Steins;Gate Re:Boot
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STEINS;GATE RE:BOOT – Recensione

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Mi sono avvicinata a STEINS;GATE negli ultimi anni, scoprendolo grazie all’anime e avvicinandomi poi alle visual novel. Si tratta di un’opera intrigante, e non potevo perdere l’occasione di riscoprire nuovamente la storia di Rintaro Okabe grazie a STEINS;GATE RE:BOOT.
Oltre alla nuova direzione artistica, RE:BOOT ha anche dei cambiamenti rispetto all’originale e a ELITE, il primo rifacimento contenente le scene tratte direttamente dall’anime.

Ho giocato a questo nuovo remake principalmente su Steam Deck, in modo da potervi parlare anche della mia esperienza sulla portatile di Valve.

Reading Steiner

Okabe Rintaro è uno scienziato pazzo per gioco, facendosi chiamare da amici e non Hououin Kyouma da amici e non. Passa le sue giornate nell’appartamento che ha preso in affitto ad Akihabara e sede della sua Future Gadgets Laboratory, che porta avanti con l’amica d’infanzia Mayuri e l’amico super hacka Daru.
Tra le loro strampalate invenzioni c’è il PhoneWave, che dovrebbe essere un microonde attivabile tramite il cellulare… Se non fosse per il fatto che delle volte non funziona come dovrebbe, congelando il pollo fritto di Mayuri e gelificando le banane.
Ben presto diventa chiaro, grazie anche alla conoscenza di Makise Kurisu, che il gruppo ha erroneamente fatto passi avanti nell’invenzione di una macchina del tempo. I loro progressi nei viaggi temporali non passano inosservati, e ben presto l’intera vita di Okabe prende una piega inaspettata.

Steins;Gate Re:Boot Makise Kurisu

Steins;Gate ha una trama appassionante e che si concentra non solo sui viaggi nel tempo, ma anche sugli universi paralleli e l’effetto farfalla. Veniamo man mano coinvolti nelle vicende di Okabe Rintaro e del suo gruppo di amici, con colpi di scena davvero ben studiati.

I primi cinque capitoli ci introducono per bene ambientazione e personaggi, e non possiamo fare molto se non seguire ciò che accade attorno al protagonista, unico anche che sente i cambiamenti tra una linea temporale e l’altra (che nel gioco conosciamo come un valore numerico che indica il grato di divergenza), ma è dal sesto capitolo in poi che si entra nel vivo. Proprio da questo capitolo in poi sono presenti tutta una serie di finali alternativi, di decisioni che ci portano a sperimentare universi alternativi e che ben si allontanano dalla divergenza oltre l’1% ricercata da Okabe per tornare a una vita normale.

Cosa cambia in RE:BOOT

STEINS;GATE RE:BOOT non è il primo rifacimento della visual novel, ma il secondo. Anni fa venne rilasciato ELITE su PC e console che, oltre a usare scene dell’anime al posto delle illustrazioni, condensava i testi dell’opera originale. Anche RE:BOOT ha optato per questa strada, proponendo dei testi ridotti al fine di rendere il titolo più fruibile. Discorso opposto per il telefono di Okabe, con cui in questa nuova versione possiamo interagirci di più, avvicinandoci all’originale, visto che in ELITE erano interazioni ridotte al minimo.

Non si tratta delle uniche modifiche, in quanto è presente un nuovo finale dedicato al personaggio di Kiryu Moeka. Questo è basato sul CD drama intitolato Gamma: Height of the Dark Dimension e ci porta a vedere una divergenza decisamente diversa da quelle degli altri finali. Personalmente ho apprezzato questo nuovo finale: l’ho trovato decisamente interessante e presenta una divergenza che incuriosisce di più rispetto ad altre, presentandoci l’oscuro universo Gamma.

Le mail dal passato

Sul fronte ludico, interagiamo con il cellulare di Okabe. Possiamo rispondere ad alcuni dei messaggi che ci vengono inviati dai personaggi selezionando una delle parole evidenziate di blu. Ciò ci permette di ottenere informazioni in più su Mayuri, Kurisu e gli altri.
La funzione più importante del telefono, però, è la possibilità di inviare le D-Mail grazie al Phonewave. Quest’azione è disponibile in alcuni punti specifici della storia e, se non lo facessimo, si arriverebbe a sbloccare uno dei finali alternativi presenti. Per poter tornare al momento della scelta è importante aver effettuato un salvataggio manuale o utilizzare uno dei Quick Save automatici, che solitamente sono subito prima della decisione da prendere.

Secondo me gli sviluppatori hanno perso un’occasione con l’Observer, schermata introdotta in STEINS;GATE RE:BOOT. Questa permette di vedere un elenco di tutti gli eventi, suddivisi per worldline, in modo da avere anche una rappresentazione grafica dei punti d’interesse. L’Observer si limita solo a questo, e non ci permette di raggiungere un determinato punto della storia per poter prendere la decisione di non mandare la D-Mail e vedere uno degli altri finali.

Per farvi un esempio pratico, se siete andati avanti nella storia senza vedere il finale di un personaggio e non avete salvataggi manuali, né Quick Save che vi portino al momento prima della scelta, allora sarete costretti a ricominciare il gioco da capo. Con lo skip del testo già letto, certo, ma così vedere un finale da pochi minuti diventa un’azione estremamente tediosa. Implementare nell’Observer la possibilità di rigiocare un capitolo, o anche solo caricare il punto di una scelta importante, sarebbe stato molto utile.

Un nuovo look

Questo remake presenta illustrazioni di personaggi e ambientazioni completamente rifatte. In parte ricordano lo stile originale, seppur in chiave differente e, nonostante non mi avessero convinta particolarmente, ho finito con l’apprezzarle parecchio.

Questione di audio

Giocabile
Risoluzione1280×800
Autonomia4-5 ore

STEINS;GATE RE:BOOT ha una buona giocabilità su Steam Deck, e la console ha una buona autonomia di batteria essendo una visual novel. Sul fronte audio ho però riscontrato qualche problema: la colonna sonora e gli effetti sonori funzionano a dovere, ma in base alle impostazioni di Proton non si sente il doppiaggio. Ci ho messo non poco a risolvere, installando una versione di Proton creata dagli utenti. Anche così però il problema di è ripresentato a tratti.

Ottimi sia il doppiaggio in giapponese, sia la colonna sonora, entrambi davvero ben realizzati. Il gioco è localizzato in inglese e presenta una buona traduzione, con testi scorrevoli e di facile comprensione a chi conosce la lingua.

El Psy Kongroo

La storia di Okabe Rintaro è ancora tutt’oggi imperdibile, e STEINS;GATE RE:BOOT è un ottimo modo per riscoprirla. Il nuovo finale, la sceneggiatura più condensata, ma non per questo meno valida dell’originale, e il comparto tecnico completamente rivisto sono degli ottimi motivi per giocare direttamente questa versione.
Le uniche incertezze di questo remake sono nei problemi con il doppiaggio riscontrati su Steam Deck e il prezzo, decisamente alto anche rispetto al prezzo pieno dell’opera originale e di ELITE.

Steins;Gate Re:Boot
STEINS;GATE RE:BOOT
Riassumendo
STEINS;GATE RE:BOOT è un ottimo titolo, rispettoso del materiale originale e con un nuovo finale da scoprire. Presenta però qualche problema con il doppiaggio su Steam Deck.
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Pro
Ancora oggi una storia indimenticabile
Nuovo finale interessante
Ottima direzione artistica
Contro
Problemi con il doppiaggio su Steam Deck
Prezzo decisamente alto
8.5
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Scritto da
Sofia Marotta

Videogiocatrice da sempre, amante dei RPG e con una passione smodata per The Binding of Isaac. Nel tempo libero, oltre ai videogiochi, legge o ricama.

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