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METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol.2 – Recensione

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Fin da quando è uscita la prima raccolta, tutti noi aspettavamo METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2, in particolar modo perché METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots sarebbe stato così finalmente libero dai vincoli hardware di PlayStation 3. La missione finale di Old Snake era tra quelle che tutti noi aspettavamo di giocare sulla nuova generazione, soprattutto con i miglioramenti delle versioni rimasterizzate che KONAMI riesce, come sempre, a confezionare con un’ottima qualità.

Finalmente il secondo volume è realtà, e nel pacchetto è incluso anche METAL GEAR SOLID: Peace Walker, tassello fondamentale per il ciclo narrativo di Big Boss. Certo, personalmente mi sarei aspettato anche la presenza di Portable Ops, che purtroppo ancora oggi rimane relegato su PlayStation Portable.

Dopo aver portato a termine entrambi i giochi, aver affrontato delle insidie con Old Snake e intrapreso il lungo percorso di Big Boss, sono finalmente pronto per raccontarvi tutto!

La guerra è cambiata

Riprendendo in mano dopo tutti questi anni METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots, mi rendo conto di che titolo spettacolare fosse. Un titolo che ha varcato ben oltre i confini di PlayStation 3, spingendone i limiti. In questo capitolo ci troviamo a impersonare Old Snake, che non ha un momento di pace: è chiamato ancora una volta alle armi per risolvere l’ennesimo conflitto, visto che Liquid Snake è stato avvistato. Quello che contraddistingueva questo capitolo rispetto agli altri è che i filmati durano anche diverse ore. Soprattutto nell’epilogo, il numero di ore necessarie per vedere tutto è davvero elevato.

Questo è uno dei motivi per cui KONAMI decise di rilasciarlo esclusivamente su PlayStation 3. A suo tempo il titolo usufruiva di un Blu-Ray doppio disco, tant’è che a un certo punto il nostro Otacon ne ricalca la battuta (qui riadattata per la piattaforma in cui giochiamo la Collection). Adattare un titolo che nella base e nel fulcro utilizzava tutti gli elementi di PlayStation 3 non è stato facile, soprattutto per un pubblico moderno. Eppure, il team di sviluppo c’è riuscito e, oltre ai sessanta frame per secondo, abbiamo una giocabilità di tutto rispetto.

METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol.2 - Recensione

L’azione Stealth rinnovata

Alla base di METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots troviamo un Old Snake ormai esperto nell’infiltrazione. Non per questo non vengono in soccorso dei nuovi gadget, tra cui la OctoCamo. La tuta che indossa il nostro eroe ci permette di mimetizzarci come se fossimo dei camaleonti, appoggiandoci sulla superficie. Un po’ come accadeva con le mimetiche in METAL GEAR SOLID 3. Allo stesso tempo, una delle novità era la possibilità di personalizzare l’armamentario. Da un apposito menù possiamo scegliere cosa portare con noi e cosa no, anche se questa scelta è possibile modificarla dal menù di pausa.

Sul fronte delle sparatorie, il gioco non ha mai negato che alcune siano quasi obbligatorie. Soprattutto nel primo capitolo ci troveremo spesso nel fuoco incrociato tra più fazioni, ma potremo scegliere noi come agire. Allearci e ricevere un vantaggio tattico? Possiamo farlo. Allo stesso tempo potremo infischiarcene di tutto, uccidere a più non posso o evitare totalmente il conflitto. Potremo utilizzare anche il Metal Gear Mk II, un piccolo robottino che ci permette di tirare una scossa elettrica ai nemici in remoto. A rivoluzionare il tutto c’è pure il negozio di Drebin, un mercenario che sarà fondamentale nella storia e che ci darà la possibilità di acquistare nuove armi.

Ancora oggi METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots offre una narrazione davvero forte e che riesce a emozionare. Si tratta di quel titolo che va giocato solo dopo aver completato le opere precedenti. Non si può saltare direttamente al quarto capitolo, perché il buon Hideo Kojima ha donato un epilogo leggendario per il soldato che abbiamo amato nei capitoli precedenti. Nonostante siano passati tanti anni da quando è uscito, il gioco non sente minimamente il peso dei suoi anni.

METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol.2 - Recensione

Militari senza frontiere

Per chi non lo sapesse, METAL GEAR SOLID: Peace Walker è un tassello fondamentale per la storia di Big Boss e, di conseguenza, per quella di Solid Snake. Si svolge dopo le gesta di Portable Ops, dunque dopo Snake Eater stesso, dato che Naked Snake ha già ottenuto il titolo di Big Boss. Si tratta di un capitolo importante soprattutto perché segna l’inizio della nascita di alcuni elementi fondamentali, tra cui Outer Heaven. In passato era stato già rimasterizzato e incluso nella HD Collection uscita su PlayStation 3 e Xbox 360.

Ancora oggi rimane un titolo davvero divertente, la sua peculiarità era il fatto che a livello di gameplay dovevamo costruire la nostra squadra. Questo perché abbiamo la Mother Base, che potremo gestire e ampliare man mano che avanzeremo nel gioco e otterremo più risorse. È una formula che funziona, perché oltre all’azione pura, ci permette di accedere a una parte più gestionale. A questo va aggiunta una qualità narrativa di alta fattura, i filmati avvengono per lo più attraverso delle scene illustrate. L’aumento della risoluzione e la pulizia grafica lo rendono ancora oggi appetibile.

Una cosa fondamentale di questa Collection è che Peace Walker ha ancora la sua componente multigiocatore. Oltre alle missioni della storia, sono presenti quelle secondarie che è possibile affrontare in compagnia di altri giocatori online per portarle a termine. Tra queste ci sono le famose missioni di Monster Hunter, ancora una volta qui mantenute in tutto il loro splendore. Rispetto a METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots, Peace Walker sente il peso degli anni. La telecamera, per quanto migliorata, ha ancora qualche problema e non sempre è reattiva come dovrebbe. Sono presenti pure degli errori nella traduzione Italiana.

METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol.2 - Recensione

Contenuti Extra

Oltre ai due capitoli sopracitati, nella METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2 è presente METAL GEAR SOLID: Ghost Babel. Si tratta di un capitolo che a suo tempo è uscito in esclusiva su Game Boy Color. Narrativamente parlando, si tratta di uno spin-off non canonico della storia di Solid Snake. A mio avviso, si tratta di un’aggiunta davvero piacevole perché è un titolo che oggi è impossibile recuperare a prezzi umani. Permette di giocare a un prodotto che si era perso nel corso degli anni e aggiunge qualche ora in più alla longevità di questa raccolta.

Chi ha vissuto l’epoca di PlayStation 3 sa benissimo che è stato rilasciato METAL GEAR SOLID Database, una sorta di applicazione che archiviava al suo interno tutto ciò che riguarda la serie. Confesso che io, a suo tempo, lessi ogni singola pagina, mi ci sono volute ore. Si tratta di un’aggiunta simpatica, soprattutto per chi vuole scoprire più dettagli sulla serie.
A tutto questo si aggiunge pure una sezione dove è possibile sentire la colonna sonora e consultare i manuali di gioco.

METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol.2 - Recensione

Commento Finale

In conclusione, METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol. 2 è una raccolta che segna la conclusione della storia di Solid Snake e, allo stesso tempo, ci mostra uno dei capitoli più importanti di Big Boss. A livello tecnico è stato fatto un ottimo lavoro, soprattutto per quanto riguarda il framerate e la giocabilità. Peccato per la mancanza di Portable Ops e dei due AC!D, che avrebbero reso ancora più ghiotta questa raccolta. Si sarebbe potuto fare di più anche su alcuni problemi tecnici abbastanza noti, soprattutto su Peace Walker, che sono rimasti uguali a quelli della versione HD Collection.

METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol.2
Riassumendo
METAL GEAR SOLID: MASTER COLLECTION Vol.2 segna un punto fondamentale per il mondo del gaming. Finalmente METAL GEAR SOLID 4: Guns of the Patriots è libero dalla sua prigionia, in una versione migliorata. Il tutto accompagnato da Peace Walker. Peccato per la presenza di alcuni problemi tecnici già noti in passato.
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Pro
Guns of the Patriots è ancora più spettacolare
Presente la modalità online di Peace Walker
Giocabilità migliorata in entrambi
Contro
Qualche problema tecnico con la telecamera di Peace Walker
Degli errori nella localizzazione Italiana
9
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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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