Negli ultimi anni escono sempre più metroidvania, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. Tra questi proprio oggi esce Ariana and the Elder Codex, un nuovo titolo targato Idea Factory. Il gioco uscì in Giappone nell’agosto del 2025 e finalmente è arrivato anche da noi, con la versione PC che invece vedrà la luce tra un mese.
Ho avuto l’opportunità di giocare ad Ariana and the Elder Codex su PlayStation 5, e finalmente posso parlarvi della mia esperienza tra un Codex e l’altro!
Ariana and the Elder Codex
Recuperare la magia perduta
I sette Codex della magia sono stati danneggiati da qualcuno, e il mondo si ritrova all’improvviso senza la possibilità di lanciare incantesimi. È compito di Ariana, in qualità di bibliotecaria, entrare all’interno di ogni Codex e riparare i danni fatti, in modo da far tornare la magia del mondo.
Ogni volta che entriamo in un Codex, Ariana si trova ad assistere alla storia raccontata al suo interno. Man mano che la ragazza procede a riparare uno dei danni fatti al tomo, vede anche come procede la narrazione. A volte si tratta di storie di guerra, altre volte di racconti più intimi, tutti che hanno portato alla creazione di ogni Codex.
La narrazione di Ariana and the Elder Codex è piuttosto semplice e senza particolari colpi di scena, ma risulta piacevole per tutta la sua durata. Il titolo non è particolarmente lungo: non ci sono attività secondarie effettive, e il nostro compito è soltanto quello di riparare del tutto i tomi con la valutazione più alta.

Tra un libro e l’altro
Quello che abbiamo di fronte è un metroidvania dalla struttura molto semplice. Ogni Codex è suddiviso in più aree da esplorare, tutte piuttosto semplici da completare. Inizialmente abbiamo solo il salto e la schivata (che funziona come un piccolo dash) ad aiutarci con l’esplorazione, ma riparando i quattro Codex elementali, Acqua, Terra, Aria e Fuoco, sblocchiamo nuove abilità per aiutarci con l’esplorazione.
Non mancano i combattimenti, che sono anzi piuttosto frequenti. Contro i nemici possiamo equipaggiare fino a sei diversi incantesimi. Questi sono utilizzabili premendo Cerchio, Quadrato e Triangolo, e tenendo premuto R2 possiamo vedere il secondo set di tre incantesimi equipaggiati.
Gli scontri, specialmente contro i boss, alle prime battute sono più ostici. Già completando i primi due Codex, il nostro arsenale migliora significativamente e le battaglie si fanno via via più semplici. Già quando si arriva alla seconda metà del gioco, il livello di difficoltà diventa praticamente inesistente. Non aiuta nemmeno il fatto che si risente di una certa ripetitività di fondo, principalmente a causa della struttura tra i tomi molto simile, ma anche per colpa dei nemici che hanno quasi tutti lo stesso design.
Parlando con Divina nella biblioteca, oppure nei punti di salvataggio dentro i Tomi, possiamo sbloccare nuovi incantesimi o potenziare quelli che già abbiamo, aggiungendo anche effetti secondari per renderli ancora più efficaci.
Per farlo usiamo i Repair Fragments, che otteniamo sconfiggendo i nemici ed eseguendo le riparazioni. Meno frequenti sono i Weak Magic Fragments e gli Strong Magic Fragments, essenziali assieme ai primi per il potenziamento delle nostre magie e per la creazione degli accessori.

Riparazioni in corso
Sparsi nei tomi sono presenti dei punti da riparare. Alcuni di questi vengono svolti nel corso dell’esplorazione di un Codex, altri sono facoltativi. Molti di questi hanno una valutazione, che va da A a D: è molto semplice avere la valutazione massima, e sono davvero rari i casi in cui ho ottenuto una B e sono dovuta tornare in un secondo momento per raggiungere il grado massimo.
Solitamente i punti da riparare prevedono degli scontri a tempo, con due o tre ondate (in base ai casi) di nemici, mentre alcune volte vengono richieste delle mini sezioni di platforming. Ottenere la valutazione massima garantisce un aumento dei punti vita massimi o dell’attacco.

Sfogliando le pagine
Ho apprezzato molto la direzione artistica di Ariana and the Elder Codex. Le ambientazioni sono molto piacevoli da vedere, e lo stile contribuisce a dare l’idea di una serie di avventure che prendono vita all’interno di un libro. Il design dei personaggi principali è ben realizzato, mentre quello dei personaggi dei vari Codex è piuttosto anonimo.
Sul fronte tecnico non ho molto da dire: il frame rate rimane stabile per tutta la durata del gioco, anche nelle sezioni con parecchi nemici a schermo e tanti effetti degli incantesimi. Non ho riscontrato alcun bug.
La colonna sonora è piacevole, ma purtroppo si risente di una certa ripetitività delle tracce musicali. Ottimo, invece, il doppiaggio in giapponese. Anche in questo caso, però, peccato per i personaggi dei Codex, i quali non hanno frasi doppiate.

Riparazioni completate
Ariana and the Elder Codex è un metroidvania piacevole e leggero, in grado di garantire qualche ora di divertimento mentre si ripara i Codex. La difficoltà purtroppo scende vertiginosamente man mano che si procede con l’avventura, e si risente di una certa ripetitività di fondo.
Al netto di alcune mancanze, si tratta di un titolo leggero, disponibile a un prezzo budget e che mi sento di consigliare agli amanti dei metroidvania.

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