Cairn – Recensione

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Il mondo degli indie è in continua espansione, con opere davvero particolari che spesso racchiudono ventate d’aria fresca per il genere videoludico. Cairn riesce a mescolare le carte in tavola, proponendo un titolo diverso dal solito, che pad alla mano dà sensazioni completamente inaspettate e, soprattutto, è un’esperienza tutta da vivere.
Per chi non lo sapesse, il titolo è sviluppato dalle sapienti mani di The Game Bakers, coloro che hanno dato vita all’acclamato Furi, titolo che ha saputo deliziare molti, me compreso.

Quando ho saputo dell’uscita di Cairn, la mia curiosità è stata catturata fin da subito; inizialmente, dal primo trailer, il mio primo paragone è stato con il titolo Jusant di Don’t Nod. Eppure non è proprio un paragone azzeccato giocando a Cairn, proprio perché quest’ultimo punta molto sul realismo, sullo scalare letteralmente con le proprie mani usando il possibile per raggiungere la vetta.
Dopo averlo analizzato da vicino in queste settimane, posso raccontarvi della mia esperienza come scalatore!

Scheda Gioco – Dark Editorial
Box Art Recensione

Cairn

Sviluppatore: The Game Bakers
Distributore: The Game Bakers
Piattaforme: PlayStation 5 e PC
Uscita: 29/01/2026
Versione Analizzata: PlayStation 5

L’inizio della scalata

Nel gioco saremo nei panni dell’arrampicatrice esperta Aava, che ha deciso di spingersi dove nessuno ha mai osato. Il suo obiettivo è quello di raggiungere la vetta mai conquistata del Monte Kami, un posto rischioso da scalare e, soprattutto, che richiede una grande preparazione fisica. Quello che ci mostra il gioco nei primi minuti è una ragazza ben allenata, che continua a mettere alla prova le sue performance proprio per raggiungere l’obiettivo. Proprio nei primi minuti saremo all’interno di una palestra, dove sono presenti dei percorsi di prova da scalare, in modo da poter apprendere le basi dell’arrampicata in vista della pericolosa impresa.

Non si tratta solo di una semplice scalata, ma di un vero e proprio viaggio che mette alla prova la protagonista nel corso dell’avventura. Durante la scalata potremo vedere come molti abbiano fallito, essendoci tracce di altri alpinisti che hanno trovato un fato tutt’altro che piacevole nell’impresa. Allo stesso tempo potrà capitare di incrociare alcuni compagni con cui scambiare due parole, o semplicemente delle testimonianze di chi non ce l’ha fatta.

Eppure la montagna non è docile: mette a dura prova la volontà ferrea della ragazza, portandola al limite. La storia del gioco è davvero piacevole da seguire, per quanto non sia il focus principale in alcuni frangenti. La durata è di circa dieci ore per poter portare a termine una partita, ma può allungarsi fino alla ventina se proveremo a scalare alla ricerca di percorsi alternativi.

Cairn - Recensione

Sopravvivenza e tenacia

L’arrampicata è un elemento davvero principale in Cairn, come avrete potuto ben capire dalla premessa. Ogni errore può costarci una grande perdita di tempo, se non addirittura la morte. Per poter scalare una parete, potremo avvicinarci a questa e iniziare a muovere le braccia, per poi passare alle gambe. Dovremo scegliere attentamente dove posizionare i nostri arti, perché l’errata posizione potrebbe costarci cara la pelle. Noteremo che Aava si affaticherà molto più facilmente se il nostro arto è stato posizionato male e, soprattutto, perderà la presa. Nelle prime ore è normale sbagliare, la cosa più importante è dover osservare le fessure e la composizione del muro.

Ammetto che nelle prime ore ho avuto diverse cadute disastrose, portando la protagonista a gravi ferite. Al momento dell’impatto, se perderemo tutta la vita, c’è la possibilità di sopravvivere. Qualora riuscissimo a sopravvivere, vedremo l’andamento del tempo andare veloce, portandoci a diverse ore dopo la caduta, pieni di ferite e con la pesantezza dello scalare per metterci in salvo. Spesso in nostro aiuto potremo ricorrere ai chiodi, da fissare con il giusto tempismo per evitare che siano storti. Questi ci permettono di avere una sorta di checkpoint in caso di caduta, dato che potremo scalare appesi alla corda. Allo stesso tempo ci evitano di finire troppo in basso e morire, stando attenti al contraccolpo.

Questo non è solo lontanamente l’unica cosa da tenere in mente. Avremo delle barre che ci indicheranno la fame e la sete di Aava, fattori da tenere bene in considerazione durante la nostra scalata. Spesso le risorse sarà possibile trovarle in giro per la mappa e potremo accamparci in determinati punti per cucinare, allenarci o addirittura curare le nostre ferite. Possiamo anche pianificare il viaggio cercando di capire il meteo previsto prima di uscire dalla tenda. È possibile anche vedere la strada fatta fino a quel momento durante l’esplorazione, indicandoci nel dettaglio le parti scalate.

Cairn - Recensione

Il potere e la condanna del realismo

Dal punto di vista tecnico Cairn è davvero un fiore all’occhiello. A livello di gameplay è stato fatto un lavoro davvero magistrale, una riproduzione fedele dell’alpinismo, nel dover scalare una montagna piena di insidie. Confesso che più volte ho sentito l’ansia addosso, con la paura di finire a terra e morire, e ripetere il percorso dall’ultimo punto di salvataggio. Quando si riesce nell’impresa, il gioco riesce a dare quel senso di gratificazione, proprio perché siamo riusciti a scalare e conquistare la vetta prefissata in quel momento.

Se da un lato l’esplorazione è davvero piacevole e si sente la piena libertà di arrivare dove nessuno è mai riuscito, dall’altra però questo gioca spesso a sfavore del titolo, in una ripetitività di fondo che rende alcune volte frustrante l’avanzamento.
Ho anche riscontrato qualche calo di framerate e qualche bug nelle animazioni. Ad inizio gioco, sono rimasto bloccato poiché non potevo uscire dalla visualizzazione di un poster a muro. Capita spesso che posizionando il piede nella giusta fessura, l’input riconosca quella accanto e non quella selezionata.

Posso dire però che esteticamente Cairn è davvero bello, nonostante alcuni ambienti potessero essere arricchiti da texture migliori. Eppure ho apprezzato anche il silenzio di alcune scene, con solo il rumore dell’ambiente circostante e un bel panorama dietro di me. Proprio in questo Cairn riesce perfettamente: ci si sente veramente coinvolti in questa impresa.

Cairn - Recensione

Impresa finale

Ammetto che Cairn è stato davvero una bella sorpresa in questo gennaio del 2026. I miei complimenti vanno a The Game Bakers, che sono riusciti a creare un’opera davvero coinvolgente, rendendo di fatto Cairn una ventata d’aria fresca di cui c’era bisogno nel mercato videoludico. Peccato per alcuni problemi tecnici, che comunque possono essere risolti post lancio.
Non si tratta di un’esperienza per tutti: bisogna essere pronti a perdere diverso tempo e, soprattutto, essere pazienti durante le scalate.

Cairn
Riassumendo
Cairn è un progetto ambizioso, che mostra la dedizione di The Game Bakers. Non è adatto a tutti, ma rimane comunque un'esperienza unica, nonostante qualche sbavatura.
Pro
Esplorazione coinvolgente
Sistema di scalata appagante
Difficoltà soddisfacente
Contro
Piccoli bug durante l'esplorazione
Non sempre gli input sono precisi
Ripetitività di fondo in alcune parti
8.5
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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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