DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato – Recensione

Condividi

Molti di noi ricordano Dragon Quest intonando la nostalgica sigla d’apertura dei Cavalieri del Drago di Giorgio Vanni, riportandoci a ricordi molto piacevoli e, purtroppo, altrettanto distanti.

In origine il settimo capitolo nacque su PlayStation e, come di consueto per i tempi, Dragon Quest uscì prima in Giappone – precisamente anticipò la release europea di ben un anno e due mesi – spopolando nei più illustri negozi del territorio del Sol Levante.
Il titolo originario del settimo capitolo è DRAGON QUEST VII: I guerrieri dell’Eden, che in occasione del remake in 3D per Nintendo 3DS è stato rinominato in DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato.

Se ai tempi Dragon Quest VII fu un capolavoro, ora con la grafica tridimensionale il titolo ha raggiunto vette ancora più alte, donando alla console di Nintendo un titolo unico e epico allo stesso tempo. Questo remake ha da offrire tantissimi contenuti, come potete ben intuire dalla recensione, quindi vi lasciamo scoprire passo per passo in questo viaggio che cos’ha proposto Nintendo insieme ad ArtePiazza!

Scheda del Gioco
Cover del gioco

DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato

Sviluppatore: Artepiazza/Square Enix

Distributore: Nintendo

Piattaforme: Nintendo 3DS

Data di uscita: 16/09/2016

L’inizio del viaggio

La storia prende inizio con il nostro piccolo eroe che, insieme al principe di Estard, è alla ricerca di un tesoro all’interno di una torre perduta. Dopo un breve dialogo capiremo che i due vogliono dimostrare che l’isola in cui si trovano non è l’unica in tutto il mondo, ma che esistono tantissimi altri continenti nel mondo che aspettano solamente di essere scoperti.

La volontà è forte nei nostri eroi, tanto che si spingono fino a un antico tempio misterioso, nel quale vi è una statua che dovrebbe – all’apparenza – servire ad aprire la via per il sacro tempio. Tra una cosa e l’altra, i due riescono a entrare, grazie anche all’aiuto di uno scriba del villaggio che traduce una antica profezia.

Proprio in questa fase inizierà il vero viaggio del gioco: dopo aver risolto un enigma molto semplice, scopriremo che attraverso delle tavole sarà possibile viaggiare nel tempo, ma le tavole non sono complete. Queste hanno bisogno di essere completate con dei frammenti, da posizionare negli appositi piedistalli.

Rispetto al capitolo originale qui sarà possibile visionare la presenza dei frammenti nella mappa di gioco, quindi avremo un aiuto in più per trovarli, senza dover stare ore a esplorare un luogo che può rivelarsi futile ai fini della narrazione.

I viaggi porteranno ai nostri eroi a vivere delle esperienze diverse e uniche, scoprendo diverse cose che possono cambiare il destino dell’intera umanità. Entreremo in diverse realtà attraverso le tavole, attenzione saranno anche presenti delle tavole secondarie che sbloccheranno nuove sfide come dei dungeon tosti, che metteranno a dura prova le abilità di ogni giocatore, facendo tesoro di tutto ciò che è stato appreso lungo il corso dell’avventura per poterli superare.

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato - Recensione

Il ruolo dell’Eroe

Lo sviluppo delle classi in questo capitolo avviene in maniera differente, sarà possibile aumentare le nostre classi attraverso dei dungeon secondari, dove solitamente è probabile trovare dei pezzi d’armatura per la nostra specializzazione. Una feature che sicuramente ci ha colpito è che al cambiare della nostra classe muterà anche il nostro aspetto, quindi, ogni classe avrà un look differente che varierà così la monotonia dei colori dei personaggi.

Siete affezionati all’aspetto di un mostro? Niente paura, sarà possibile assumerne anche l’aspetto una volta sviluppati i giusti parametri, quindi girovagando non più sotto forma di un essere umano, ma di un mostro vero e proprio.

A venire in soccorso al gameplay arriva lo StreetPass, che servirà a mandare in una sorta di spedizione i nostri mostri, alla ricerca di equipaggiamento o altri oggetti utili dispersi per il mondo.

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato - Recensione

Un ottimo remake

Questo remake tecnicamente brilla sotto tutti i punti di vista, specialmente per quanto riguarda il comparto grafico, che finalmente è in tridimensionale con tanto di modelli poligonali ben curati con lo stile sempre al classico per la prima PlayStation.

A condire il tutto vi è una narrazione ben strutturata, resa molto più scorrevole dal remake, molto meno lenta rispetto a come faceva il capitolo originale, proponendo già fin dall’inizio degli scontri contro i nemici, mantenendo così il giocatore attivo nel gioco.

Una piccola pecca purtroppo c’è, quella della telecamera, non completamente gestibile in maniera ottimale per chi non possiede un Nintendo 3DS con un Circle Pro, usando i macchinosi R e L per raddrizzare nelle situazioni più critiche la telecamera.

Il remake tende la mano anche a chi di giochi di ruolo alla giapponese non ne vuol sentire parlare nemmeno sottovoce, visto che propone una sfida molto calibrata e meno pressante del titolo originale, mantenendo comunque un buon livello di difficoltà.

Se un capolavoro può essere espresso solo dalla melodie, allora Dragon Quest VII: Frammenti di un Ricordo Dimenticato è quello che adempie meglio a questo compito. Le musiche sono perfette in ogni situazione, donando vecchie e nuove melodie sempre coerenti e dinamiche. Si comporta altrettanto bene pure gli effetti sonori, tipici della saga per alcuni e nuovi, ma interessanti, per altri.

Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato - Recensione

Commento finale

Il settimo capitolo di Dragon Quest è riuscito perfettamente nella sua impresa, è riuscito a catturare l’attenzione e guadagnarsi un voto più che eccellente proponendo sulla console di Nintendo un titolo molto longevo, ma soprattutto interessante e accessibile a una grande fetta di giocatori.

Sebbene la saga non è mai stata tra le più vendute da noi occidentali, DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato ha le carte in tavola per essere uno dei titoli di punta e più rilevanti della console portatile di Nintendo. In conclusione, questo remake è un must have per tutti coloro che amano la saga o i JRPG, ma può essere anche un’ottima scoperta per chi non si è mai approcciato a questa saga.

DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato
Riassumendo
DRAGON QUEST VII: Frammenti di un mondo dimenticato è un remake rispetto dell'originale, che offre tantissime ore di divertimento!
Pro
Un remake rispettoso dell'originale
Longevità elevata
Sistema di combattimento soddisfacente
Contro
Eccessivo grinding per aumentare di livello
9
Condividi
Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

Lascia un commento

Articoli correlati

REPLACED – Recensione

Quando Sad Cat Studios ha annunciato REPLACED, confesso che la mia curiosità...

Mindseye – Uno sguardo dopo le patch

Ci sono titoli che al lancio sono vittime di un’uscita forse fin...

Screamer – Recensione

La storia di Screamer ha origini ben lontane, precisamente nel lontano 1995...

Planet of Lana II: Children of the Leaf – Recensione

Dopo l’ottimo successo del primo capitolo, il team di sviluppo ha voluto...