Abbiamo avuto da non troppo tempo il ritorno della serie di Legacy of Kain con la rimasterizzazione dei due Soul Reaver. Effettivamente quello che mancava era il capitolo finale della storia di Kain e Raziel, un tassello fondamentale che va a chiudere il cerchio di Soul Reaver e di Blood Omen in quello che è a tutti gli effetti il capitolo conclusivo. Durante lo State of Play, abbiamo avuto l’annuncio di Legacy of Kain: Defiance Remastered, insieme anche a un capitolo inedito, che avremo modo di assaporare tra non molto!
La cosa che mi rende felice non è solo il ritorno di uno dei capitoli che personalmente ho gradito di più su PlayStation 2, ma anche la possibilità di poter giocare per la prima volta quello che doveva essere a tutti gli effetti il capitolo successivo, in formato demo. Dopo aver fatto il mio ritorno a Nosgoth, vi racconto com’è andata!
Legacy of Kain: Defiance Remastered
L’Atto finale
La storia riprende dove avevamo interrotto con Legacy of Kain: Soul Reaver 2, e ci viene fatto anche un breve riassunto di ciò che hanno vissuto i due personaggi principali della storia. Ci troviamo fin da subito nei panni di Kain, che giunge alla fortezza dei Sarafan, ma in un’epoca passata: infatti i Pilastri dell’Equilibrio ancora non sono stati corrotti. Il nostro obiettivo sarà quello di farci strada alla ricerca del Guardiano del Tempo Moebius per farci dire dove si trova Raziel. Effettivamente quest’ultimo si trova diverso tempo avanti nel futuro, i loro destini sono intrecciati e dovranno finire in qualche modo assieme.
A suo tempo l’esperimento degli sviluppatori era quello di riuscire a dare un pizzico di storia nello stile di Blood Omen e Soul Reaver in un solo capitolo. Passeremo da un personaggio all’altro, cercando di scoprire quanto possibile su come mettere fine a questo grande conflitto. A tutti gli effetti Legacy of Kain: Defiance ci permette di esplorare grande parte di Nosgoth, ma la cosa fondamentale è che si alterna tra più epoche, dandoci la possibilità di vedere determinati posti sotto un altro aspetto. A livello narrativo, a mio avviso, rimane molto soddisfacente ancora oggi: il destino dei due personaggi raggiunge uno stato di completezza. Peccato però per ciò che poteva riservare il futuro della serie: si sarebbe potuto sfruttare questo nuovo punto con tantissime potenzialità.

Una mietitrice
Il sistema di combattimento rimane ancora oggi un elemento divertente della produzione. C’è da dire che, impersonando i due protagonisti, Raziel e Kain, è bello vedere la differenza del gameplay proposto. Quando saremo nei panni di Kain è possibile utilizzare quelle meccaniche che da sempre hanno contraddistinto la serie di Blood Omen, nutrendoci anche del sangue dei nostri nemici dopo averli tramortiti. Dall’altra parte abbiamo le meccaniche legate a Raziel, come l’assorbimento delle anime e l’utilizzo della Mietitrice.
Eppure presenta delle criticità ancora evidenti. Il sistema di combattimento non si evolve, rimane statico, offrendo delle combo veramente povere. Purtroppo il capitolo di Defiance ha da sempre avuto una ripetitività di fondo, sia con i nemici che con gli enigmi. Non sono mai stati molto vari e spesso il backtracking risulta davvero stancante nelle fasi finali del gioco. Da questo punto di vista rimane uno dei difetti più grossi della produzione.

Una remastered di qualità
Il lavoro tecnico effettuato su Legacy of Kain: Defiance è di ottima fattura, soprattutto pad alla mano. Se prima eravamo vincolati da telecamere fisse che ci costringevano a inquadrature alquanto fastidiose, in questo capitolo avremo pieno controllo. Infatti il team di sviluppo ha puntato all’aggiunta di una telecamera libera, per goderci al meglio sia le sezioni di combattimento che quelle di esplorazione. Se giocato con la telecamera originale, nei momenti dei salti o di arrampicata capitava spesso un cambio improvviso di inquadratura che ci faceva finire inesorabilmente a terra. Se questo non fosse abbastanza, è stata introdotta una funzione che ci permette di indicarci la strada da seguire, per semplificare l’esperienza di gioco.
Come accaduto nella precedente rimasterizzazione, è presente una mappa consultabile.
Dal punto di vista estetico è stato fatto un lavoro davvero di fino. L’operazione di rimasterizzazione è stata affidata completamente al team di PlayEveryWare, che ha saputo dare il meglio di sé per ristudiare completamente quelle che sono le illuminazioni e i luoghi che andremo ad esplorare durante il nostro soggiorno a Nosgoth. Già dal primo avvio è possibile avvertire come certe ambientazioni siano cambiate totalmente, rendendo ancora più piacevole l’esplorazione.

Tra passato e futuro
Certo si vede ancora la sua natura di un’epoca passata: ci sono artefatti grafici ancora ben evidenti e spigolosi, ai quali si poteva porre rimedio. È possibile passare dallo stile grafico originale all’altro con la pressione dell’analogico, che ci permetterà di notare facilmente la differenza dei paesaggi.
Il gioco, tra i contenuti inediti, offre la possibilità di esplorare dei livelli tagliati dal gioco originale, poiché non rientrati nel budget dello sviluppo. Quello che è davvero interessante è la demo del seguito del gioco, chiamato The Dark Prophecy, ma peccato che quest’ultima sia legata esclusivamente alla Deluxe Edition, una scelta che personalmente non ho gradito.

Commento Finale
Legacy of Kain: Defiance Remastered rimane ancora oggi un gran bel gioco, che offre quello che si può dire il finale della saga di Kain e Raziel, lasciando ancora una volta uno spiraglio aperto che non ha mai visto la luce completa. Il lavoro di rimasterizzazione è di ottima qualità, anche se si poteva fare qualcosa in più per alcuni artefatti grafici. Le aggiunte sono interessanti e migliorano la giocabilità, peccato però che alcuni contenuti siano legati alla Deluxe Edition.




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