Non è cosa nuova che Elden Ring sia stato il capolavoro in assoluto di FromSoftware. Ha portato la casa nipponica a conquistare l’ambito premio di Gioco dell’anno. Personalmente ho giocato a Elden Ring in ogni salsa, sia su PlayStation 5 in cooperativa con Phimie che su PC in solitaria. Adesso anche su Nintendo Switch 2.
Ammetto che quando è stata annunciata la versione per la console di Nintendo ero davvero felice, proprio perché il titolo pubblicato da Bandai Namco Entertainment non stanca mai di divertire. Proprio in queste pagine abbiamo parlato sia di Elden Ring Nightreign che di Shadow of the Erdtree, l’espansione che è inclusa in ELDEN RING Tarnished Edition per Nintendo Switch 2.
Dopo aver attraversato le minacce dell’Interregno per l’ennesima volta, posso parlarvi nel dettaglio di ciò che mi ha offerto questa nuova edizione e dei contenuti inediti che ha portato al lancio!

Un Anello per domarli
La narrazione di Elden Ring si svolge nell’Interregno, dopo la Disgregazione, dove Godwyn l’Aureo ha perso la vita e i suoi frammenti sono andati dispersi. In tutto ciò, l’Anello Ancestrale è andato perduto, distrutto per sempre. Nel mondo si sono disperse le Rune maggiori e tutto ciò che concerne i frammenti dell’anello.
Noi impersoniamo quello che viene chiamato il Senzaluce, perché siamo totalmente privi della Grazia dell’Anello e di una vera guida che ci aiuti a raggiungere il nostro scopo.
Nelle prime ore troviamo Melina, non convinta inizialmente del nostro compito. Si offre di darci manforte e offrirci così la possibilità di potenziarci e permetterci di accedere alla Rocca della Tavola Rotonda. Si tratta di uno spazio dove sono presenti i diversi Senzaluce che sono alla ricerca dei frammenti per ricomporre l’Anello Ancestrale.
Ammetto che, a livello narrativo, Elden Ring è davvero spettacolare, anche a distanza di anni rimane un’epopea epica, con un mondo di gioco davvero vivo. I suoi finali rimangono ancora oggi davvero spettacolari e al tutto va aggiunta la presenza in questa edizione dell’espansione Shadow of the Erdtree. I personaggi che compongono l’opera di FromSoftware sono tra i più riusciti tra i loro prodotti, oltre alla presenza di boss davvero epici.

Un mondo espanso
Uno degli elementi più spettacolari di Elden Ring è il suo mondo di gioco. Rispetto al passato abbiamo una mappa davvero immensa, ricca di percorsi secondari, caverne da esplorare e dungeon da completare. Nelle prime ore di gioco non è difficile perdersi, perché la struttura dell’Interregno è davvero ben curata ed è fatta in modo da offrirci anche delle ricompense degne di questo nome. A tal proposito, è possibile trovare nel mondo di gioco le Grazie, che non sono altro che dei Falò come in Dark Souls. Una volta seduti, i nemici sconfitti verranno ripristinati e allo stesso tempo verremo curati. Eppure, rispetto ad altri titoli FromSoftware, qui si è molto più generosi in termini di checkpoint.
Se durante uno scontro all’interno del mondo aperto verremo fatti fuori, ma nelle vicinanze è presente una statua di Marika, potremo decidere di ripartire da questa anziché dalla Grazia. Rispetto a quest’ultima, non è possibile sederci per recuperare la vita e aumentare così di livello utilizzando l’apposito menù, ma avrà l’unico scopo di darci un checkpoint. Per quanto sia gigantesco il mondo di gioco, è possibile spostarsi liberamente tra una Grazia e l’altra.
Inizialmente la mappa non sarà sbloccata, ma dovremo raccogliere i frammenti sparsi per il mondo di gioco. Fortunatamente, potremo utilizzare Torrente, un cavallo che ci permette di muoverci rapidamente nel mondo di gioco.

A Joycon alla mano
Fin dall’inizio è possibile avvertire un gameplay davvero dinamico in Elden Ring: ogni classe che sceglieremo giocherà un ruolo fondamentale all’interno del gioco. Nella mia prima partita mi sono voluto cimentare allora con il Samurai, visto che Phimie aveva optato per il Mago. Proprio a tal proposito, il team di sviluppo ha sviluppato un mondo gigantesco, calibrato per ogni classe e mostrandoci con forza quali sono le nostre caratteristiche migliori per sconfiggere i nemici. Per questo però non vuole essere molto più semplice, anzi tutt’altro. Il livello di sfida ha un crescendo ben delineato, soprattutto una volta raggiunta la metà della storia principale. A pad alla mano possiamo vantare la possibilità di utilizzare un attacco normale, uno caricato e un altro dedicato a delle abilità che fanno uso dei punti magia.
Trovare la propria build all’inizio può sembrare davvero difficile, ma è proprio la varietà di elementi da combinare che rende appagante l’esperienza di gioco. A questo va aggiunto che sono presenti delle Ceneri di Guerra, ovvero delle abilità che potremo equipaggiare a ogni strumento e che offrono delle mosse che, come dicevo prima, fanno uso dei punti magia. Quindi il mana in Elden Ring non è relegato alle sole magie, ma è uno strumento che è utile a tutti.
Altra cosa che ha ribaltato il sistema dei soulslike è la gestione delle pozioni. Ad ogni Grazia potremo decidere quante averne per la cura e quante per ripristinare il mana. Ovviamente, come capita nei titoli di Dark Souls, avremo la possibilità di potenziarne la quantità e l’efficacia una volta trovati i giusti oggetti da usare.

Tra nuovi contenuti e portabilità
In questa nuova edizione, oltre a essere incluso Shadow of the Erdtree, è disponibile un nuovo contenuto. Nella Tarnished Edition abbiamo a disposizione due nuove classi inedite, il Cavaliere Idus e il Cavaliere Pesante. Ho provato entrambi per diverse ore e ammetto che con il Cavaliere Idus mi sono trovato bene, soprattutto perché ci offre una mobilità rapida e ci permette di sferrare fendenti immediati. Questa agilità però viene minata dalla resistenza, infatti abbiamo una sensibilità ai danni maggiore rispetto al Cavaliere Pesante. Quest’ultimo invece punta tutto sulla forza bruta, permettendoci di sferrare attacchi pesanti e avere anche una resistenza maggiore. Però si deve entrare a patti con una mobilità decisamente meno agile. Questi nuovi contenuti sono disponibili anche sulle altre piattaforme come DLC a pagamento.
All’interno del pacchetto sono presenti tre personalizzazioni per Torrente, rendendo ancora più accattivante il nostro destriero.
Arrivando alle prestazioni della versione Nintendo Switch 2, devo ammettere di essere rimasto molto sorpreso. Ho giocato la maggior parte del mio tempo in modalità portatile. In questa opzione ELDEN RING Tarnished Edition offre una risoluzione che punta al 1080p, con un framerate che cerca di rimanere stabile sui trenta.
Nella modalità TV i FPS rimangono i medesimi, ma è presente un upscaling che cerca di puntare a una risoluzione maggiore rispetto al Full HD.
In entrambe le modalità non ho riscontrato problemi particolari. In modalità TV ho avuto solo due volte dei cali di framerate nelle zone più ampie, ma nulla che ne potesse compromettere la godibilità in maniera incisiva.

Commento Finale
Posso confermare che sono rimasto soddisfatto del lavoro svolto da FromSoftware per questa versione Nintendo Switch 2 di ELDEN RING Tarnished Edition. Ancora oggi rimane un titolo colossale, con un mondo di gioco davvero immenso da esplorare e che offre un quantitativo di ore davvero elevato. Si tratta dell’occasione giusta per chi non ha giocato il titolo, dato che include l’espansione e dei contenuti inediti.
Per quanto il framerate abbia avuto qualche piccola incertezza in alcune parti del mondo aperto, il lavoro di porting è davvero eccellente, dato che in portatile ha una stabilità davvero impressionante, nonostante l’immensa mole di contenuti a schermo.




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