Dragon Age: Origins
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La chiusura di BioWare è un colpo al cuore

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La notizia della chiusura di BioWare è arrivata come un fulmine a ciel sereno. In realtà in molti avevamo previsto i presagi di una tempesta, tra il rilascio non proprio soddisfacente di Dragon Age: The Veilguard e l’acquisizione di Electronic Arts, divenuta ad agosto una società privata.
Nonostante i segnali di avvertimento, si tratta comunque di una notizia devastante, un vero e proprio colpo al cuore per ogni amante dei RPG. Me inclusa.

Cosa significa BioWare per me

Ho conosciuto BioWare con Dragon Age: Origins. Ai tempi giocavo a un po’ di tutto, ma non mi ero mai approcciata sul serio ai giochi di ruolo. Era un tempo prima delle mie prime sessioni di Dungeons & Dragons e in cui avevo giocato solo a due Final Fantasy, il X e il XIII, senza appassionarmi davvero al genere.
Qualcosa in me è scattato quando mi sono avventurata nel Ferelden cercando di porre fine al Flagello. Ho scoperto il mio amore per il genere, specialmente per le scelte da compiere.

Sono passati più di quindici anni da quando inserii per la prima volta il disco nella mia fidata PlayStation 3, e penso tuttora che sia una delle esperienze ruolistiche migliori di sempre. Qualche anno fa vi parlai proprio di Dragon Age: Origins e di come per me fosse una vera e propria lettera d’amore ai Tabletop RPG, un capolavoro ruolistico.

Quindici anni fa non giocavo a Dungeons & Dragons, di conseguenza non avevo mai giocato a Baldur’s Gate e al seguito. Col senno di poi, si vede che BioWare ha mantenuto nella sua produzione la stessa filosofia del gioco di ruolo da tavolo. Sembra proprio di essere all’interno di una campagna, senza però dover tirare di dado.

In tutti questi anni ho giocato un sacco di RPG, ma di tanto in tanto adoro tornare nel mondo di Dragon Age: Origins. Proprio qualche giorno fa, prima della notizia, stavo pensando di iniziare ancora una volta una partita. Ora sarà un’esperienza dolceamara.

Una fine immeritata

BioWare negli anni ha rilasciato un sacco di titoli di successo. Ha dato inizio alla serie di Baldur’s Gate, con Larian Studios che ha raccolto l’eredità con l’ottimo terzo capitolo. Ha fatto appassionare milioni di giocatori con Mass Effect e con Dragon Age. Star Wars: The Old Republic è ancora un titolo amatissimo.

Certo, abbiamo anche visto degli scivoloni con Anthem e con il recente Dragon Age: The Veilguard. Tuttavia il primo ha comunque venduto cinque milioni di copie, mentre il secondo aveva venduto sotto le aspettative, ma era una situazione più che recuperabile.

La decisione di Electronic Arts è ingiusta e la fine di BioWare è immeritata. Lo studio è stato privato dell’occasione di farsi valere dopo The Veilguard con il nuovo Mass Effect.
Questa chiusura è la dimostrazione che il mondo videoludico ha bisogno di un cambiamento, perché non è possibile vedere tutti questi studi talentuosi chiusi uno dopo l’altro, com’è successo anche a Bluepoint Games a inizio anno.

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Scritto da
Sofia Marotta

Videogiocatrice da sempre, amante dei RPG e con una passione smodata per The Binding of Isaac. Nel tempo libero, oltre ai videogiochi, legge o ricama.

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