Mewgenics

Mewgenics – Recensione

Condividi

The Binding of Isaac è stato, ed è tuttora, un videogioco molto importante per me: ci passo ancora notevoli ore all’anno specialmente su PC, dove ho tutte le espansioni e i maggiori progressi. Capirete, quindi, quanto io abbia atteso con trepidazione Mewgenics, il nuovo titolo di Edmund McMillen e di Tyler Glaiel. Ho atteso così tanto il gioco che giusto pochi mesi fa finì in una lista di alcuni giochi che non vedevo l’ora di giocare.

A febbraio l’attesa è finita, e ho avuto la possibilità di giocarlo a lungo su Steam, e finalmente sono pronta a parlarvene!

Scheda Gioco – Dark Editorial
Box Art Recensione

Mewgenics

Sviluppatore: Edmund McMillen, Tyler Glaiel
Distributore: Edmund McMillen, Tyler Glaiel
Piattaforme: PC
Uscita: 10/02/2026
Versione Analizzata: PC

Gatti all’avventura

Alla base Mewgenics è uno strategico a turni con elementi roguelike, basato sulla procreazione di gatti da mandare all’avventura. Possiamo mandare fino a quattro felini alla ricerca di cibo, denaro e risorse, e possiamo affidare a loro una classe, ognuna con le proprie abilità attive e passive. All’inizio abbiamo a disposizione Guerriero, Corazzato, Cacciatore e Mago, ma più avanti sblocchiamo altri collari, tra cui Chierico e Necromante, due classi che personalmente adoro.

Il gioco si divide in tre diversi atti: ognuno di questi ha un’area iniziale e poi la scelta di scegliere un sentiero o un altro. Per esempio l’Atto 1 parte dai Vicoli, e alla fine dell’area scegliamo se andare nella Discarica o nelle Fogne, che poi rispettivamente portano al Cimitero e alle Caverne.
Alla fine di ogni area possiamo scegliere se procedere a quella successiva o se tornare a casa con ciò che abbiamo ottenuto. Inizialmente torniamo automaticamente a casa la prima volta che completiamo una zona, mentre dalla seconda in poi questa scelta gioca un ruolo importante: a volte ci troviamo sfiancati dopo il boss di turno, e può essere una scelta saggia decidere di ritirarsi.

Nel percorso che ci porta fino al boss della zona ci imbattiamo in scontri con i nemici, forzieri ed eventi casuali, oltre al negozio per acquistare oggetti ed equipaggiamenti per aiutarci. Gli eventi casuali sono una variabile estremamente interessante: il più delle volte dobbiamo compiere la scelta migliore in base alle statistiche del gattino chiamato a risolvere l’evento, e gli esiti il più delle volte non vanno come previsto. Tra colpi di fortuna, mutazioni improvvise o addirittura la perdita del nostro felino, un singolo evento casuale può variare la nostra partita.

Zuffe feline

I combattimenti si svolgono su una griglia, e l’ordine dei turni dipende dalle statistiche dei personaggi. Ognuno dei nostri gatti, durante il proprio turno, ha a disposizione un’azione di movimento, una d’attacco e poi può spendere il mana a disposizione (che rigenera a ogni turno) per usare le altre abilità a propria disposizione.

Chi gioca a The Binding of Isaac sa che combinare i giusti potenziamenti può portare a sinergie devastanti, e lo stesso vale per Mewgenics. Le combinazioni degli effetti di abilità attive e passive danno vita a risultati pressocché infiniti. Giocare la stessa classe in più partite porta a esiti sempre differenti, a effetti che si concatenano nei modi più inaspettati.
Siamo davvero di fronte a uno dei roguelike con più variabili sul mercato, e che offre un gameplay da strategico a turni davvero ben pensato. Persino il meteo durante le nostre run ha un impatto su alcuni degli scontri, comprese le boss fight, portando a risultati imprevedibili.

Mewgenics level up

Specialmente alle prime battute, Mewgenics risulta piuttosto difficile. Ci sono volte in cui un singolo errore può portare a perdere anche tutti i nostri combattenti nel giro di un round. Più andiamo avanti e più gli scontri si fanno ostici, quindi è necessario prestare molta attenzione alla statistiche dei nostri gatti, alle loro abilità e a ogni singola mossa.
Personalmente non mi aspettavo nulla di diverso dal gioco: dopo quasi dodici anni che gioco a The Binding of Isaac sono abituata al livello di sfida che cresce sempre di più. Superare le difficoltà in Mewgenics è altamente soddisfacente, e sprona a continuare a giocare per molte ore.

Mewgenics combattimento

Questione di genetica

Vi ho parlato di esplorazione e di combattimenti, ma ancora non ho affrontato uno dei punti fondamentali di tutta l’esperienza di Mewgenics: sto parlando della gestione dei gatti e della generazione di prodi felini da portare all’avventura.

Ogni giorno si presenta sulla nostra porta un randagio da accogliere, e alla fine di ognuno, che si vada all’avventura o meno, assistiamo a cosa succede tra i felini. Alcuni gatti potrebbero darsi da fare e dare alla luce dei nuovi cuccioli, oppure potrebbe avvenire qualche zuffa. In quest’ultimo caso potrebbe non esserci alcuna conseguenza, uno o entrambi i mici potrebbero riportare ferite, oppure uno di loro potrebbe passare a miglior vita.

I gattini nati ereditano statistiche e abilità base dai loro genitori, così come possono ricevere da loro una o più mutazioni. L’ideale è cercare di far accoppiare tra loro i gatti più forti, tra cui quelli pensionati. Questi ultimi sono i gatti che sono tornati dall’avventura, e anche gli unici che possono difendere la casa quando vengono attaccati. I felini che hanno difeso la casa dalla boss battle di turno diventano ultrapensionati, e a quel punto possono solo generare prole finché non muoiono di vecchiaia (o durante una zuffa).

Ci sono degli NPC con cui interagire nella città, e tutti loro sono interessati a ricevere gatti con determinate caratteristiche. Dai gattini, ai mici con mutazioni, è importante ponderare bene prima di dar loro uno dei nostri felini.

Tutti i personaggi hanno un proprio nome, tranne lui che dice di chiamarsi come il vostro nickname su Steam!

“So tasty, tasty rats”

Ciò che mi ha colpita maggiormente della produzione, entrando nel comparto tecnico e artistico, è la colonna sonora. I Ridiculon avevano già lavorato all’OST di The Binding of Isaac: Rebirth e delle sue espansioni, così come ad altre produzioni di Edmund McMillen, ma con Mewgenics si sono superati. Non importa quanti giorni passano dall’ultima partita, tutte le tracce musicarli rimangono impresse. Mentre vi scrivo è passato qualche giorno dalla ultima partita, e tuttora canticchio ogni singolo brano.

Dire che la direzione artistica sia ispirata è un eufemismo: Mewgenics è ispirato tanto nella musica quanto nella resa estetica. Il titolo si distingue subito dalle altre produzioni uscite nello stesso periodo, e i fan dei lavori precedenti di McMillen noteranno una certa similarità nello stile scelto.
Sul fronte tecnico nulla da ridire: il framerate è stabile anche nelle situazioni più concitate e non ho riscontrato alcun problema o bug.

Ho giocato a lungo a Mewgenics anche su Steam Deck. La resa è ottima: il framerate è stabile e i comandi sono ottimi, mi sono trovata bene specialmente a utilizzare i trackpad.
Personalmente ho preferito giocare al titolo su PC, ma vi assicuro che, nel caso possediate solo Steam Deck, il gioco gira benissimo fin dal Day One anche sulla portatile di Valve.

Mewgenics è il gioco del 2026

Mewgenics è un titolo che ha davvero scosso l’inizio di questo 2026: si tratta di uno dei roguelike più vasti mai usciti su PC e di uno degli strategici in circolazione con maggiore attenzione ai dettagli. Se il giocatore pensa a quanto potrebbe essere divertente una combinazione di abilità ed effetti, quasi sicuramente c’è il modo di realizzarla nel gioco.

Non posso fare a meno di consigliarvi il nuovo gioco di Edmund McMillen e di Tyler Glaiel, che per me è l’esperienza videoludica imperdibile di questo 2026!

Mewgenics
Mewgenics
Riassumendo
Mewgenics è uno dei roguelike più vasti mai usciti su PC e uno degli strategici in circolazione con maggiore attenzione ai dettagli.
Pro
Tantissime combinazioni di abilità ed effetti
Gameplay divertente, appagante e ben studiato
Colonna sonora eccelsa
Tanto umorismo dissacrante
Contro
10
Condividi
Scritto da
Sofia Marotta

Videogiocatrice da sempre, amante dei RPG e con una passione smodata per The Binding of Isaac. Nel tempo libero, oltre ai videogiochi, legge o ricama.

Lascia un commento

Articoli correlati

REPLACED – Recensione

Quando Sad Cat Studios ha annunciato REPLACED, confesso che la mia curiosità...

Mindseye – Uno sguardo dopo le patch

Ci sono titoli che al lancio sono vittime di un’uscita forse fin...

Screamer – Recensione

La storia di Screamer ha origini ben lontane, precisamente nel lontano 1995...

Planet of Lana II: Children of the Leaf – Recensione

Dopo l’ottimo successo del primo capitolo, il team di sviluppo ha voluto...