Durante l’ultimo State of Play, ci sono state due grandi sorprese a tema God of War proprio sul finire della diretta. La prima è stata l’annuncio dei remake della trilogia originale, la seconda il rilascio immediato di God of War Sons of Sparta. Si tratta di un metroidvania che fa da prequel all’intera saga di Kratos, sviluppato da Mega Cat Studios e pubblicato da Santa Monica Studio.
Grazie a Sony, ho avuto l’opportunità di giocare per voi a God of War: Sons of Sparta sulla mia fidata PlayStation 5, console dove il titolo è stato rilasciato in esclusiva. Dopo aver vissuto le avventure di Kratos e Deimos sono finalmente pronta a dirvi la mia in merito!
God of War Sons of Sparta
L’avventura dei due fratelli
Dimenticatevi il Kratos furente e accecato dalla vendetta, o anche il generale spartano che invocò l’aiuto di Ares, il quale arrivò sottoforma delle Lame del Caos. Il futuro Dio della Guerra qui è ancora un ragazzino, e da poco ha ottenuto un permesso che gli permette di lasciare le mura di Sparta e addirittura di portare con sé il fratello Deimos.
I due fratelli presto si ritrovano a esplorare la Laconia alla ricerca di un loro compagno scomparso, Vasilis, e incontrano vari pericoli per la loro strada…

Ho apprezzato molto la narrazione di God of War Sons of Sparta. Non solo abbiamo uno sguardo alla vita di Kratos ancora al fianco del fratello, dove vengono approfondite le figure di entrambi, ma vediamo anche un Kratos più adulto che narra le vicende alla figlia Calliope. Si tratta sempre di un Kratos prima del patto con Ares, ed è molto interessante vederlo interagire con la figlia, specialmente dopo aver visto il suo rapporto con Atreus nella duologia norrena.
I fan della serie possono trovare delle vere chicche per l’universo della serie nascoste nei vari dialoghi del gioco. Sono arrivata al completamento del gioco con ancora più voglia di scoprire di più su Kratos e su Deimos!

Esplorando la Laconia
Con God of War Sons of Sparta ci troviamo di fronte a un metroidvania molto vasto. Le aree da esplorare nella Laconia sono molte, e spesso siamo chiamati a esplorarle a fondo una volta sbloccati determinate abilità. L’esplorazione è davvero soddisfacente, con tanti piccoli segreti, come passaggi nascosti, shortcut da sbloccare e oggetti da scovare.
Man mano che procediamo nella narrazione e nell’esplorazione, sblocchiamo sempre più oggetti utili. Alcuni di questi sono i potenziamenti del busto di Licurgo, donatoci dal nostro mentore, altri invece sono degli doni degli dei che possiamo ottenere nei rispettivi templi. Questi ci aiutano negli scontri e a proseguire in alcuni punti sia essenziali per l’avventura, sia per ottenere dei collezionabili.

Kratos combatte armato di lancia e scudo, come ogni spartano che si rispetti, e può utilizzare anche alcuni doni degli dei in modo offensivo. Abbiamo tre barre: salute, vigore e magia. Il vigore serve per utilizzare alcune abilità con la lancia e lo scudo, particolarmente efficaci contro i nemici, mentre la magia serve per utilizzare buona parte dei doni.
Gli scontri sono piuttosto soddisfacenti, e specialmente nelle boss fight è richiesta particolare attenzione ai pattern degli attacchi.
Ci sono attacchi che possono essere solo schivati, altri che possono essere solo parati e alcuni che possono essere solo evitati: tutti questi tipi di attacchi illuminano la sagoma dei nemici di un determinato colore. Inizialmente vi confesso che ho avuto qualche problema a ricordarmi a cosa corrispondevano tutti i colori, ma ci ho fatto presto l’abitudine.
Esattamente come la duologia norrena, anche in God of War Sons of Sparta il livello di Kratos varia in base agli equipaggiamenti. Dalla punta della lancia al bordo dello scudo, passando per i vari oggetti che ci danno benefici passivi, più alto è il livello e più semplici sono gli scontri contro i nemici di alto livello.

Ottima arte, qualche scricchiolio tecnico
Mega Cat Studios ha svolto un lavoro eccelso con la direzione artistica di God of War Sons of Sparta. La pixel art è curata nei minimi dettagli ed è in grado di offrire degli scorci mozzafiato della Laconia. Anche il design dei personaggi e dei nemici è ben riuscito, con una menzione speciale per i vari boss che ostacolano il nostro cammino.
Ottimi il doppiaggio, sia in italiano, sia in inglese, e la colonna sonora. Questa, realizzata da Bear McCreary, offre delle tracce varie e che ben si sposano con le ambientazioni.
Sul fronte tecnico inizialmente ho avuto un’esperienza davvero fluida e senza particolari problemi. Verso la fine della mia avventura, però, ho riscontrato vari problemi specialmente inerenti al framerate. I cali negli fps si sono manifestati tutti insieme, anche se non troppo frequentemente, e ne ho riscontrati addirittura mentre consultavo la vasta mappa del gioco. I problemi di framerate nella schermata della mappa li ho risolti, quando si sono presentati, chiudendo il gioco e riaprendolo.

Un’ottima aggiunta alla serie
God of War Sons of Sparta si è rivelato un’ottima aggiunta alla serie. Ovviamente siamo di fronte a un’esperienza videoludica diversa rispetto alla serie originale e alla duologia norrena, ma non per questo meno interessante o valida. Anzi, ci sono molti spunti interessanti per la lore, e sarei curiosa di vedere almeno un altro titolo che esplori l’infanzia di Kratos e il personaggio di Deimos.
Peccato solo per qualche problema tecnico di troppo, senza i quali il titolo sarebbe stato ancora più godibile.
Si tratta di un titolo che consiglio sia ai fan di God of War, sia a coloro alla ricerca di un’esperienza metroidvania ricca e divertente!

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