Non è passato molto tempo da quando 1348 Ex Voto è stato annunciato, e ammetto che di primo impatto la sensazione non era stata delle migliori. Nel corso dei mesi questa sensazione si è fatta sempre più forte, soprattutto perché la demo rilasciata su Steam faceva presagire un quadro non proprio idilliaco. La struttura era davvero pessima, con framerate instabile e problemi tecnici di ogni genere in pochissimi minuti di gioco.
Eppure, con il beneficio che potesse migliorare, ho deciso di cimentarmi nella prima avventura del team indipendente Sedleo, che vede il proprio gioco pubblicato da Dear Villagers (gli stessi che hanno pubblicato l’ottimo Fort Solis). Il team di sviluppo nel suo sito vanta la presenza di ben quindici veterani nell’industria, fiducioso di ciò ho deciso dunque di dare una possibilità al gioco!
1348 Ex Voto
Una storia che non racconta nulla
La storia ha come protagonista Aeta, una giovane donna di nobile famiglia, addestrata dal padre a impugnare l’arma per difendersi. La vediamo fin da subito nel prologo, intenta ad allenarsi con la sua spada. In tutto ciò c’è pure Bianca, una donna qualunque, di un ceto più basso, che la sprona a credere in lei. All’inizio del gioco ci batteremo con la nostra amica, ma non è altro che un tutorial su come funziona il gioco. Verremo introdotti alle basi del combattimento. Fin da subito è possibile avvertire, sia nel modo di parlare che di esprimersi, il divario sociale tra le due, nonostante il gioco non ci si soffermi molto.
Proprio dopo l’esercitazione, e con Bianca misteriosamente sparita, poiché sembrerebbe essere tornata al castello, ci recheremo nuovamente in città. Questo perché sentiamo un allarme a segnalare un attacco feroce ed effettivamente tutte le abitazioni sono state messe a ferro e fuoco. Lo spirito protettivo di Aeta la spinge alla ricerca di Bianca, senza preoccuparsi minimamente del resto. Il gioco vuole puntare tutto sul suo giuramento di proteggere Bianca, se non fosse che non viene spiegato a dovere a noi giocatori.

Un Bel Paese non convincente
La narrazione, se così possiamo chiamarla, è molto blanda: cerca di provare ad essere seria e parlare di tematiche importanti, ma non ci riesce. Ogni scusa è buona per non raccontarci più dettagli sulla storia e sulle due protagoniste. Ci sono parti del gioco che non hanno completamente senso e, a causa di ciò, i risvolti narrativi perdono totalmente di mordente.
A tutto questo va aggiunto che le ambientazioni non sono mai definite. Spesso sembra di essere in Toscana e altre volte nel centro Italia, ma senza mai darci un indizio o un riferimento di qualsiasi tipo sulla località corrente.
Non solo, come vi dicevo all’inizio, il racconto è molto blando, ma non si ferma molto sui personaggi e quelli principali sono tutt’altro che caratterizzati. Non c’è spazio per affezionarsi ai personaggi e nemmeno per cercare di appassionarsi alle vicende. Il finale conclude il tutto in maniera davvero poco soddisfacente.

Una spada che non funziona
Il sistema di combattimento di 1348 Ex Voto è molto semplice: avremo due stili differenti, uno basato su quello a una mano e l’altro con due. Inizialmente mi è sembrato davvero divertente come sistema di combattimento, perché permetteva un’ottima combinazione di attacchi e di deviazioni. Peccato che, proseguendo con il gioco, diventi davvero un grande inferno, tra colpi che non vanno a segno, hitbox inesistenti e impugnature che si bloccano non permettendoci il cambio di stile. Ciò che più ho detestato è l’intelligenza artificiale dei nemici, spesso piena di bug. Ai nostri avversari basta davvero poco per colpirci con un attacco che conta come due a causa di un ulteriore bug.
Altro problema non proprio indifferente è che Aeta in alcuni scontri sembra più lenta che in altri, mentre i nemici sono velocissimi. Una scelta che non comprendo e che rende l’esperienza estenuante e frustrante. Durante gli scontri potremo curarci con il cibo, che troveremo nel corso del nostro viaggio. Tutto molto bello se non fosse che spesso, quando ripartiamo dal checkpoint dopo una sconfitta, questo sparisce e non è presente nemmeno nella sacca di scorta.
Nel titolo è stato inserito un sistema che permette di personalizzare la nostra spada, man mano che troveremo i pezzi come una sorta di collezionabili non proprio ben nascosti nella storia. Purtroppo il level design gioca a sfavore dell’esperienza: è molto piatto e ripetitivo, con asset che sembrano già visti e rivisti in altri titoli.
La storia poi ci porta a combattere in loop scontri continui, giusto per allungare la longevità. A tutto ciò vanno aggiunte delle battaglie contro i boss davvero anonime.

Un sentiero smarrito e mai ritrovato
Dal punto di vista tecnico su PlayStation 5, nei primi minuti il gioco non aveva grandi problemi, se non texture che comparivano all’improvviso e piccoli bug durante il proseguimento nello scenario. Purtroppo da poco prima di metà gioco 1348 Ex Voto ha cominciato a cadere a pezzi. Ci sono battaglie contro i boss dove il framerate colava a picco, rendendo impossibili le schivate e gli attacchi, e dove la vittoria mi è sopraggiunta solo per pura fortuna (e soprattutto pazienza). Anche durante l’esplorazione i problemi tecnici sono numerosi, come oggetti con i quali non è possibile interagire se non riavviando il gioco o nemici che, nonostante li colpiamo, non segnano il colpo.
Il titolo vanta la presenza di Jennifer English a doppiare Bianca. Devo confessare che questa è senza ombra di dubbio una delle sue interpretazioni meno convincenti.
Non capisco nemmeno la scelta di ambientare un gioco nell’Italia del 1348 e non doppiarlo in italiano, rendendo ancora più immersiva l’esperienza nelle lande del Bel Paese.
Anche qui non mancano ulteriori problemi tecnici: le animazioni del labiale sono brutte da vedere e non provano nemmeno a sincronizzarsi con il doppiaggio, e abbiamo alcune frasi che si ripetono in loop durante l’esplorazione. Altro problema non indifferente sono i sottotitoli, i quali sono minuscoli e senza la possibilità di ingrandirli.

Giudizio finale
1348 Ex Voto di Sedleo poteva essere molto di più, ma è stata un’occasione totalmente mancata. Le premesse per una narrazione interessante c’erano tutte, potevano prendersi molto più tempo e rendere l’esperienza più valida e soprattutto variegata. Mi dispiace dire che il titolo non è riuscito a colpirmi in alcun ambito, fatta eccezione per brevissimi attimi. Non mi sento in questo caso di consigliare il titolo, specialmente allo stato tecnico attuale.




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