Non è passato molto da quando vi ho parlato in queste pagine di Constance, il titolo sviluppato da Blue Backpack Games, rilasciato inizialmente solo su PC. Ora, a distanza di diversi mesi, mi ritrovo qui a parlarvi nuovamente del gioco, dato che è finalmente pronto a debuttare anche nel mondo console.
Per chi ha già letto la recensione della versione per PC, si tratta di un titolo che ha saputo divertirmi e tenermi occupato, offrendomi un’esperienza davvero interessante. Proprio per questo, occuparmi della versione PlayStation 5 è stata una bella occasione per rivivere quell’avventura che tanto mi aveva soddisfatto a dicembre.
Tra una morte e l’altra, sono riuscito a rigiocare a Constance e sono finalmente pronto a parlarvi di questa trasposizione su console!
Constance
Dove tutto ha inizio
La narrazione di Constance ci porta a vestire i panni di un’artista che, purtroppo, deve affrontare i propri demoni, tra incertezze sul futuro e traumi passati. Il gioco sceglie una narrazione molto onirica, che in alcuni frangenti diventa decisamente più chiara. Allo stesso tempo ci trascina in un mondo separato dalla realtà, proprio quello che esploreremo durante l’avventura. Al suo interno troviamo personaggi di ogni genere, spesso pronti a offrirci suggerimenti su ciò che sta accadendo. Esplorare è fondamentale, perché sono presenti diversi elementi che ci aiutano a capire meglio la situazione della protagonista.
Non è una trama che punta subito a dirci tutto, ma il gioco si prende il suo tempo prima di aprirsi completamente. La narrazione procede in maniera molto pacata, ma non mancano frasi d’intermezzo che chiariscono gradualmente ciò che è successo in passato. Il gioco ci spinge a esplorare il mondo in cui ci troviamo, alla ricerca delle quattro lacrime sparse nei vari biomi. Questo rappresenta l’unico mezzo che abbiamo per tornare a casa.
La storia raccontata all’interno del gioco è molto matura e affronta temi davvero importanti. Più volte gli sviluppatori hanno confermato che si tratta anche, in parte, di una vicenda personale legata a ciò che il game director ha vissuto in passato, ovvero un burnout. A mio avviso la trama avrebbe meritato qualche ora in più, dato che in circa sette ore è facile raggiungere i titoli di coda.

A pad alla mano
Avevo apprezzato davvero molto il gameplay di Constance su PC, dove avevo giocato per quasi tutta la mia esperienza su Steam Deck. Questa volta, con il DualSense in mano, ho avuto il piacere di provare l’esperienza sul grande schermo, godendomi appieno la bellezza delle ambientazioni del gioco.
Abbiamo a disposizione alcune abilità basate sull’inchiostro, visibili nella barra viola presente a schermo. Questa barra si ricarica ogni volta che non utilizziamo mosse che la consumano, ma se attiviamo un’abilità mentre è scarica ci sottrae energia. Ho apprezzato molto il fatto che, una volta esaurita, vedremo Constance scolorita, privata dei toni viola sul suo corpo.
Come ogni buon metroidvania che si rispetti, anche qui troviamo molti rompicapi che richiedono l’uso di schivata e scatto. In questo caso dovremo sfruttare soprattutto le abilità legate al colore. Le trappole presenti in Constance, a volte, sono davvero severe e riescono a toglierci l’energia in pochi colpi. Anche i nemici risultano molto agguerriti, e basta poco per finire a terra. In caso di sconfitta potremo ripartire subito nella stessa battaglia, senza tornare immediatamente al checkpoint. Questo però potenzierà tutti i nemici presenti sulla mappa fino a quando non moriremo del tutto.
Sono presenti anche sfide secondarie, che ci richiedono di sfruttare al meglio le abilità apprese durante l’avventura. Potremo inoltre potenziare Constance man mano che avanzeremo tra un’area e l’altra, ottenendo delle Ispirazioni, ovvero abilità passive. Possiamo anche scattare foto per segnare sulla mappa un punto che vogliamo ricordare, come una sorta di appunto personale.

Una nuova versione
La versione per PlayStation 5 gira davvero bene e offre una resa impeccabile dell’opera di Blue Backpack Games. L’unico neo della produzione riguarda alcuni bug durante l’esplorazione. In certe occasioni durante gli scontri, infatti, i miei colpi non sembravano andare a segno, come se ci fosse un input a vuoto. Per il resto si tratta di un porting di ottima qualità, capace di proporre l’esperienza in maniera convincente e curata.
Sul fronte DualSense, i comandi sono sfruttati bene, i tasti risultano ben posizionati e ho apprezzato anche l’utilizzo del touchpad, funzione che non sempre viene valorizzato. Tra le note dolenti rimangono invece la scarsa presenza di checkpoint effettivi e alcuni boss non sempre stimolanti, a causa di un bilanciamento non proprio equilibrato.

Commento Finale
In conclusione posso confermare che Constance è ancora una volta promosso. Mi sarei aspettato qualche contenuto in più in occasione della versione PlayStation 5, ma per il resto si tratta di un porting di buona qualità. Assolutamente consigliato a tutti i fan dei metroidvania!
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