JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R – Recensione
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JoJo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R – Recensione

Sono passati ormai otto anni da quando Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle fu pubblicato su PlayStation 3 da Namco Bandai Games e CyberConnect 2. A distanza di tutti questi anni, è tuttora il titolo migliore dedicato al manga di Hirohiko Araki, Le Bizzarre Avventure di JoJo. Quale miglior occasione del successo della versione animata per rilasciare una versione revisionata e migliorata del gioco, e per donare l’opera maestra a tutti i fan di Jotaro e di tutti gli altri protagonisti?

Come ben saprete, gli sviluppatori sono noti per aver creato le migliori trasposizioni videoludiche dedicate agli anime, partendo dai Naruto Ultimate Ninja Storm fino ad arrivare al recente e pluripremiato Demon’s Slayer.

Grazie al supporto di Bandai Namco Entertainment, ho messo le mani sulla versione Xbox, per vedere cosa sono riusciti a fare i ragazzi di CyberConnect 2 con Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R!

Yare Yare Daze!

Parto subito con dire che la Modalità Storia è stata totalmente rimossa da questa versione rinnovata, e al suo posto è stata inserita la modalità All Star Battle Royale. La vecchia narrazione permetteva di affrontare alcuni degli scontri iconici delle trame dei vari JoJo, con un piccolo stralcio di storia che ci spiegava a grandi somme cosa stava accadendo e del perché di quei scontri. Qui purtroppo, il tutto è relegato a dei semplici scontri su pagina, dove all’interno di questo apposito menù (che sembra quasi un libro) potremo combattere e scegliere degli scontri che vengono categorizzati come principali o extra.

Tra gli scontri speciali troveremo anche quelli che fungono da “What if”: ad esempio potremo vedere Jotaro combattere con il suo antenato Joseph e godere di un piccolo scambio di dialoghi abbastanza esilarante prima dello scontro. Oltre questi scontri, sono presenti quelli più difficili, detti “Boss”, dove i nemici avranno un’I.A più difficile da contrastare e solitamente con alcuni Malus a inizio scontro. L’attenzione per i dettagli è maniacale, tipica di CyberConnect 2, soprattutto con le scene chiave che da sempre hanno caratterizzato l’opera di Araki.

Questa nuova modalità si contraddistingue dalla possibilità di mettersi alla prova con una serie di sfide che ci permetteranno di esplorare al meglio i pattern dei personaggi che utilizzeremo. Durante ogni scontro avremo degli obiettivi nascosti, che suggeriscono in modo vago cosa dovremo fare. Ogni volta che completeremo un obiettivo verremo ricompensati con un oggetto o un costume, per andare ad arricchire i collezionabili del gioco.

La storia (o quel che ne rimane), è molto citazionistica, soprattutto per la scelta delle arene e degli abbinamenti degli scontri che dovremo affrontare. Avremo anche la possibilità di scegliere l’ordine della storia, potremo partire da Stone Ocean o Vento Aureo per poi passare drasticamente a Stardust Crusaders.

Roundabout

Alla base il gameplay aggiunge una novità interessante, quella di utilizzare i personaggi di supporto come accade negli altri titoli di CyberConnect2 come Naruto Ultimate Ninja Storm. Ogni assistente avrà un limite di utilizzi diverso per ogni personaggio, che una volta esaurito andrà in un stato di cooldown. I personaggi di supporto possono essere utilizzati nei momenti più critici, per stroncare le combo degli avversari, oppure per continuare la nostra combo per raggiungere una percentuale di danno molto elevata. Posso dire che questa nuova funzione aggiunge delle variabili non indifferenti negli scontri, rendendoli molto più appaganti.

Le combo sono molto semplici, con la possibilità di cancellare un attacco più debole con uno più forte. Avremo anche una barra dedicata all’Heart Heat che ci permette di utilizzare delle tecniche forti e con filmati spettacolari, che solitamente mostrano una scena che suonerà familiare a chi ha amato l’opera di Hirohiko Araki. Il roster dei personaggi di cinquantuno personaggi viene classificato per genere, infatti nelle statistiche del personaggio potremo vedere se è un possessore di Stand oppure se fa uso dell’energia concentrica. 

All’interno delle arene di gioco avremo la possibilità di attivare gli elementi a schermo, lanciando il nemico su questi punti ben designati. Questo ci permette di far colpire il nemico da elementi esterni. Se tutto ciò non fosse abbastanza, è possibile effettuare un Finale Drammatico, lanciando una potente tecnica al nemico di turno in una determinata angolazione.

Kono Dio Da!

Chi fa uso dell’energia concentrica avrà la possibilità di ricaricare la barra HH con l’apposito tasto, senza dover per forza effettuare combo lunghe e di qualità per aumentarla. I portatori di stand invece, oltre alla possibilità di richiamare quest’ultimo a piacimento per effettuare delle combo, dovranno obbligatoriamente picchiare l’avversario per poter riempire l’apposita barra HH.

Schierare uno Stand in battaglia ci permetterà di accedere a delle combo diverse, oltre che avere un raggio migliore per colpire un nemico che magari non ha uno stand, ma fa uso di onde concentriche. Ci sono anche altri stili tra i personaggi, che non voglio anticiparvi per non rovinarvi la sorpresa.

Per aiutare i neofiti del genere picchiaduro, è stata introdotta una modalità assistita che permetterà di avere le combo facilitate, premendo così solo a schiera lo stesso tasto e ricevere in cambio una combo completa. Si tratta ormai di un’opzione di accessibilità che negli ultimi anni abbiamo visto in diversi titoli dello stesso genere, come Guilty Gear o la recente riedizione di Persona 4: Arena Ultimax.

The World, che il tempo si fermi!

Ho apprezzato la pulizia grafica che è stata effettuata ai modelli poligonali e alle arene di gioco. Sicuramente l’elemento di spicco sono i sessanta frame per secondo, che rendono l’esperienza di gioco più viva e adrenalinica.

La modalità online purtroppo è rimasta ancorata al passato. Nonostante negli ultimi mesi abbiamo visto gli sforzi di migliorare le sale di battaglia online dei picchiaduro con l’implementazione del Rollback Netcode, questa volta non c’è stato alcun interesse nel portare tale miglioria su Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle R. Ho trovato i server piuttosto nella norma, e ho avuto solo una disconnessione su trenta scontri online che ho effettuato e una discreta qualità della battaglia senza troppe latenze. Mi sarei aspettato tuttavia uno sforzo in più per migliorare l’infrastruttura online.

HORA HORA HORA!

La colonna sonora del gioco è rimasta quella che abbiamo conosciuto nel 2014, impeccabile e sopraffina, che strizza l’occhio allo stile utilizzato nella versione animata di JoJo. A condire il tutto c’è un doppiaggio giapponese di altissima fattura, con i doppiatori talentuosi di Jotaro e Dio Brando. Inoltre per alcuni personaggi sono stati cambiati i doppiatori, poiché a suo tempo non erano presenti le loro controparti animate, quindi determinati personaggi ora hanno il loro doppiatore iconico della serie animata. Anche la traduzione in Italiano è ben fatta, abbiamo trovato i testi sempre precisi e mai con errori.

Finale Drammatico!

Questa nuova edizione di Jojo’s Bizarre Adventure: All Star Battle ci ha soddisfatti per la gran parte della sua durata. Ci saremmo aspettati una Modalità Storia più ricca di pathos e con un’estensione maggiore di Jojolion, ancora marchiato dal gioco con un solo personaggio giocabile di quella serie. A tutto questo va aggiunto un comparto online non proprio eccellente, che non dispone delle tecnologie moderne che avrebbero reso il titolo molto più competitivo. In compenso abbiamo un roster di personaggi vasto e variegato, che sicuramente farà gola a tutti gli appassionati della serie!

JoJo's Bizarre Adventure: All Star's Battle R
  • 8/10
    Voto - 8/10
8/10

Riassumendo

Posso dire che JoJo’s Bizarre Adventure: All Star’s Battle R è un titolo soddisfacente. Ci saremmo aspettati una cura maggiore nel comparto narrativo e sulla modalità online. Si tratta però di un must-have per i fan del manga di Hirohiko Araki!