelte che facciamo possiamo anche precluderci la possibilità di conoscerli meglio.

Il peso delle scelte
Vi confesso che era da davvero tanto, probabilmente dai tempi di Dragon Age: Origins, che non divertivo così tanto con le scelte da prendere in un action RPG. Svariate decisioni hanno un impatto su avvenimenti che inizialmente sembrano del tutto slegati. Questo fa sentire il mondo di gioco vivo e ci fa riflettere bene su come vogliamo che Coen influenzi Valle Sangora nel mese che abbiamo a disposizione.
Oltre alle decisioni da prendere durante determinate missioni, abbiamo diversi modi per scoprire delle nuove informazioni e iniziare delle quest. In questo modo non veniamo puniti per le nostre scelte, ma siamo incentivati a esplorare di più.
Anche la scelta di ostacolare le attività della Corte di Brencis, attirando l’ira dei boiardi e sbloccando le loro missioni dedicate, ha un suo peso. Più saremo un fastidio per i vrakhiri e più la nostra nomea peggiorerà, finendo col diventare ricercati in tutta Valle Sangora e attaccati a vista da soldati e cacciatori di taglie.
Volendo, possiamo anche ignorare totalmente le operazioni dei soldati dei boiardi e passare inosservati ai più. Personalmente mi sono divertita molto ad adirare i boiardi e a scoprire di più su di loro, con delle missioni dedicate interessanti. Inoltre le interazioni con i NPC cambiano in base alla nostra nomea.

Questione di tempo
Ogni giornata è divisa in sedici segmenti di tempo, otto diurni e otto notturni, e le missioni ci richiedono di consumarne un dato numero. Ci sono anche opzioni nei dialoghi che richiedono opzioni di tempo, le quali spesso portano a risultati interessanti. Il tempo invece non scorre quando esploriamo la mappa o ci imbattiamo nei nemici sparsi per Valle Sangora.
Parlando dei trenta giorni di tempo, questi non vanno interpretati come un limite alla nostra libertà per due motivi. Il primo è che abbiamo abbastanza tempo per fare tutto quello che vogliamo, potenziare Coen (visto che alcune abilità richiedono di consumare dei segmenti) e sconfiggere Brencis. Il secondo è che la fine dei trenta giorni non termina la partita. Coen può benissimo fallire nel salvataggio della sua famiglia, con ovvie conseguenze nel finale. Si tratta di fatto di un’altra scelta che abbiamo a disposizione. La partita si chiude solo raggiungendo uno dei finali, i quali ci portano direttamente all’epilogo e ci precludono la possibilità di esplorare ancora.
Ho trovato il limite di tempo per salvare la famiglia di Coen stimolante: mi ha dato un certo senso di urgenza, ma lo fa senza frenare la mia voglia di esplorare e conoscere meglio Valle Sangora e i suoi protagonisti.

L’arsenale del Vesperale
Sono rimasta piacevolmente stupita dal combat system in The Blood of Dawnwalker. Protagonisti assoluti sono l’attacco e il blocco direzionale: muovendo la levetta sinistra in una direzione mentre attacchiamo o pariamo, Coen lo fa in quella direzione. Quando i nemici attaccano, infatti, un indicatore ci mostra sempre la direzione da parare.
Si tratta di un sistema fondamentale da padroneggiare perché, a differenza dell’Omniblocco che si attiva premendo solo il tasto per parare, la parata direzionale ricarica la barra della stamina.
Abbiamo anche la possibilità di schivare e, man mano che ci potenziamo con gli alberi delle abilità, possiamo contrattaccare dopo una parata o una schivata perfetta, così come attivare delle abilità consumando gli appositi slot.

Vi ho parlato di alberi di abilità al plurale perché ne abbiamo ben tre: uno per le abilità con la spada, uno per la stregoneria, disponibile solo di giorno, e uno per i nostri poteri da vrakhir, utilizzabili solo di notte. Tutti e tre hanno svariate abilità attive e passive, così come una skill finale, da scegliere tra tre a disposizione.
Per sbloccare nuovi snodi degli alberi dell’abilità servono gli appositi punti, ottenibili completando le missioni e salendo di livello (dal 40esimo livello in poi ho notato che ne ottenevo due alla volta n.d.r.).
Per i poteri da vrakhir, inoltre, è necessario aumentare la corruzione, e si fa consumando sangue umano e non. Invece per la stregoneria e la maestria con la spada dobbiamo trovare dei tomi per sbloccare alcuni snodi e/o i loro potenziamenti.

Al chiaro di luna
Quando arriva la notte e ci trasformiamo in vrakhir, non siamo semplicemente più forti. Possiamo abbandonare la spada in favore degli artigli, teletrasportarci dietro a un nemico grazie alla traslazione. Questa è utile anche per spostarci rapidamente da un punto all’altro durante l’esplorazione e per materializzarci pareti scalabili o i tetti di un edificio. Andando avanti sblocchiamo delle abilità che ci rendono quasi invincibili sul campo di battaglia, come il potere di curarci quando facciamo una parata perfetta.
Tutto questo potere, però, ha un costo per Coen: la sete di sangue. Questa non rappresenta soltanto l’indicatore di salute nella nostra forma vampirica, ma se tenuta sotto una certa soglia ha delle conseguenze anche catastrofiche da un punto di vista ruolistico. Durante i dialoghi Coen può perdere il controllo e prosciugare il suo interlocutore, anche se questo è un personaggio importante per la storia o la missione in corso. Un singolo attimo di debolezza può avere delle conseguenze anche sul modo in cui gli abitanti di Valle Sangora vedono il nostro protagonista, nel caso ci siano dei testimoni delle sue gesta.
Nelle prime ore cercavo di evitare di interagire con gli umani di notte, ma il gioco ci mette spesso di fronte a situazioni in cui siamo costretti. Che sia per una missione o per salvare qualcuno dai soldati, dobbiamo accettare il lato vrakhir di Coen e non tirarci indietro.

Valle Sangora tra luci e ombre
Rebel Wolves ha svolto un lavoro eccelso nella direzione artistica. Valle Sangora e i suoi abitanti, con maggiore attenzione per i personaggi principali, sono finemente realizzati. Una volta avviato il gioco, è facile rimanere incantati dallo scenario che ci troviamo davanti, con la curiosità di scoprire cosa si cela oltre l’orizzonte.
La colonna sonora è davvero ispirata e si sposa bene con i toni della narrazione. Parlando delle voci che ci accompagnano, siamo di fronte a un doppiaggio in italiano veramente straordinario. Secondo me Gabriele Donolato ha svolto un ottimo lavoro nell’impersonare Coen, ed è accompagnato da voci azzeccate per gli altri personaggi, tra cui Mario Scarabelli nei panni di Brencis.
Sul fronte tecnico ho riscontrato svariati cali di frame rate in alcune scene durante le sezioni finali. Ho avuto anche molti pop-in durante i dialoghi, quando la telecamera si sposta da un personaggio all’altro, e alcuni durante l’esplorazione.
Avendo giocato The Blood of Dawnwalker dal Day One in poi, ho notato che Rebel Wolves è velocissima nel rilasciare patch e aggiornamenti per sistemare man mano queste problematiche. Già il giorno dopo del lancio alcune imperfezioni tecniche sono state sistemate. I problemi rimasti non inficiano particolarmente sull’esperienza.

L’ottimo debutto del Vesperale
The Blood of Dawnwalker è una lettera d’amore ai giochi di ruolo e porta sul tavolo un’esperienza che cattura e non lascia più andare il giocatore. In una trentina di ore ho raggiunto il primo finale, e subito sono tornata indietro per giocare ancora, vedere altri finali e scoprire le conseguenze delle mie nuove scelte.
Si tratta di un ottimo titolo di esordio per Rebel Wolves, e non vedo l’ora di scoprire cos’hanno in serbo per noi con il prossimo capitolo della serie!




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