A partire da oggi è ufficialmente disponibile Dragon Ball Sparking! Zero, il nuovo e attesissimo capitolo della serie Tenkaichi (me compreso), per tutti coloro che hanno preordinato la Deluxe Edition. Per celebrare il lancio, voglio ripercorrere insieme a voi i vari capitoli della saga Tenkaichi che ci hanno fatto sognare nell’era PlayStation 2, con un roster di personaggi che è cresciuto progressivamente nei vari episodi.
Molti si sono chiesti il motivo del nome Sparking! Zero. La spiegazione è più semplice di quanto si possa immaginare. In Giappone, infatti, la serie non ha lo stesso nome che conosciamo in Occidente. Il titolo Budokai Tenkaichi è stato usato solo al di fuori del Giappone, dove invece il gioco è sempre stato chiamato Sparking!, con i capitoli successivi intitolati Neo e Meteor, corrispondenti rispettivamente al secondo e al terzo gioco della serie.
Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi (2005)
Il primo capitolo è stato estremamente innovativo, grazie a un roster di personaggi particolarmente ampio e al passaggio dal classico picchiaduro 2D a quello tridimensionale. Quasi ogni scenario di gioco era distruttibile, rendendo l’ambiente molto più interattivo rispetto alla serie Budokai. Inoltre, il gioco introduceva una varietà di arene, che spaziavano dalle zone desertiche fino a quelle della saga di Majin Bu, coprendo l’intero arco narrativo di Dragon Ball Z. Purtroppo, la serie GT non era inclusa, nonostante fosse molto richiesta dai fan. Tuttavia, rimaneva un capitolo rivoluzionario che è stato molto apprezzato.

Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 2 (2006)
Il secondo capitolo della serie Budokai Tenkaichi ha introdotto per la prima volta la possibilità di trasformarsi durante il combattimento, senza dover selezionare il personaggio già trasformato. Inoltre, finalmente si poteva eseguire la fusione tra personaggi. Tuttavia, questo titolo è ricordato soprattutto per avere una delle migliori modalità storia, in quanto copriva nel dettaglio l’intera saga di Dragon Ball GT. Se non bastasse, includeva anche, seppur in modo parziale, alcuni degli scenari della primissima serie di Akira Toriyama. Personalmente, amavo particolarmente la presenza di alcuni personaggi tratti dai film, come Janemba e Broly. Ancora oggi, rimane il mio capitolo preferito tra i tre!

Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 3 (2007)
Siamo arrivati al terzo e ultimo (per molti anni) capitolo della serie Budokai Tenkaichi. Il punto di forza principale di questo gioco era la presenza di ben 162 personaggi e 30 ambientazioni. Una delle novità più apprezzate era la possibilità di trasformarsi in Oozaru (Grande Scimmia) durante gli scontri notturni, quando nel cielo era visibile la luna piena. Questo capitolo vantava il roster più grande mai visto in un gioco dedicato a Dragon Ball. Tra i tanti personaggi presenti, c’era anche Arale, un’altra icona nata dalla mente di Akira Toriyama.
Nonostante il ricchissimo roster, la modalità storia ne ha risentito, probabilmente a causa dei limiti hardware della PlayStation 2 e della necessità di ottimizzare lo spazio sul disco. Di conseguenza, la storia risultava più “semplificata“, con meno eventi epici e dettagliati rispetto al secondo capitolo. La narrazione si concentrava principalmente sugli episodi più importanti delle tre serie principali. Anche se il mio capitolo preferito rimane il secondo, il terzo ha comunque lasciato un segno nel mio cuore, e ancora oggi lo considero uno dei migliori giochi mai realizzati su Dragon Ball.
Il futuro…Dragon Ball: Sparking! Zero (2024)
Siamo finalmente arrivati al capitolo decisivo. Nel 2023, Bandai Namco Entertainment ha annunciato quello che è il sogno di ogni appassionato di Dragon Ball, me compreso. Dragon Ball Sparking! Zero vanta infatti un roster di ben 182 personaggi giocabili, superando il record stabilito nel 2007 da Budokai Tenkaichi 3. Per quanto riguarda gli scenari, questo è il capitolo più completo, includendo anche quelli tratti da Dragon Ball Super e i relativi personaggi che ci hanno emozionato con la nuova serie creata da Akira Toriyama e Toyotaro. Sono certo che il maestro sarebbe fiero di questo nuovo capitolo.
Dal canto mio, non vedo l’ora di parlarvene nel dettaglio nei prossimi giorni, appena avrò avuto la possibilità di provarlo e giocarlo con mano. Sembra davvero essere l’esperienza definitiva!
Colgo anche l’occasione di consigliarvi Sand Land, che di recente ha avuto una trasposizione videoludica che abbiamo recensito e il suo relativo anime. In entrambe le opere possiamo apprezzare alcuni elementi che ricordano il celebre Dragon Ball.



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