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S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope – Recensione

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Quando uscì S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chornobyl, lo giocai sfruttando l’Xbox Game Pass, trovandomi di fronte a un titolo davvero immenso. Ammetto che avevo già apprezzato la serie anni fa, giocando ai titoli originali su PC e, in seguito, grazie alla raccolta S.T.A.L.K.E.R.: Legends of the Zone Trilogy. In occasione del lancio di S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope, GSC Game World ha rilasciato l’aggiornamento 2.0, che ha cambiato totalmente le carte in tavola. Il rilascio di questa espansione, che ha migliorato in maniera netta la giocabilità del gioco, ha giovato molto all’esperienza complessiva.

Dopo essere tornato nella Zona per affrontare le nuove insidie di Cost of Hope, sono finalmente pronto a parlarvene nel dettaglio!

Il costo della speranza

Una volta avviato il gioco, potremo scegliere se partire con il nostro salvataggio, ottenendo così la missione per poter accedere al contenuto aggiuntivo, oppure partire con un salvataggio per giocare direttamente a Cost of Hope. Questo perché, per avviare il contenuto aggiuntivo, bisogna raggiungere un determinato punto della campagna. Il nostro protagonista, Skif, intercetta un segnale per poter raggiungere una nuova area, la Foresta di Ferro. All’interno del mondo di S.T.A.L.K.E.R. 2 ci sono le due fazioni Duty e Freedom, dove la prima considera la Zona una minaccia che deve essere contenuta, mentre l’altra ritiene che la Zona vada compresa.

In questo contenuto aggiuntivo hanno un certo peso le scelte prese durante la storia principale in merito alle due fazioni. In base a ciò, ci troveremo a imboccare un percorso narrativo differente. La cosa interessante è che ci troviamo a esplorare alcune zone che non erano mai state accessibili. Tra queste troviamo la centrale di Chornobyl, basata su quella di Chernobyl. Il reattore continua a essere una grossa minaccia centrale in Cost of Hope, dato che nel gioco principale non ci era stata data la possibilità di esplorarlo. Ci troviamo a dover affrontare degli orrori ancora presenti all’interno della centrale nucleare, rischiando il tutto e per tutto.

S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope - Recensione

Un mondo differente

In questa espansione non possono mancare dei personaggi nuovi. Appunto per questo, dalla parte di Freedom è presente Mavka, mentre da quella di Duty troviamo Zulu. Entrambi stanno collaborando per scoprire l’origine del problema all’interno della Foresta di Ferro. Ovviamente, sono presenti delle nuove creature pronte a farci fuori nel momento in cui meno ce lo aspettiamo. Tra queste ci sono gli Amok, una sorta di mutanti che è possibile sconfiggere solo se li colpiremo alla schiena. Confesso che personalmente sono stato buttato a terra più volte. La struttura della Zona nella Foresta di Ferro è davvero immensa, con strutture abbandonate che nascondono più insidie di quante ce ne aspettassimo.

Ammetto che ho apprezzato molto il ritmo ben cadenzato dell’espansione, perché ci propone sempre momenti differenti rispetto al gioco base, che alcune volte stentava a partire in alcuni frangenti. L’idea dietro alla Bolla Spaziale è interessante. Si tratta di stanze distorte che ci mostrano dei passaggi ambigui, di difficile lettura. Però sono proprio queste anomalie a rendere più variegata l’azione di S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope. A condire il tutto in maniera impeccabile ci pensano le nuove bocche da fuoco, che ci danno accesso a nuovi fucili che potremo personalizzare.

S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope - Recensione

Quello che va e non va

A supportare S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope ci pensa l’aggiornamento 2.0, che è stato rilasciato gratuitamente al lancio dell’espansione per tutti. Questo ha aggiornato il motore grafico del gioco, portando così l’Unreal Engine alla versione 5.5.4, con una resa grafica decisamente migliore rispetto al passato. È possibile vedere come le ambientazioni abbiano preso una boccata d’aria, con maggiori dettagli e un effetto luce a mio avviso più convincente. Al lancio, quando lo giocai su Xbox Series X, riscontrai diversi cali di framerate, che grazie a questo aggiornamento sono stati quasi totalmente rimossi.

Durante l’esplorazione possiamo renderci conto di quanto l’ambientazione sia leggermente cambiata, soprattutto per quanto riguarda gli effetti atmosferici o paranormali. Se già esteticamente era davvero ottimo, questo miglioramento ha reso ancora più piacevole il nostro soggiorno nella Zona. Ad agevolare il tutto ci pensa un’intelligenza artificiale migliorata, con un maggior numero di scontri tra fazioni. Ammetto che ci sono state, però, cose che non ho gradito. Capisco che la scelta di rendere le risorse poco presenti sia un aspetto pensato per rendere l’esperienza più survival, però certe volte è una meccanica troppo esagerata. Spesso mi sono trovato a dover cercare cibo mentre ero in una grotta, dove durante tutta l’esplorazione non mi è stata offerta nemmeno una sacca da cui saccheggiare del cibo. Questo, a mio avviso, rende l’esperienza ancora una volta frustrante.

S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope - Recensione

Commento Finale

S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope è un’espansione che ha portato diverse novità all’interno del gioco. La sua durata è di circa una ventina di ore e la narrazione che propone è interessante. Peccato per alcuni cliché prevedibili e per un sistema di sopravvivenza che ancora una volta colpisce anche l’espansione. L’aggiornamento 2.0, d’altro canto, ha migliorato di gran lunga la qualità del gioco, sia graficamente sia nella giocabilità.

S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope
Riassumendo
S.T.A.L.K.E.R. 2: Cost of Hope è un contenuto aggiuntivo che riesce a innalzare la qualità del gioco base. Narrativamente è interessante, anche se molti colpi di scena sono prevedibili. L'aggiornamento 2.0 ha reso però la giocabilità decisamente migliore rispetto al lancio.
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0
Pro
Narrazione interessante, ma...
Armamentario molto più vasto
I miglioramenti grafici rendono le nuove aree spettacolari da vedere
Contro
...molti colpi di scena sono prevedibili
Il sistema della fame è ancora una volta un ostacolo in alcune parti di gioco
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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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