Negli ultimi anni Bandai Namco ha riproposto svariati titoli della serie Tales of in versione rimasterizzata. Questa operazione permette di recuperare svariati titoli che erano rimasti relegati a console passate, senza la possibilità di essere più recuperati. Dopo alcuni titoli PlayStation 3, si è deciso di riservare lo stesso trattamento a un titolo uscito originariamente nel 2001 (2000 in Giappone): Tales of Eternia.
Non è sempre facile riportare in auge titoli dell’era della prima PlayStation, visto quanto i RPG siano cambiati molto nel corso degli anni. Con Dragon Quest VII, uscito proprio nello stesso periodo, Square Enix ha optato per un remake. Bandai Namco ha scelto la via della rimasterizzazione, introducendo molte migliorie alla Quality of Life.
Ho avuto la possibilità, grazie a Bandai Namco, di giocare a Tales of Eternia Remastered nella sua incarnazione per PlayStation 5. Dopo essermi avventurata tra Inferia e Celestia, sono pronta a raccontarvi della mia esperienza con la storia di Reid e dei suoi compagni!
Viaggio tra due mondi
La vita di Reid e Farah viene cambiata per sempre con l’arrivo di Meredy, originaria di Celestia, su Inferia. Questi due regni fanno parte dello stesso pianeta, Eternia, ma sono uno capovolto rispetto all’altro e separati dalla barriera Orbus. Meredy è arrivata su Inferia con una missione, fermare il Grande Impatto che rischia di distruggere il pianeta.
Il gruppo, assieme a Keele, amico d’infanzia di Reid e Farah, parte alla ricerca del supporto dei Craymel Superiori, potenti spiriti elementali che possono aiutarli nel fermare il Grande Impatto…

La narrazione è piuttosto semplice, ma non lasciatevi ingannare: andando avanti nella seconda parte del gioco, Tales of Eternia ci riserva dei colpi di scena interessanti. Anche i personaggi principali sono ben scritti e interessanti.
Sul fronte della storia non sono stati fatti cambiamenti, ma Bandai Namco ha incluso in Tales of Eternia Remastered gli skit, ovvero dei dialoghi opzionali tra i personaggi che sono diventati un must have nei Tales of moderni.
La longevità dell’esperienza complessiva dipende sia da quante attività secondarie decidiamo di seguire, sia da se decidiamo di approfittare delle svariate migliorie alla Quality of Life, le quali riducono sensibilmente la quantità di ore da dedicare al grinding.
Con tutti i vantaggi a nostra disposizione, e senza dedicarci alle secondarie, ci vogliono minimo una ventina d’ore, mentre disattivando le migliorie della Quality of Life possono diventare oltre trenta ore solo per finire la storia.

Combattimenti a scorrimento e Quality of Life
I combattimenti di Tales of Eternia sono a scorrimento. Controlliamo un personaggio, Reid, mentre gli altri agiscono autonomamente, ma possiamo impostare il loro comportamento in battaglia. Oltre agli attacchi normali con Cerchio, man mano sblocchiamo le Arti, i quali sono degli attacchi via via sempre più forti e che consumano PT.
Gli scontri, quando siamo del livello giusto, sono abbastanza veloci da completare. Alcune boss fight invece richiedono più tempo e, soprattutto, una maggiore attenzione ai pattern dei nemici.
Di tanto in tanto ci imbattiamo in alcuni minigiochi, alcuni facoltativi e altri invece all’interno degli eventi principali. Sono piuttosto semplici, ma utili a differenziare l’esperienza ludica. Alcuni sono abbastanza piacevoli, altri sono invecchiati peggio rispetto agli altri, e abbiamo la possibilità di saltarli totalmente.

Bandai Namco ha implementato tantissimi miglioramenti alla Quality of Life. Abbiamo svariati modificatori per aumentare l’esperienza e il denaro ottenuti, così come il tasso di miglioramento delle Arti o dell’abilità nel cucinare. Possiamo anche diminuire la percentuale degli scontri casuali o eliminarli del tutto.
Aggiunta molto utile è la possibilità di attivare l’indicatore degli obiettivi, i quali ci mostrano sia quelli per procedere nella storia, sia quelli secondari. Questa funzionalità ci permette di risparmiare molto tempo nei momenti in cui dobbiamo cercare dove andare per procedere.
Tutte queste opzioni sono attivabili in qualsiasi momento.
Infine, Tales of Eternia Remastered include due nuove impostazioni di difficoltà. Queste sono il livello di sfida Estremo, disponibile fin dal primo avvio, e Ignoto, disponibile dopo aver finito il gioco almeno una volta.

Tra vecchio e nuovo
In questa riedizione sono stati fatti solo ritocchi minimi al comparto grafico. Visivamente parlando, il punto più alto della produzione è la pixel art, ancora oggi molto piacevole da vedere sia nella sua versione originale che in quella rimasterizzata, e in qualsiasi momento possiamo cambiare da una modalità all’altra. Meno piacevoli le sezioni nella mappa del mondo: l’ambiente è modellato in 3D e piuttosto vuoto e poco curato, anche nella versione rimasterizzata.
Sul fronte audio ritroviamo l’ottima colonna sonora firmata da Motoi Sakuraba, il quale ha recentemente firmato le OST di Tales of Arise e di One Piece Odyssey. Possiamo scegliere tra il doppiaggio in inglese e quello in giapponese, entrambi di buona fattura.
Il doppiaggio in inglese è stato completamente rifatto, così come è stato rivisto lo script in inglese in modo da essere più fedele a quello giapponese. Di conseguenza anche l’adattamento dei testi in italiano è più fedele all’originale.
01
02 Ritorno su Eternia
Tales of Eternia Remastered è una buona riedizione, la quale finalmente ci permette di accedere a un titolo rimasto relegato a lungo su PlayStation e PlayStation Portable. Si tratta di un must per gli amanti dell’originale, ma anche di un ottimo modo per far approcciare nuovi giocatori grazie alle tante migliorie della Quality of Life.
Nella seconda parte della storia si risente della struttura che diventa più ripetitiva, però si tratta comunque di un titolo godibile anche oggi. Decisamente consigliato agli amanti dei RPG!




Lascia un commento