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Onimusha: Way of the Sword – Recensione

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La serie di Onimusha mi è sempre stata molto cara, perché ho amato ogni capitolo della serie fin da quando uscì il primo. Ho ancora dei bei ricordi legati a diversi capitoli, ma nel corso degli anni mi chiedevo sempre: “Perché la serie non torna?“. Finalmente CAPCOM ha deciso di riesumare dalle ceneri la serie con Onimusha: Way of the Sword, un capitolo che ha saputo stupirmi in positivo. Negli ultimi anni gli sviluppatori nipponici hanno dimostrato di accogliere bene i feedback dei giocatori, soprattutto su ciò che vogliono.

Dopo aver impugnato la spada e aver indossato il Guanto Oni nei panni di Miyamoto Musashi, sono finalmente pronto a parlarvi della mia esperienza con Onimusha: Way of the Sword!

Un guanto ONI

La storia di Onimusha: Way of the Sword si apre con un Musashi Miyamoto che sta vagando alla ricerca di un valido avversario, poiché lui persegue la via della spada. Proprio all’inizio vediamo quanto sia un personaggio fuori dalle righe, ben diverso da Soki o Samanosuke dei capitoli precedenti. Dopo quello che è uno scontro a tutti gli effetti impari contro un maestro samurai di un’altra fazione, ci troviamo a scappare tra un vicolo e l’altro. Proprio quando sembra esserci riuscito, viene colpito a morte da un gruppo di Genma.

Riapre gli occhi poco dopo, ritrovandosi di fatto all’interno di quello che sembra essere un grande inferno, pieno di cadaveri che stanno per cadere da una lunga cascata. A risvegliarci c’è un bizzarro signore anziano, che ci dice che il nostro compito non è ancora finito. Questo ci impianta il Guanto Oni, dicendoci che da ora in poi dovremo divorare le anime, specialmente se vogliamo liberarci dalla sua morsa. Quello che sembra un viaggio alla ricerca della libertà da questo guanto diventa a tutti gli effetti un’epopea. Scopriamo che nel guanto si cela una Oni di nome Shizuka e ci consiglia di recarci da un altro Onimusha come noi di nome Takemura.

Onimusha: Way of the Sword - Recensione

Un nuovo inizio

A mio avviso la narrazione di Onimusha: Way of the Sword è davvero funzionale, perché tutti i personaggi hanno un ruolo ben definito ed è sempre bello scoprire i dettagli dei loro passati. Tra quelli che ho apprezzato di più c’è Izumo no Okuni, una giovane danzatrice kabuki che ci sarà di grande supporto all’interno della vicenda. In tutto ciò c’è Ganryu, che ci ostacolerà nel corso della nostra avventura. Si tratta di un samurai che, anch’esso divenuto Onimusha, non si frena dal divorare le anime degli umani. Ammetto di essere rimasto molto soddisfatto dal finale del gioco e mi piace che questo capitolo segni a tutti gli effetti l’inizio di una serie di giochi, vista la conclusione aperta.

Ho impiegato quasi diciotto ore per portare a termine l’avventura principale, anche se all’interno del mondo di gioco ci sono diversi compiti secondari che ne allungano la longevità. Uno dei problemi principali della narrazione è che, più andiamo avanti, spesso ci verranno chiesti gli stessi compiti sia nella storia, sia nelle missioni secondarie. Ho riscontrato una certa ripetitività eccessiva dei boss verso metà gioco, con la riproposizione di alcuni di quelli che abbiamo già affrontato, rendendo di fatto il tutto troppo ridondante. Mi sarei aspettato una maggiore varietà da questo punto di vista, dato che le battaglie contro i boss sono davvero spettacolari quando li incontriamo la prima volta.

Onimusha: Way of the Sword - Recensione

La via della spada

Dal punto di vista del gameplay credo che Onimusha: Way of the Sword abbia svolto un lavoro davvero eccezionale. Abbracciando quelli che sono i canoni odierni degli action game, cerca di modernizzare la sua opera offrendo un combattimento diretto con l’arma bianca davvero spettacolare. Abbiamo a disposizione i classici attacchi base che potremo concatenare tra una schivata e l’altra. Una delle basi fondamentali del combattimento è la parata e il suo relativo contrattacco. Perché sì, i Genma sono molto brutali e il gioco ci offre la possibilità di contrattaccare ogni qualvolta possibile. Anche in un combattimento contro tre nemici di fila potremo parare l’attacco alle nostre spalle, destabilizzandolo. Potremo utilizzare anche l’ambientazione come arma, ci sono tavole di legno e carretti da lanciare addosso ai nemici.

Abbiamo a disposizione non solo l’arma principale, che è la katana, ma anche le cosiddette Armi Oni. Si tratta di alcune armi che è possibile evocare per eseguire un attacco speciale, che spesso toglie energia oppure destabilizza il nemico riducendogli la barra per stordirlo. Non potremo attivarle quando vorremo, perché utilizzano una relativa barra che sarà possibile riempire man mano che uccideremo i nemici e otterremo le anime dorate. La cosa che mi ha lasciato davvero stupito è come alcune di queste sfruttino davvero bene l’elemento della nostra spada, basti pensare al tornado che, se abbiamo la spada infuocata, prenderà fuoco infliggendo un danno considerevole.

Onimusha: Way of the Sword - Recensione

Una mappa ben delineata

La cosa che ho apprezzato è che non è presente una mappa immensa da esplorare, ma delle zone più piccole nelle quali sono condensate le attività di gioco. Questa struttura open map ha reso l’esperienza più coesa, abbiamo a disposizione attività nelle quali potremo ottenere oggetti e altre per aiutare gli abitanti. Man mano che avanzeremo nel gioco sbloccheremo delle attività secondarie che sono inerenti ai misteri che accadono nella zona che stiamo esplorando. Si tratta di brevi storie secondarie che ho trovato alcune volte davvero interessanti e che ne aumentano la longevità. Esplorare la mappa ha un altro vantaggio. spesso si trovano oggetti molto utili che possono aiutarci a potenziare la nostra sacca degli Hozuki, quella che ci permette di curarci.

Per quanto riguarda il potenziamento del nostro Musashi, avremo a disposizione all’interno dei vari templi la possibilità di potenziare la nostra armatura, spada e Guanto. Ogni ramo potenzierà diversi valori delle nostre statistiche, non avremo libertà di scegliere quali valori potenziare anziché altri. Per farlo ci verranno richiesti degli oggetti ben specifici. Lo stesso vale per quanto riguarda l’albero delle abilità, che è suddiviso per le Armi Oni e per le tecniche. Il gioco ci dà pure la personalizzazione di Musashi Miyamoto, oltre a quella di Okuni e Shizuka, ma solo per quanto riguarda gli abiti. Nel caso di Musashi potremo modificare l’estetica della spada, il suo haori o il suo vestito.

Onimusha: Way of the Sword - Recensione

Un RE Engine che colpisce ancora

Dopo aver giocato uno spettacolare PRAGMATA e un Resident Evil Requiem che facevano uso del RE Engine, anche Onimusha: Way of the Sword ha svolto un egregio lavoro. Ancora una volta l’engine di CAPCOM ha dimostrato di essere davvero versatile, con una fluidità eccezionale. Nella versione PlayStation 5 che ho analizzato non ho riscontrato grandi problemi di sorta. L’unica problematica è durante uno degli scontri verso la fine del gioco, dove il framerate ha avuto qualche oscillamento. Per il resto il titolo si è comportato in maniera perfetta.

A tutto ciò bisogna aggiungere un elemento fondamentale della produzione, il doppiaggio in italiano. Il nostro Miyamoto Musashi è doppiato da Roberto Palermo, mentre Shizuka da Chiara Leoncini. Anche la colonna sonora è davvero spettacolare, sono presenti momenti in cui esalta in maniera impeccabile la narrazione di Onimusha: Way of the Sword.

Onimusha: Way of the Sword - Recensione

Commento Finale

In conclusione, Onimusha: Way of the Sword è un ritorno davvero spettacolare della serie di CAPCOM. Il gameplay si presenta frenetico e ricco di libertà d’azione, il tutto accompagnato da una narrazione valida fino alla fine, che lascia le porte aperte per un seguito. Peccato solo per la ripetitività dei boss, soprattutto verso la fine del racconto, dove si poteva fare qualcosa in più.

Onimusha: Way of the Sword
Riassumendo
Onimusha: Way of the Sword segna il ritorno di una delle serie più amate in casa CAPCOM. Narrativamente offre un racconto spettacolare, accompagnato da un buon sistema di combattimento.
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0
Pro
Narrativamente spettacolare, ma...
Gameplay dinamico e punitivo al punto giusto
Struttura open map piena di attività
Colonna sonora sublime
Contro
...una certa ripetitività dei boss principali
Piccoli cali di framerate durante le ultime battute del gioco
9
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Scritto da
Federico Molino - Director and PR Manager

Classe 1996, assiduo consumatore di giochi di ruolo, amante della fotografia e informatico a tempo pieno.

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